Mediopadana: 1.300 nuovi posti auto firmati Terminal One
E 6 milioni da Rfi per lo hub-vetrina. Ma la ministra gela Reggio:
già avanti gli studi per la fermata di Parma

DI MARCELLO NIZZOLI

6/7/2020 – Oggi durante una pomposa conferenza sono stati siglati gli accordi tra Rfi e Comune di Reggio Emilia, che mettono nero su bianco, con un netto ritardo, la vera ed attuale priorità, per l’amministrazione pubblica Locale: migliorare l’accesso con l’auto privata alla stazione disegnata da Calatrava, inaugurata già oltre 7 anni fa.

La ministra De Micheli e il sindaco Luca Vecchi (ph. Enrico Alessandro Rossi)

Oggi nella caldissima hall della fermata AV di Reggio (ancora priva di climatizzazione), c’erano tutti (quasi): la Ministra De Micheli, l’amministratore delegato di RFI Gentile, l’Assessore Regionale Corsini, Il Sindaco Vecchi, l’Assessore Comunale Alex Pratissoli, gli imprenditori di Terminal One, il Capogruppo PD alla Camera, tranne gli assenti, rumorosissimi: quasi tutti i rappresentanti dell’Area Vasta Mediopadana. Nessuno dalla Provincia di Reggio Emilia, dai comuni vicini, nessuno da Parma, nessuno da Modena, Mantova (citata appena di striscio), nessuno da Cremona. Mancavano all’appello, oggi, anche FER e le Ferrovie Locali, citate appena, dal nuovo Assessore Corsini, senza però, purtroppo, entrare nel merito del miglioramento del famigerato servizio passeggeri locale, che potrebbe essere un’intermodalità perfetta, moderna per l’AV Mediopadana.

Stazione Mediopadana: presentazione dell’accordo Rfi-Comune di Reggio

A rappresentare Piacenza c’è solo la Ministra che insiste, allo sfinimento, ripetendosi varie volte, sulla sua orgogliosa emilianità e della sua presenza, almeno due volte alla settimana, proprio alla Stazione AV Mediopadana, per raggiungere col TAV Roma.

Grande assente anche la nuova, promessa, tramvia urbana che nei prossimi anni dovrebbe connettere proprio l’AV Mediopadana e Rivalta, per la quale si sta spendendo ben oltre mezzo milione dei contribuenti, solo per uno studio di fattibilità. Oggi il 74% dei viaggiatori raggiunge l’AV Mediopadana in auto, il Comune non sembra quindi voler incentivare altre mobilità sostenibili.

È stato un evento di ringraziamenti: si sono sentiti, alla stanchezza, i ringraziamenti all’uno ed all’altra, a chi ha saputo vedere il sogno Mediopadano, circa 20 anni fa, … a Pinco e Pallino, tutti compresi, ma di fatti concreti e di date future, di termine consistente dei lavori promessi, veramente pochi, quasi nessuno.

Grandi novità non ce ne sono: nessuno parla del megaprogetto di qualche anno fa, di quel “Nodo Mediopadano”, messo in qualche segreto cassetto del Comune di Reggio, che avrebbe davvero dato una svolta alla Stazione di Calatrava ed all’Area Vasta, tagliando via le indiscusse inefficienze della rete viaria di Reggio.

Le prospettive sono confortanti: la Mediopadana è passata dai 12 treni che si fermavano nel 2013 alle 75 fermate di oggi. Prima dell’emergenza Covid-19 accedevano alla Mediopadana oltre 4.000 viaggiatori al giorno, che subiscono gli oggettivi disservizi, primi fra tutti i parcheggi inadeguati e i deficitari servizi di trasporto pubblici, soprattutto ferroviari ai quali, ora, il Comune di Reggio pensa di porre rimedio con un nuovo, futuro, servizio di “Minibus”, imprecisato: oggi non è stata ancora comunicata la sua frequenza ed i percorsi cittadini, la data d’inizio del servizio pubblico.

L’assessore regioonale Andrea Corsini

Non è stato citato nessun servizio di trasporto pubblico che colleghi l’AV Mediopadana con l’Area Vasta con orari che coincidono con quelli dei TAV Italo e Trenitalia, sulla traccia del servizio di Italo Bus, per fare un esempio. I numeri riportati dall’AD di RFI, Maurizio Gentile sono entusiasmanti perché potenzialmente l’AV Mediopadana potrebbe rappresentare l’hub del trasporto passeggeri per un’area produttiva tra le più interessanti in Europa di ben 9.700.000 di abitanti, residenti, inseriti in un sistema industriale, produttivo, moderno ed altamente competitivo, tutto a meno di 45 minuti di auto, addirittura fino a Verona. Peccato che l’AD di RFI non citi che, oggi, purtroppo, utilizzando le ferrovie locali, in 45 minuti dall’AV Mediopadana non si arrivi, forse, neppure a Guastalla, Sassuolo o Ciano, che sono i terminali della rete ferroviaria locale, che in un qualsiasi paese europeo sarebbero il vanto dell’intermodalità tra Alta Velocità e Territorio d’Area Vasta e che passa proprio sotto alle onde di Calatrava, da sempre. Sicuramente in 45 minuti non si raggiunge neppure Castelnovo Monti, il MAB Unesco Appennino Tosco-Emiliano, in auto, bus. Emergono altri dati interessanti, oltre al numero di viaggiatori in costante aumento, si conferma, in questi anni, una predominanza degli spostamenti outbound del 70% (cioè in uscita dall’AV Mediopadana).

Questo dato sottolinea l’importanza della futura, eventuale, non citata dagli intervenuti, promozione della Stazione AV Mediopadana anche per coloro che devono arrivare: cioè non residenti nell’Area vasta che si spera utilizzeranno sempre di più il TAV per arrivare a Reggio Emilia e non solo per partire verso il resto d’Italia. Anche su come generare questa virtuosa inversione della percentuale dei flussi, nessuno degli intervenuti ha fatto però cenno.

La firma dell’accordo: l’.a.d. di Rfi Maurizio Gentile, la ministra De Micheli e il sindaco Vecchi

Passati 7 anni dall’inaugurazione dell’opera di Calatrava, Gentile di RFI, finalmente, promette l’apertura dei grandissimi spazi interni, , ancora in gran parte inutilizzati, pare per ben 8.200 mq, nei sottoponti, non ultimati. Gentile però non cita tempi certi, date precise di disponibilità effettiva di questi enormi capannoni esistenti sotto l’AV. Secondo le nuove idee di Rfi, esposte oggi, saranno allestiti spazi di co-working, stanze per conferenze, per esposizioni d’arte, per ristoranti ed ulteriori bar, per spazi commerciali di promozione dei prodotti dell’Area Vasta, un parcheggio coperto, nuovi noleggi auto. Rfi, alla fine, finanzierà con soli 6 milioni di euro l’apertura dei sottoponti e, solo parte, del nuovo sottopasso: lo sforzo non appare certo enorme.

Nota positiva e benaugurante di stamattina, è lo sforzo privato della società Terminal One, una holding privata, che investe in progetti strategici, fondata nel 2017 da un gruppo di imprenditori di successo, guidati dal commercialista Guido Prati, che ha presentato il loro nuovo investimento anche nell’ottica di un servizio al Territorio e alla collettività, per far crescere l’asset dell’AV Mediopadana, anche come indotto economico generale.

Terminal One su un terreno vergine, agricolo, adiacente alla ferrovia Reggio Guastalla ed alla linea AV, costruirà un ampio parcheggio privato, per circa 1.300 posti auto, servito da un nuovo sottopasso, in parte finanziato anche da RFI: i rimanenti 1.775.000 euro, per il sottopasso, li investirà proprio Terminal One.

Il nuovo sottopasso unirà l’area di Terminal One, con l’area degli attuali parcheggi del Comune. Terminal One investirà nell’operazione un totale di 9.415.000 euro. Oggi i parcheggi del Comune, presso l’AV, sono caratterizzati da un disordinato cantiere che, pare, sarà concluso entro dicembre 2020, anche se i lavori sembrano decisamente in ritardo.

A lavori ultimati l’AV Mediopadana dovrebbe accogliere tra 2400 – 2500 auto, misti, tra posti offerti dai privati di Terminal One ed altri dal Comune. Non ci è stato comunicato quanti stalli saranno dotati di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici.

Il nuovo parcheggio Terminal One sorgerà a est della fermata della Reggio-Guastalla

La Ministra De Micheli, a conferenza terminata, ha confermato, forse una delle ragioni della convocazione di questo pomposo evento: sta andando avanti come da accordi con RFI e lo stesso MIT, lo studio di fattibilità per la fermata AV alle Fiere di Parma.

Questo studio, ha puntualizzato la Ministra, è già iniziato a gennaio 2020 e dovrà tenere presenti tutti gli interessi degli utilizzatori dei treni TAV, compreso quello di non rallentare troppo i tragitti. È chiaro che si potrebbe andare verso fermate alternate tra Mediopadana e Parma.

Un possibile collo di bottiglia? Qualche perplessità tecnica è nutrita dal fatto che l’AV Mediopadana, con i suoi 4.000 passeggeri al giorno, è e sarà unita con il resto della viabilità su gomma, anche con i nuovi lavori, già previsti, solo con lo stretto, apparentemente inadeguato, ponte, che la unisce con la trafficatissima via Gramsci.

Questo ponticello, sembra poter accogliere solo un totale di 2 corsie d’ingresso ed 1 in uscita dall’AV, percorse da tutti i mezzi su gomma, sia auto private che mezzi pubblici, taxi. Questo ponte è ancora oggi privo di marciapiedi e ciclopedonale, sul lato nord dello stesso: il nuovo parcheggio privato di Terminal One, insieme con il nuovo sottopasso, non faranno che allungare l’attuale “cul de sac” di via Città del Tricolore, che ha dimostrato già più volte grandi limiti di spazio per il passaggio fluido di tutti i veicoli.

Non hanno, purtroppo, citato il passaggio ciclopedonale che doveva unire il vicino Mapei Stadium con l’AV Mediopadana, inserito sin dall’origine nei progetti di Calatrava, sicuramente anche nel PUM 2008, già in ritardo di almeno 12 anni. Non sembra previsto un adeguato parcheggio coperto e sicuro per le biciclette una mobilità dolce, citata dall’AD di RFI ma di fatto dimenticata nei concreti discorsi di oggi.

L’intervento della ministra Paola De Micheli

Speriamo almeno che venga rispettata la promessa di piantare 1.000 nuovi alberi (saranno sufficienti?), visto che proprio oggi la radura davanti all’AV Mediopadana ha mostrato tutta quanta la sua durezza, con la calura estiva, l’incuria di uno spazio enorme lasciato completamente nudo, privo di verde e quindi di ombra.

L’a.d. di RFI ha anche citato il nuovo progetto d’interramento degli elettrodotti a sud della Mediopadana, segnale di spinta per migliorare il Territorio locale.

Condividi

7 risposte a Mediopadana: 1.300 nuovi posti auto firmati Terminal One
E 6 milioni da Rfi per lo hub-vetrina. Ma la ministra gela Reggio:
già avanti gli studi per la fermata di Parma

  1. Annalisa Rispondi

    07/07/2020 alle 10:12

    Il futuro della Stazione Mediopadana e il futuro dei vecchi treni diesel che inquinano il quartiere di Santa Croce in città ? Vorremmo una risposta dal Sig. Sindaco Luca Vecchi sperando che prima o poi ci riceva. Grazie.

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      07/07/2020 alle 19:49

      Annalisa,
      Grazie per il commento,
      Ci stiamo occupando delle ferrovie locali, che sicuramente sono obsolete ed inadeguate,
      Le consiglio anche di leggere in mio intervento precedente, “LA CURA DEL FERRO”:
      http://www.reggioreport.it/2020/07/una-cura-del-ferro-per-guarire-da-traffico-e-smog-eliminare-i-passaggi-a-livello-ma-se-il-comune-ne-realizza-uno-nuovo/

      • fausto poli Rispondi

        08/07/2020 alle 21:33

        Buonasera Sig. Marcello Nizzoli. Alcune domande: i treni regionali quando saranno sostituiti ?

        La metropolitana di superficie a quando ?

        Nel ringraziare per l’attenzione,
        spero che la rete ferroviaria nazionale e regionale sia effettivamente rinnovata. Ricordo i mega stanziamenti. Altrimenti mi tocca viaggiare con l ‘ elmetto.

        • Marcello Nizzoli Rispondi

          09/07/2020 alle 16:09

          Buon giorno Sig. Poli,
          I treni locali di FER TPER dovrebbero essere sostituiti con quelli nuovi, elettrici tra il 2020, 2021, per la Reggio Guastalla.
          Per quanto riguarda le altre 2 ferrovie locali, temo che i tempi siano più lunghi.
          La #MetropolitanaDiSuperficie è un progetto iniziato a fine anni ’90, insieme all’AV Mediopadana, che di fatto dall’epoca del Sindaco Del Rio, iniziata nel 2004, è stato messo nel cassetto. Si tratta di infrastrutture ferroviarie notevoli, già esistenti ed aperte, solo in parte funzionanti, come ferrovia locale, già dal Campus di S. Lazzaro fino alla stazione di Bagnolo in Piano. Non è previsto, per ora, nessun servizio di questo genere, nei prossimi anni.
          Spero che la rete ferroviaria nazionale e regionale sia effettivamente rinnovata, ci sono state mega spese sostenute dai contribuenti Italiani. Ci toccherà tutti continuare a viaggiare con l’elmetto sui fatiscenti treni locali?

          • fausto poli

            11/07/2020 alle 16:19

            Grazie ! Molto gentile. Ritengo una priorita’ riqualificare le ferrovie nazionali. Ricordo l’ alta velocita che ha accorciato le distanze. Rinnovare tali arterie sara’ un investimento notevole ma gia’ stanziato da tempo. Per il turismo, le ferrovie rinnovate saranno un plus notevole. Ricordo che lo Stato stanzia dei capitali enormi per la mobilita’ su rotaia proporzionalmente agli altri paesi europei.

            Percio’ occorre spingere sull’ esecutivo. Riconosco che il Suo lavoro e’ feterminante. Spero che possa distinguersi per far eseguire opere fondamentali. Saluti Poli Fausto.

  2. Annalisa Rispondi

    08/07/2020 alle 14:59

    Grazie Marcello !

  3. Fausto Poli Rispondi

    08/07/2020 alle 22:30

    Un sistema ferroviario da rigenerare !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *