Via Paradisi, avanti con espropri e deportazioni
Coop, sindacati e mondialisti applaudono e firmano intesa col Comune

21/7/2021  – Il progetto urbanistico di via Paradisi, che prevede l’espulsione  degli abitanti con l’esproprio delle loro abitazioni, va avanti. Il comune, come ha dichiarato di recente  il sindaco Luca Vecchi, non mostra ripensamenti nonostante gli appelli e le proteste che si moltiplicano a Reggio, e non solo. Ieri pomeriggio 23 associazioni – cooperative, sindacati dei lavoratori, associazioni di varia natura e anche istituti scolastici – hanno firmato l’ennesimo Protocollo d’intesa con l’amministrazione comunale, firma obbligatoria per poter partecipare a quattro tavoli di lavoro sul Piano strategico di zona stazione.
 L’iniziativa è  corredata dalla consueta onda anomala di parole e frasi ridondanti sulla partecipazione e la condivisione, che caratterizza da tempo anche le iniziative comunali meno significative.
 Qui sotto il comunicato di palazzo Civico.
Non una parola tuttavia sugli espropri delle abitazioni, che toglieranno la casa a chi abita da decenni in zona stazione, per far posto ad altre persone scelte sulla base di criteri socio politici.
Non a caso nell’elenco delle 23 organizzazioni firmatarie compaiono i sindacati degli inquilini, ma non quelli dei piccoli proprietari di case. Il messaggio di questo protocollo è chiaro: si va avanti anche in assenza di uno strumento urbanistico, e ai cittadini vittime sacrificali viene fatto il vuoto intorno: non troveranno nè sindacati nè cooperative pronti a difenderli dalla deportazione.
C’è chi ha parlato  di esproprio proletario, però si dovrebbe parlare di esproprio  ai proletari (categoria che oggi comprende anche chi possiede un tetto sotto il quale ripararsi). Un’operazione alla Superciuk, nella quale si toglie ai poveri per dare a qualcun altro, e che francamente nessuno si sarebbe aspettato da un’amministrazione che si dichiara di sinistra ammantandosi di un antifascismo di facciata.
L’operazione si prospetta come doppiamente disastrosa: non solo perchè   le famiglie saranno cacciate dalle loro case, ma perchè finiranno sul lastrico, senza la possibilità di acquistare un’altra abitazione. L’esproprio, in base alla legge e alle sentenze di Cassazione, avverrà a prezzo di mercato, e anche i ciechi e i sordi sanno che i valori immobiliari in zona stazione sono irrisori e in caduta libera. Nessun indennizzo permetterà alle famiglie di farsi un’altra casa in città. A meno che non cambi qualcosa.
Si aspetta di sapere, intanto, quali normative saranno applicate per cacciare le persone dal loro quartiere – che non sarà il migliore del mondo, ma è l’unico che hanno – e metterle sul lastrico, e chi saranno gli artefici materiali – quali cooperative, megaimprese, banche e altre organizzazioni – di questa esecuzione sociale di massa. Sempre che, naturalmente, non arrivi in tempo una salutare resipiscenza.

PIERLUIGI GHIGGINI

Aree ed edifici interessati alla ristrutturazione di zona Stazione a Reggio Emilia

IL PROTOCOLLO D’INTESA SUL PIANO STRATEGICO  DI ZONA STAZIONE: IL COMUNICATO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Sono 23 – associazioni, sindacati, cooperative, istituti scolastici – i soggetti che, ieri pomeriggio nella Sala del Tricolore del Municipio, insieme con il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e l’assessore a Legalità e Coesione sociale Nicola Tria, hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa per la promozione del Piano strategico Zona stazione 2020-2023, impegnandosi a realizzare co-progettazione, coinvolgimento attivo di residenti e realtà operanti sul territorio, condivisione del metodo di lavoro e delle scelte.

Il Protocollo prevede la costituzione di una “cabina di regia” e l’istituzione di quattro tavoli di lavoro, composti da rappresentanti dei soggetti aderenti all’accordo, su aree tematiche che riguardano le potenzialità da sviluppare e criticità da risolvere nel quartiere.

“Questa giornata rappresenta un momento importante per tutta la città e in particolare per il quartiere della zona della Stazione – ha detto il sindaco Luca Vecchi – Si tratta di un’operazione che coinvolge, attraverso il dialogo e la collaborazione, tanti e diversi soggetti autenticamente rappresentativi di diverse parti della città, ciascuno dei quali è portatore di progetti e azioni già in essere nel quartiere. Con la firma di questo protocollo l’Amministrazione comunale si impegna a lavorare insieme alle 23 realtà firmatarie e a quelle che vorranno aderire più avanti, per la definizione e la messa a punto di un importante piano strategico che ridisegnerà nei prossimi tre anni quella parte di città, lavorando sulla dimensione educativa e sociale, sulla cultura, la riqualificazione urbana e la qualità dell’abitare. La dimostrazione concreta di una comunità che collabora e lavora insieme per il futuro della zona Stazione e, più in generale, per il bene comune di Reggio Emilia”.

L’assessore Tria e il sindaco Vecchi firmano il protocollo

“Questo Protocollo – ha detto l’assessore a Legalità e Coesione sociale Nicola Tria – parte innanzitutto dalla voglia di superare un’immagine comunemente diffusa del quartiere della Stazione come un luogo in cui regna l’insicurezza e il degrado. É tuttavia indubbio che ci siano alcune problematiche, che possono essere superate soltanto con strumenti in grado di promuovere una vera inclusione sociale, partendo da una progettazione condivisa tra soggetti pubblici e privati. Una rete in grado di mettere insieme una pluralità di voci impegnate su progettualità organiche, per ottimizzare le risorse e guardare a obiettivi comuni, promuovendo la partecipazione dei cittadini e di tutte quelle realtà che vivono o lavorano nel quartiere”.

ASSOCIAZIONI ED ENTI IN CAMPO – Ad oggi le realtà, presenti nel quartiere, firmatarie del Protocollo d’intesa sono:

Associazione Acc.qua – Accademia di quartiere, Associazione nazionale Oltre le frontiere (Anolf), Associazione nazionale Tutte età per la solidarietà (Anteas), Cooperativa Centro sociale Papa Giovanni XXIII, Associazione Avvocati di strada, Centro di solidarietà di Reggio Emilia (Ceis), sindacati Cgil, Cisl e Uil, Cooperativa di comunità impossibile, Cooperativa la Quercia, cooperativa L’Ovile, Parrocchia San Francesco da Paola, Università delle Tre età (Unitre), Fondazione Mondinsieme, Sindacato inquilini Casa e territorio (Sicet), Sindacato unitario Inquilini e assegnatari (Sunia), Unione nazionale Inquilini ambiente e territorio (Uniat), cooperativa sociale Koinè, scuola dell’Infanzia Elisa Lari, Federazione nazionale pensionati (Fnp) di Cisl, Sindacato nazionale pensionati (Spi) di Cgil e Uil pensionati(Uilp), Movimento cristiano lavoratori Reggio Emilia.

LO SCOPO – Questo passaggio è un punto di partenza fondamentale per elaborare un programma di interventi per il periodo 2020-2023 indirizzati a rilanciare il recupero e la cura del quartiere Stazione, rafforzando politiche strutturate di medio-lungo periodo finalizzate, attraverso il coinvolgimento degli abitanti e degli attori sociali operanti sul territorio, ad incrementare socialità e inclusione.

Il documento si pone dunque come uno strumento di progettazione strategica, da cui partire per mettere in campo una serie di azioni e strumenti per migliorare il quartiere ed il coordinamento fra le attività realizzate – da attori pubblici e privati – sul territorio.

PARTECIPAZIONE E RESPONSABILITÀ COLLETTIVA – Fondamentale, a tale proposito, si configura il coinvolgimento dei cittadini residenti e delle numerose realtà che operano nel quartiere, in un’ottica di stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale, volta ad estendere sempre più l'”effetto comunità”, la convivenza civile e quindi la sicurezza urbana a questa parte importante di Reggio Emilia.

Il Protocollo ribadisce infatti la necessità di partecipazione e responsabilizzazione dei residenti, con conseguente impegno condiviso a realizzare il coinvolgimento delle persone che abitano il quartiere in relazione alle decisioni di rilievo, eventualmente anche attraverso assemblee pubbliche.

AREE DI INTERVENTO – Il Protocollo firmato ieri sera persegue lo scopo di elaborare un programma di interventi focalizzati in particolare su alcuni specifici ambiti di azione:

Politiche abitative

Sicurezza e coesione sociale

Politiche per il sostegno al commercio

Mobilità

Rafforzamento dei presidi socio-sanitari

Rafforzamento della rete di attività di carattere culturale, artistico e creativo

Programmazione di eventi pubblici.

CABINA DI REGIA – Viene inoltre costituita una “cabina di regia” con il compito di svolgere attività di impulso e di coordinamento dei lavori dei tavoli tematici, di elaborazione di proposte per la stesura del Piano strategico 2020-2023 per la Zona stazione nonché – successivamente – di verifica e informazione dell’attuazione del piano stesso.

Fanno parte della cabina di regia l’assessore alla Coesione sociale e Legalità Nicola Tria e i delegati di sette associazioni indicate dallo stesso protocollo e designati in seno alla riunione plenaria dei soggetti firmatari: Cgil, Cisl, Uil, cooperativa Impossibile, Acc.qua, Scuola Elisa Lari, Fondazione Mondinsieme e Ceis.

TAVOLI TEMATICI – L’elaborazione del Piano strategico Zona stazione 2020-2023 sarà facilitata dal lavoro di quattro tavoli tematici nei quali confluiranno le diverse competenze e proposte degli enti e associazioni in merito a politiche abitative, coesione sociale (sicurezza, welfare, partecipazione e integrazione), politiche culturali ed educative e politiche del commercio e della Mobilità.

I tavoli tematici saranno convocati, coordinati ed organizzati da un coordinatore individuato all’interno della cabina di regia che avrà in particolare il compito di facilitare e stimolare il dibattito e la condivisione di idee e proposte tra i partecipanti; tali coordinatori saranno individuati anche in base alle competenze specifiche richieste in relazione ai singoli tavoli.

Ogni Associazione firmataria ha la facoltà di indicare un componente nei tavoli tematici. La partecipazione ai tavoli tematici è libera ed è possibile partecipare anche a diversi tavoli contemporaneamente. La partecipazione ai tavoli presuppone l’adesione formale allo stesso protocollo.

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