Centauro morto sulla Ss 63 a Busana
“Guard rail ghigliottina, l’Anas sapeva”
Davoli: “Ora denuncia per omicidio stradale”

DI ALESSANDRO RANIERO DAVOLI *

28/7/2020 – “Il motociclista morto la mattina di domenica 26 luglio sulla strada statale 63, a Busana, è deceduto per l’impatto contro un supporto verticale del guardrail. Nuca sfondata, benché indossasse il casco.

Massimo Faggiani, 43 anni, meccanico di Parma, lascia la moglie Paola e tanti amici. Motociclista prudente, a detta di chi lo conosceva, è morto per una banale scivolata prima della curva maledetta. L’urto con il supporto verticale del guard rail “ghigliottina” è stato fatale.

Ci sono buone probabilità che se fosse stato installato un guardrail DSM (Dispositivi Salva Motociclisti) come previsto dal Decreto Legge 01 aprile 2019, Massimo sarebbe ancora vivo e pressoché incolume.

Ho avuto informazioni riguardo al tipo di trauma, sfondamento della nuca, sangue dalla bocca e dalle orecchie, assenza di respiro, da uno dei soccorritori impegnati nell’opera di primo soccorso al motociclista.

In due, un fisioterapista F. R. e un medico F. B., hanno praticato a Massimo, per lunghi minuti, il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, sino all’arrivo dell’elisoccorso, ma invano.

E’ probabile ch il motociclista sia morto immediatamente, al momento dell’impatto devastante.

Quella stessa tratto stradale è noto alle Forze dell’Ordine per altri due incidenti mortali, che hanno coinvolto motociclisti, dei quali uno nello stesso esatto punto.

Anche in quel caso il guardrail aveva causato la morte di un giovane, ventiquattro anni, della nostra montagna. Gli incidenti mortali avvenuti negli ultimi anni sono ora tre.

Anas, ente gestore e proprietario della Strada Statale 63, il responsabile del tronco stradale, era a conoscenza della pericolosità per i motociclisti di quel tratto di strada.

La messa a norma della curva, con il guardrail DSM ha un costo di poche centinaia di euro. La vita di tre persone, tre giovani uomini, ha un valore ben più alto.

E’ ora che chi ha la responsabilità oggettiva di questo “omicidio stradale” venga chiamato a risponderne.

Per questo, già in settimana presenterò esposto/denuncia, presso la caserma dei carabinieri competente.

Colgo l’occasione per segnalare che come gruppo consiliare a Castelnovo Monti, lista Castelnovo Libera, avevamio presentato il 9 novembre 2009 una mozione, approvata all’unanimità, per l’ installazione dei guard rail salva motociclisti sulle strade comunali e la comunicazione agli altri gestori di strade pubbliche di provvedere sulle strade statali e provinciali, in caso di sostituzione dei vecchi o montaggio di nuove barriere, mettere in opera guard rail omologati da Anas e denominati “Sicurvia”. Purtroppo ho constatato che detta delibera del consiglio è rimasta inapplicata sino ad oggi tsono rascorsi 11 anni), sia dall’Amministrazione del sindaco Gianluca Marconi che dall’Amministrazione del sindaco Enrico Bini.

*Consigliere comunale, capogruppo CASTELNOVO LIBERA (Lega, Fratelli d’Italia,Forza Italia e UDC) – Consigliere Unione Montana Appennino reggiano, gruppo Lega- Fratelli d’Italia

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Una risposta a 1

  1. Gianluca Marconi Rispondi

    28/07/2020 alle 15:20

    Si l’ordine del giorno fu approvato nel 2011 all’unanimità
    dal Consiglio Comunale di Castelnovo Monti ed inviato alla Provincia, alla Regione ed all’Anas.
    Occorre davvero intervenire e mettere in sicurezza le nostre strade con guardrail DSM.

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