“I soliti fasci di m…” : post su fb dopo la bagarre sul 7 luglio
La Lega denuncia in aula dipendente regionale attivista Anpi

8/7/2020 – “I soliti fasci di m…”: questo il commento su facebook postato ieri da una dipendente della Regione, attivista dell’Anpi di Reggio Emilia, dopo la bagarre avvenuta nel corso dell’Assemblea Legislativa per un intervento “fuori sacco” del consigliere di Leu Federico Amico sul sessantesimo dell’eccidio avvenuto, a opera della polizia, il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia, dove morirono 5 giovani del Pci e della Fgci scesi in piazza per lo sciopero generale, in un clima pre-insurrezionale. proclamato dalla Cgil contro il governo Tambroni.

E dunque, dopo la bagarre in aula avvenuta per la violazione del Regolamento dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, il capogruppo della Lega in Regione Matteo Rancan ha dato lettura in Aula di un post pubblicato su Facebook da una dipendente regionale “nonché componente provinciale dell’Anpi di Reggio Emilia”. Questo il testo: “Succede in Assemblea Legislativa Emilia Romagna che si vogliano commemorare i Martiri del 7 Luglio. Succede che si palesino per quel che sono, cioè i soliti fasci merda“.

Il post -sottolinea la Lega – è stato scritto da una dipendente della Regione Emilia Romagna e per questa ragione il capogruppo della Lega, insieme ai consiglieri regionali reggiani del Carroccio, Gabriele Delmonte e Maura Catellani, hanno chiesto all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa di valutare eventuali provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. 

Reggio Emilia, gli scontri del 7 luglio 1960

RANCAN: “PRECEDENTE PERICOLOSO, ECCO PERCHE’ ABBIAMO FATTO SOSPENDERE LA SEDUTA”

Il caso del 7 Luglio 1960 ha fatto sospendere la seduta del consiglio regionale, con la convocazione urgente della riunione dei capigruppo consiliari per decidere se e come proseguire i lavori. “Un pericoloso precedente in violazione del regolamento del consiglio regionale” ha tuonato il capogruppo della Lega Emilia Romagna, Matteo Rancan, accusando la presidente dell’Assemblea Legislativa regionale, Emma Petitti, di aver dato la parola al consigliere reggiano Federico Amico per un intervento sull’ordine dei lavori dell’aula, mentre l’esponente di Emilia-Romagna Coraggiosa ha utilizzato il proprio tempo per ricordato le vittime dei disordini del 7 Luglio 1960 a Reggio Emilia, anziché attenersi al tema previsto dall’ordine dei lavori.

“La possibilità di parlare di qualsiasi argomento oltre l’ordine ufficiale del giorno dei lavori dell’assemblea – ha protestato in aula il leghista Rancan – è una grave violazione del regolamento dell’Aula e, di fatto, crea un precedente. Ogni consigliere, a questo punto, può intervenire a suo piacimento ricordando qualsiasi cosa, ciò che non si addice alla serietà di questa Aula, e dico questo senza entrare nel merito di quanto sostenuto dal consigliere Amico. Tema che oltretutto meriterebbe una discussione più dettagliata e approfondita e non una strumentalizzazione fine a se stessa come quella alla quale abbiamo assistito oggi” conclude il capogruppo regionale del Carroccio. 

IL PD: IMPEDITO UN MINUTO DI SILENZIO PER I CADUTI DEL 7 LUGLIO

 “Sarebbe stato importante celebrare, con un minuto di silenzio unificante di tutto l’arco costituzionale rappresentato in consiglio regionale, il 60esimo anniversario dei ‘fatti di Reggio Emilia’. E invece abbiamo assistito alla banalizzazione offensiva e derisoria della strage di Stato ad opera dei consiglieri della destra”, così i reggiani Roberta Mori, Stefania BondavalliOttavia SonciniFederico Amico e Andrea Costa stigmatizzano la bocciatura della proposta di raccoglimento avanzata ieri durante i lavori dell’assemblea legislativa. 

In apertura della seduta pomeridiana, infatti, in viale Aldo Moro è stata avanzata la proposta di commemorazione, in occasione dei 60 anni dalla morte di Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli – i cinque operai reggiani uccisi dalle forze dell’ordine mentre cantavano canzoni di protesta nella manifestazione sindacale indetta dalla CGIL reggiana –, per sottolineare una ferita che ha segnato profondamente la città del Tricolore e la democrazia italiana. 

“C’è un filo rosso che tiene insieme la memoria di quel tragico giorno e le piazze del nostre tempo – spiega Amico -. Le nuove generazioni di allora e di oggi, dai ragazzi con le magliette a righe del 1960 a quelli di Black lives matter, dei Pride, dei Friday  for future, fino alle Sardine e ai recenti Stati popolari ci chiedono una politica nuova che ponga al centro l’uguaglianza, i diritti e il contrasto ad ogni forma di autoritarismo, intolleranza, odio”.

DE LUCIA ATTACCA DELMONTE E MAURA CATELLANI: “AVETE DISONORATO REGGIO EMILIA”

“Trovo vergognoso che Lega e Forza Italia in Regione Emilia-Romagna si siano opposti al ricordo dei martiri reggiani del 7 Luglio 1960.

Quel giorno le forze dell’ordine sparano sulla folla durante una manifestazione sindacale uccidendo Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli. Un avvenimento talmente importante che ieri in piazza eravamo a centinaia (ben distanziati) per ricordarlo.

Impedire il ricordo di questi martiri in una sede istituzionale vuol dire negare la propria storia cittadina, compito che come amministratori dobbiamo portare avanti in primo luogo come rispetto alle famiglie delle vittime, per chi ha vissuto direttamente quei fatti ma soprattutto per chi è venuto dopo e non li ha conosciuti direttamente.

Penso soprattutto ai giovani, la libertà di manifestazione sindacale (lo ha ricordato bene Maurizio Landini ieri dal palco) deve essere vista non come una concessione o una regalia venuta dal nulla ma come una conquista che parte proprio dal 7 Luglio 1960 a Reggio Emilia e al sacrificio di sangue dei ragazzi con le magliette a strisce.

Gabriele Delmonte e Maura Catellani, consiglieri reggiani della Lega in Regione, i morti di Reggio Emilia sono martiri cittadini di tutti, anche vostri. Infangano con un brutto dibattito in aula e impedendo il loro ricordo avete disonorato la comunità di Reggio Emilia, che in teoria dovreste rappresentare, in un giorno simbolico e importante come il 7 Luglio. Vi invito a partecipare non solo alle manifestazioni cittadine ma ai laboratori storici che Istoreco e Anpi propongo per la cittadinanza, non vi ho mai visto a nessuno di questi appuntamenti. (Dario De Lucia, consigliere comunale Pd Reggio Emilia)

 

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Una risposta a 1

  1. Simboli al cesso Rispondi

    09/07/2020 alle 08:42

    Ma è possibile che dopo tutta la Storia e lo storicismo gli omuncoli siano ancora lì a tifare per la croce uncinata o la falce e il martello ?
    Ma non si fanno pena ?

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