Martiri del 7 luglio
Oggi la celebrazione del sessantesimo con Ezio Mauro e Maurizio Landini

7/7/2020 – Oggi Reggio Emilia celebra i Martiri del 7 Luglio 1960 – Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli – “caduti in difesa dei diritti, della libertà e della democrazia” nel sessantesimo dell’eccidio.

Il programma della celebrazione – promossa da Comune di Reggio Emilia, Provincia, Cgil, Cisl e Uil, Anpi, Alpi-Apc, Anppia, Istoreco e Comitato democratico e costituzionale – prevede:

ore 17.30, Cimitero Monumentale

Omaggio alle tombe dei Caduti da parte dei rappresentanti istituzionali, sindacali e delle associazioni partigiane.

Uno dei morti del 7 luglio 1960 a Reggio Emilia

ore 18.15, Piazza Martiri 7 Luglio

Deposizione di una corona al cippo dedicato ai Martiri del 7 luglio, alla presenza di Gonfaloni e Labari.

Percorso sulle Pietre d’inciampo in memoria dei Caduti, poste nei cinque punti di piazza Martiri del 7 luglio 1960, in cui i giovani dalle Magliette a strisce furono colpiti.

Maurizio Landini

Ore 18.30, Giardini pubblici, piazza della Vittoria

Interventi di Luca Vecchi sindaco di Reggio Emilia, Ilenia Malavasi vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia, Silvano Franchi fratello di Ovidio Franchi, Ezio Mauro giornalista. Maurizio Landini segretario generale Cgil.

L’eccidio avvenne in un clima di mobilitazione preinsurrezionale contro il governo Tambroni, innescato dagli scontri con la polizia a Genova nel corso della sciopero contro lo svolgimento del congresso nazionale del Msi nella città della Lanterna. Tambroni aveva ottenuto la fiducia in parlamento con i voti determinanti dei missini. Il 7 luglio a Reggio Emilia, dove fu fatto confluire in forze il reparto Celere, si crearono le condizioni per uno scontro sanguinoso che a tratti coninvolse gran parte del centro di Reggio, in un clima di contrapposizione ideologica feroce. Il vescovo Beniamino Socche arrivò a ordinare di chiudere le chiese, per impedire ai manifestanti di rifugiarvisi.

Reggio Emilia, gli scontri del 7 luglio 1960

Oggi, come da sessant’anni. si ricordano i cittadini inermi uccisi dalla polizia nella piazza che, appunto, da allora è intitolata ai Martiri del 7 Luglio 1960. Tuttavia nessuno ricorda le vittime tra le forze dell’ordine: come il padre dell’ex consigliere comunale Marco Eboli: partigiano transitato nei ranghi della polizia, fu selvaggiamente aggredito e per questo rimase cieco per tutta la vita.

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