Iren scala anche Palazzo Magnani, ma che non si sappia in giro
Silenzioso slow a febbraio: Grotti presidente, Zanichelli da presidente a direttore. Nel cda Garavaldi, Panarari, Piccinini e Serri
Franceschini manager ad Albinea

22/7/2020 – Nuova prova di trasparenza degli enti locali reggiani: nel mese di gennaio il Comune di Reggio, la Provincia e l’assemblea dei Fondatori Aderenti hanno rifatto il CDA della Fondazione Palazzo Magnani, però guardandosi bene da far trapelare qualsiasi notizia.

Il presidente della più importante istituzione culturale pubblica reggiana ora è il manager Giampiero Grotti, direttore Finanza del gruppo Iren, già vicepresidente della fondazione. Davide Zanichelli, presidente sino a gennaio, e amministratore unico di Kalimera, è transitato nel ruolo di direttore a contratto della stessa Magnani. L’ex direttrice Federica Franceschini è emigrata in silenzio al comune di Albinea, come manager direttore. Musteriosamente il lockdown ha bloccato e blocca tuttora una paginettka di comunicato per informare la città.

Ad accorgersi del giro di valzer è stata la Gazzetta di Reggio che ha scovato il nuovo CDA bene occultato sotto la voce “Organizzazione” del sito di palazzo Magnani. Nel nuovo consiglio sono entrati il manager editoriale Lorenzo Garavaldi, direttore Ragazzi di libri; il politologo reggiano del Pd Massimiliano Panarari; l’avvocato Silvia Piccinini e Andrea Serri, manager Comunicazione di Confindustria Ceramica.

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10 risposte a Iren scala anche Palazzo Magnani, ma che non si sappia in giro
Silenzioso slow a febbraio: Grotti presidente, Zanichelli da presidente a direttore. Nel cda Garavaldi, Panarari, Piccinini e Serri
Franceschini manager ad Albinea

  1. giangi Rispondi

    22/07/2020 alle 11:19

    Povra me!

  2. Vuolsi così colà.. Rispondi

    22/07/2020 alle 12:42

    A quando una bella Mostra sul MAGNA-MAGNA ? …


    ..
    .

  3. carlo baldi Rispondi

    22/07/2020 alle 15:28

    Se lo ritenessero opportuno la Fondazione Far-SR potrebbe collaborare per attivare la Fondazione Magnani e, se in futuro avessero problemi, potrebbe dare un buon contributo per valorizzare la cultura nella città. Potrebbe anche stipulare una convenzione per gestire alcuni spazi di tempo vuoti con iniziative di buon livello.

  4. Carlo Menozzi Rispondi

    22/07/2020 alle 16:09

    Reggio, città delle persone. Si, sempre quelle che gestiscono la città come fosse “cosa loro” o “cosa nostra”, a secondo da come la si guarda ….

  5. giò Rispondi

    22/07/2020 alle 17:19

    Più che potere Iren chiude i buchi portando quattrini e sperano che Grotti riesca a portarne altri.
    Non capisco lo spostamento della Franceschini, che è l’unica in quel gruppo che si intende di arte.

    • leo Rispondi

      22/07/2020 alle 23:47

      esperta soprattutto di tessere politiche…un bel cambio di stipendio da impiegata di palazzo magnani a dirigente del comune di albinea…

  6. giuseppe Rispondi

    22/07/2020 alle 17:28

    a proposito di trasparenza- I bilanci non si leggono sotto la voce Fondazione Magnani Organizzazione

  7. leo Rispondi

    22/07/2020 alle 23:56

    il passaggio di zanichelli da presidente a direttore puzza un po’ di incompatibilità…da chi è stato nominato? da se stesso quando era presidente? povera italia…dobbiamo sempre farci riconoscere…

  8. giuseppe Rispondi

    23/07/2020 alle 06:10

    Più che incompatibilità è il solito stile. le scelte vengono dal potere, senza coraggio di aprire con un concorso pubblico; affiorirebbero tante qualità che si potrebbero legare, più che all’appartenenza, ai risultati ed i designati sarebbero sicuramente più motivati. E’ tutto un vecchio stile che non premia i migliori e non fa emergere le grandi qualità ed le energie latenti.
    Si impari almeno dalle Signorie, che si contendevano i migliori artisti,senza chiedere se erano bianchi o neri. Ciò ha permesso di far esplodere il Rinascimento di cui godiamo ancor oggi i prodotti.

  9. Laura Rispondi

    23/07/2020 alle 08:00

    Beh nella pagina della trasparenza i bilanci sono fermi al previsionale 2018… sembra che l’amministrazione di questa fondazione debba nascondere qualche pecca, considerando che è finanziata in buona parte da Comune e Provincia… Non dovrebbe avere obbligo di trasparenza? E i criteri e modalità di selezione del cda e del direttore? Tutto aumma aumma. Peccato! Tutto molto losco e… provinciale. Perché non fare un bando? Paura che si candidassero menti più illuminate e competenti?

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