La matrioska è sempre la matrioska
Anche nel lockdown il poltronificio del Pd ha lavorato alla grande, però ora basta
Requisitoria Lega sull’affaire di Palazzo Magnani

28/7/2020 – “Stupiti non lo siamo di certo, ma delusi decisamente sì.
Nonostante i pesanti colpi subiti nel corso degli anni al mondo delle cooperative rosse, il poltronificio del PD continua a restare in piedi, seppur in molti casi acciaccato e pieno di difficoltá”.

Requisitoria impietosa del gruppo Lega in Sala del Tricolore, dopo la storia surreale del “silenzioso slow” andato in scena con le nomine di Palazzo Magnani, decise nelle segrete stanze e senza avvertire nessuno per mesi, per poi dare la colpa al Covid della “dimenticanza”.

“Per rendere conto anche ai lettori di come sia sofisticato il “sistema PD” a Reggio dovete pensare ad una matrioska – spiega il gruppo salviniano – Da Treccani: dicesi matrioska “un insieme di bambole, che si compone di pezzi di diverse dimensioni, ognuno dei quali è inseribile in uno di formato più grande. Ogni pezzo si divide in due parti ed è vuoto al suo interno“.
Allo stesso modo, come in una vera matrioska, un importante manager di Iren nonché già vicepresidente della fondazione Teatri diventa presidente di Palazzo Magnani, e l’ex presidente che ha passato il testimone diventa direttore dello stesso Palazzo Magnani.
Senza poi considerare che nel frattempo l’ex direttrice, Federica Franceschini, tra l’altro candidata senza successo alle regionali, è diventata dirigente nel comune di Albinea.


Un “curioso” intreccio di nomine e ruoli nel palazzo della cultura targato PD, dove le diverse figure si scambiano i pezzi della matrioska.
Chi un giorno ha il pezzo più grande della bambola il giorno dopo può avere quello più piccolo, e viceversa, ma pur sempre restando all’ interno della stessa matrioska.
Un sistema collaudato da decenni, lecito ( fino a prova contraria), ma che mette in serio dubbio la meritocrazia di tutte queste figure.
Come possiamo pensare che una persona che si ritiene “competente” ad esempio in ambito energetico il giorno dopo vada a fare tutt’altro in un settore completamente diverso da quello in cui lavorava il giorno prima?
Nel privato questo non può accadere, mentre nel pubblico è all’ ordine del giorno.
Oltre a tutto questo, come membri del consiglio comunale non possiamo nemmeno  tralasciare il fatto che non siamo mai stati informati di nulla in merito a queste nomine avvenute all’ interno di una partecipata del Comune.
Una mancanza di rispetto gravissima che lede pesantemente la dignità di ogni consigliere comunale eletto dai cittadini reggiani.
La giustificazione è stata il COVID, ma noi siamo molto dubbiosi perché non è la prima volta e non sará l’ultima che questi episodi accadono all’ interno del “palazzo di vetro”.
Speriamo- conclude il gruppo Lega – che anche la “sfuriata” nei confronti della Giunta del consigliere dem De Lucia possa essere la goccia che fa traboccare il vaso per invertire la rotta rispetto a un “modus operandi” ben poco trasparente e collaborativo”.

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Una risposta a 1

  1. giovanni Rispondi

    29/07/2020 alle 09:25

    Purtroppo la Lega spera di prendere le redini per fare altrettanto coi suoi adepti !
    Nessun politico ha il coraggio o , meglio, la volontà di sostenere che i posti pubblici si fanno con concorsi regolari e le scelte in base al curriculum , con contratti a termine collegati ai risultati.
    E’ solo in realtà un problema di quattrini e di potere: chiodo schiaccia chiodo.

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