Siccità, bocciata in Regione la deroga al deflusso minimo dei fiumi
Lega: “La maggioranza nega l’acqua agli agricoltori”

31/7/2020 – “La maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale ha bocciato la nostra richiesta di concedere una deroga urgente al deflusso minimo vitale per aiutare il comparto agricolo che ha bisogno di acqua da garantire alle coltivazioni in queste condizioni di forte siccità”. Così Matteo Rancan, capogruppo della Lega in consiglio regionale, che ha proposto una risoluzione per l’attivazione di una procedura in deroga per risolvere i problemi degli agricoltori.

“Nei campi – ha aggiunto Rancan – c’è bisogno di acqua subito per far fronte a una siccità conclamata. Crediamo che in questo contesto, soprattutto dopo la crisi provocata al comparto agricolo dalla pandemia Covid 19, serva una risposta diversa, più veloce, semplificata, non possiamo rispondere con la burocratica risposta di sempre”.

E il consigliere del Carroccio Gabriele Delmonte ha aggiunto: “Siamo qui non per infrangere la legge,come vuol far credere il Pd, ma per chiederne l’applicazione: se serve proclamare lo stato di emergenza idrica per concedere la deroga al deflusso minimo vitale lo si faccia con urgenza perchè dai campi e dagli agricoltori della nostra regione viene questa domanda”.

Nel cosroso dellaseduta dell’assemblea regionale, si è assistito a uno scontro frontale tra maggioranza e opposizione sulla risoluzio Lega-FdI-ReteCivica (pèrimo firmatario Rancan) al fine di consentire i prelievi d’acqua necessari a concludere la stagione irrigua per le colture che abbisognano d’acqua.

All’atto d’indirizzo delle opposizioni è stata abbinata una risoluzione di Pd, Europa Verde, ER Coraggiosa e lista Bonaccini, prima firmataria la dem Palma Costi, che circoscrive la concessione della deroga al deflusso minimo vitale per le derivazioni a scopo irriguo solo nel caso in cui si verifichino particolari situazioni, puntualmente previste dalla legge, per la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza idrica, pena rilevanti sanzioni. L’atto d’indirizzo è stato approvato mentre – come detto + stata respinta la risoluzione Rancan.

In sede di dibattito, Matteo Rancan e Simone Pelloni (Lega) con Marco Lisei (Fdi) hanno evidenziato la necessità di intervenire con urgenza, invocando “un cambio di paradigma riguardo all’uso della risorsa idrica” e rivendicando “la necessità di derogare alle norme vigenti per aiutare i coltivatori”. Palma Costi (Pd), pur condividendo le ragioni della richiesta delle opposizioni, ha espresso contrarietà all’approvazione dell’atto richiamando “la necessità di rispettare in modo rigoroso le norme, che autorizzando deroghe al Dmv solo dopo il riconoscimento formale di un’emergenza idrica”.  Silvia Zamboni (Europa Verde) ha ribadito come “per richiedere deroghe al Dmv occorra un’apposita istruttoria che ne certifichi la necessità”, sollecitando, a livello macro, il passaggio a colture meno bisognose di acqua (idroesigenti). Fabio Rainieri (Lega), infine, ha criticato l’intervento della consigliera Zamboni bollandolo come “ideologico“.

Condividi

Una risposta a 1

  1. Luciano Rispondi

    31/07/2020 alle 22:23

    rimane e ed solo un problema ideologico.
    qualcuno ha degli interessi molto importanti
    l’utilizzo dell’acqua di falda paga e averla a prezzi piu bassi (es.dalla diga) rende a qualcuno un po meno.
    E’sconcertante come il mondo che si definisce ecologico non prenda posizione a favore della diga di Vetto,evidentemente non hanno niente a che vedere con l’ecologia ma sono solo una parte politicizzata dello stesso schiramento politico.
    A costoro chiedo di portare le loro posizioni in convegni dove saremmo presenti ma che siano concrete e senza utopie.
    Noi ci saremo ma che non aspettino l’anno del mai come coloro che aspettano. sempre perché non hanno ragioni
    Luciano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *