Mattarella a Bologna: “Ogni impegno per raggiungere pienamente la verità sulle stragi’

30/7/2020 – E’ importante ” ribadire la sollecitazione a sviluppare ogni impegno per la verità con ogni elemento che possa contribuire a raggiungere pienamente la verità”. Queste le parole pronunciate oggi intorno a mezzogiorno dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla stazione ferroviaria di Bologna, dove ha reso omaggio alle vittime della strage del 2 agosto 1980. Parole pronunciate dopo aver deposto la corona d’alloro, portata da due corazzieri, di fronte alla lapide con i nomi di 85 vittime, nella sala d’aspetto di seconda classe che fu teatro del più orrendo attentato terroristico della storia repubblicana, In quella lapide manca almeno il nome di una 86 ma vittima, la cui identità è a tutt’oggi sconosciuta: uno dei misteri occultati sino ad oggi sulla tragedia che – insieme a Ustica – sconvolse l’Italia in quel terribile 1980, lasciando una ferita mai più rimarginata nella storia e nella vita del Paese .

Per questo il discorso di Mattarella, lungi dall’essere neutro e di circostanza (non ha accennato alla “strage fascista”) sono apparse come un monito rivolto soprattutto alle istituzioni, un incitamento a non trascurare “alcun elemento” nella ricerca di una “verità piena”. E questi elementi, nella strage di Bologna, non sono soltanto i mandanti mai individuati ( e che oggi la Procura Generale felsinea indica in Licio Gelli, Umberto Ortolani, Mario Tedeschi, e Federico Umberto d’Amato: tutti morti) ma la presenza quella mattina a Bologna di un terrorista tedesco del gruppo Carlos; sono i misteri di Paolo Bellini (oggi accusato di essere coautore della strage) e la sua presenza a Bologna, in febbraio, nello stesso albergo dove alloggiava Thomas Kram; la scomparsa del cadavere della povera Maria Fresu, il mistero di ignota 867, la coppia di stranieri (lui forse mediorientale) che andò a cercare un cadavere all’obitorio, la presenza del procuratore Ugo Sisti alla Mucciatella dei Bellini il giorno dopo la strage, la moltitudine di agenti segreti di più di un paese, terroristi, eversori , deliquenti comuni legati ai servizi quella spaventosa mattina alla stazione di Bologna.

Mattarella col governatore Bonaccini e il sindaco di Bologna Merola

Le stringate, ma ferme parole di Mattarella bastano per comprendere come il Presidente avesse di fronte a sè un quadro ampio delle molte verità che da quarant’anni attendono risposte. Per la strage della Stazione, come il Dc9 Itavia precipitato la sera del 27 giugno 1980 tra Ponza e Ustica. Un quadro nel, quale l’elemento preminente oggi è la richiesta che siano resi pubblici una volta per tutto i documenti sul Sismio sulle stragi: appelli in questo sensosono arrivati da motle parti e attraverso Reggio Report anche dall’ex parlamentare e ministro Carlo Giovanardi, una delleppoche porsone che aveva potuto leggere, sotto il vincolo del segreto, i documenti tuttora riservati.

Mattarella (che dopo Sandro Pertini, è stato il primo Capo dello Stato presente alle commemorazioni) era arrivato poco prima delle 10 all’aeroporto Marconi. Alle 10,30 è entrato ha preso parte alla solenne funzione religiosa celebrata dal cartinale Matteo Zuppi nella cattedrale di San Pietro.

Poi il trasferimento alla stazione dove ha incontrato una delegazione dei famigliari delle vittime, la deposizione della corona, e infine – prima della partenza per Roma – la visita al Museo della Memoria dove sono conservati i resti del Dc Itavia inabissatosi a Ustica, con 81 vittime.

Mattarella nella cattedrale di S. Pietro

“Dopo il gesto di omaggio alla lapide che ricorda le vittime della barbarie degli stragisti vi sono poche parole da poter pronunciare: dolore, ricordo, verità“. ha detto Msttarella in stazione.  “La mia presenza qui ha questo signifcato: la partecipazione al dolore che rimane, la solidarietà della repubblica per questo dolore. Il dovere del ricordo della memoria perché non si smarrisca mai la consapevolezza di quanto avvenuto e che va impedito per il futuro. Quindi la sollecitazione a ” sviluppare ogni impegno per la verità con ogni elemento che possa contribuire a raggiungere pienamente la verità”.

Anche il cardinale Zuppi, nella sua omelia in Cattedrale davanti a Mattarella ha insistitop sull’ingiustizia della mancanza di verità . “La memoria – ha detto – ci fa provare, anche, l’acuta e insopportabile ingiustizia della mancanza di verità, amara, perché memoria anche di delusioni, di ritardi, di opacità spesso senza volto e senza nome, di promesse non mantenute, di mandanti – che ci sono – protetti dall’ombra di quelle che sono vere e proprie complicità”.

Il presidente Mattarella e il cardinale Zuppi

DISCRIMINATA L’ASSOCIAZIONE PER LA VERITA’ SU USTICA: LA PROTESTA DI GIULIANA CAVAZZA

Come detto, Sergio Mattarella ha concluso la sua visita a Bologna al Museo della memoria di Ustica, dove in un hangar di via di Saliceto è conservato il relitto dell’aereo DC9 Bologna-Palermo. Anche lì ha incontrato una delegazione delle famiglie delle cittime, guidate da Daria Bonfietti. tuttavia nonera presente, perchè non invitata all’incontro, la presidente dell’Associazione perla verità su Ustica, Giuliana Cavazza De Faveri, che haconsegnato la propria protesta a un comunicato diffuso in giornata.

Mattarella e Daria Bonfietti di fronte ai resti del Dc 9 di
Ustica

“Ringrazio il Cardinale Zuppi ed Presidente Mattarella per aver invitato Eugenio Baresi, ex segretario della bicamerale sulle stragi, e la sottoscritta , in rappresentanza dell Associazione per la Verita’ su Ustica che presiedo, alla solenne cerimonia in ricordo delle vittime del 27 giugno e 2 agosto 1980 – scrive Giuliana Cavazza – Con sorpresa e dolore apprendo dalle Agenzie e dai Telegiornali che il Capo dello Stato ha incontrato presso il Museo per la memoria su Ustica i famigliari delle vittime accompagnati dalla ex Senatrice Bonfietti.

Considero il mancato invito , più volte sollecitato, una offesa alla memoria di mia madre, che perse la vita in quel disastro aereo. Mancato invito “di cui è evidentemente responsabile il Comune di Bologna, che mi risulta abbia organizzato la visita, esponendo così il  Capo dello Stato ad una scelta di parte.

Insisteremo, fuori da ogni logica politica o di partito, nella ricerca di una piena verità, come ha ricordato il Presidente della Repubblica , insistendo innanzitutto su come sia possibile raggiungerla se il Governo, dopo 40 anni, si ostina a mantenere il segreto sulle carte di quel periodo per ragioni attinenti alla sicurezza nazionale, mentre imperversano le più fantasiose teorie già smentite categoricamente dalla Cassazione penale con sentenza passata in giudicato”.                                                                                                   

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