Spaccio in piazzale Europa, indagini e blitz della Municipale: 11 arresti
Colpo al clan dei gambiani che spadroneggiano alle ex-Reggiane

26/6/2020 – Con l’esecuzione di 12 provvedimenti cautelari, emessi dal Giudice per le indagini preliminari Andrea Rat ed eseguiti nelle ultime 48 ore a carico di altrettanti indagati, la Polizia locale di Reggio Emilia ha stroncato un rilevante giro di spaccio di stupefacenti, la cui principale ‘base’ era in piazzale Europa alle spalle della stazione ferroviaria.

Si tratta di 11 misure di custodia cautelare in carcere, a cui si aggiunge un divieto di dimora.

L’attività d’indagine, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Giulia Stignani, ha permesso di raccogliere numerosi elementi di prova a carico degli indagati, attraverso servizi di osservazione diretta e documentata con fotogrammi e video-riprese.

La conferenaza strampa del comandante Poma sull’operazione in piazzale Europa

Le indagini si sono concluse appunto con l’emissione dei provvedimenti cautelari, che hanno colpito i gambiani C. M. di 22 anni, D. A. di 25, S. E. di 23, T. M. D. di 21, N. M. di 22, C. A. e M.Y. entrambi di 25 anni,; e inoltre H. M. L. eS.S. di 23 anni; M. M. di 24 e T. M. L. di 28 anni.

Sono state arrestate otto persone, senza fissa dimora, che occupavano i capannoni della parte dismessa delle ex Officine Reggiane.

Tre misure di custodia cautelare sono state notificate in carcere, in quanto tre dei 12 indagati risultavano già detenuti per spaccio e rapina, a seguito di arresti eseguiti da Carabinieri e Polizia di Stato. Infine, uno degli indagati, risultato avere un ruolo marginale, è stato raggiunto da un divieto di dimora nel comune di Reggio Emilia.

Appostamenti in piazzale Europa: droga anche sotto le auto

Il blitz per l’esecuzione delle ordinanze ha visto impegnate 30 donne e uomini della Polizia locale reggiana: è iniziaro nelle prime ore del mattino del 24 giugno e si è concluso con l’ultimo arresto nella tarda mattinata di ieri, giovedì 25 giugno.

Sono state arrestate otto persone, senza fissa dimora, che occupavano i capannoni della parte dismessa delle ex Officine Reggiane.

Tre misure di custodia cautelare sono state notificate in carcere, in quanto tre dei 12 indagati risultavano già detenuti per spaccio e rapina, a seguito di arresti eseguiti da Carabinieri e Polizia di Stato.

Infine, uno degli indagati, risultato avere un ruolo marginale, è stato raggiunto da un divieto di dimora nel comune di Reggio Emilia.

Durante l’attività sono state documentate oltre 100 cessioni di stupefacenti, eseguiti oltre 50 sequestri di droga e segnalati altrettanti acquirenti alla Prefettura, quali assuntori. Tra loro anche alcuni studenti minorenni. Attraverso le dichiarazioni degli acquirenti, sono state inoltre ricostruite circa 1.700 cessioni avvenute negli ultimi mesi.

I dettagli sono stati illustrati stamani in una conferenza stampa dal comandante della Polizia locale di Reggio Emilia Stefano Poma, insieme alla vicecomandante Mariella Francia e al personale del Nucleo anti-degrado della Polizia locale, che ha operato in questa circostanza.

“Le indagini, durate diversi mesi – ha spiegato il comandante Poma – hanno permesso di individuare con certezza e poi, con la collaborazione della Questura di Reggio Emilia, di identificare formalmente gli autori dello spaccio, tutti di età molto giovane e senza fissa dimora, che trovavano riparo in capannoni abbandonati delle ex Officine Reggiane.

Lo spaccio veniva svolto con furbizie, ma che sono servite a poco: gli autori, ad esempio, cercavano di restare fuori dalle inquadrature delle telecamere fisse del terminal bus di piazzale Europa, non sapendo però di essere ripresi dalle nostre telecamere di servizio. Nascondevano gli stupefacenti, di solito in piccole o piccolissime quantità, sotto le auto in sosta o tra i cespugli e le siepi che delineano i settori del parcheggio.

Piccole quantità che, di volta in volta, venivano prelevate e cedute singolarmente o messe gradualmente assieme, costituendo quantitativi maggiori. Abbiamo rilevato un’attività di spaccio molto intensa, con oltre 100 cessioni documentate, a orari diversi delle giornate, a persone di ogni età, da minorenni a padri di famiglia. In prevalenza, si trattava di hascisc e marijuana.

“Delineato in maniera precisa il quadro della situazione, con il coordinamento della procura della Repubblica e dopo l’emissione dei provvedimenti cautelari da parte del Gip di Reggio Emilia – ha aggiunto il comandante – abbiamo proceduto all’esecuzione delle ordinanze, trovando le persone interessante alle ex Reggiane. Non risulta per il momento un eventuale ‘coordinatore‘ fra i 12 coinvolti.

“Questa indagine trae origine anche dai controlli che abbiamo svolto, e continueremo a svolgere nei prossimi mesi, nell’ambito del progetto Scuole Sicure – ha concluso Poma – Desidero infine ringraziare l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato per la collaborazione, in questa come in altre operazioni svolte dalla nostra Polizia locale”.

Durante l’attività di indagine è risultata fondamentale la collaborazione con l’Ufficio Stranieri e con il Gabinetto di Polizia scientifica della Questura di Reggio Emilia, sia durante l’investigazione, che ha permesso di dare un nome agli indagati, sia in fase di esecuzione delle misure cautelari attraverso l’attività di foto-segnalamento, che ha favorito la rapidità degli interventi.

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. 'Reggio pene' (con la p) Rispondi

    27/06/2020 alle 09:48

    Domandina :
    ma ..la ‘privacy’,
    che non esiste di fatto da quando ne parlano,
    l’hanno inventata per coprire i malviventi e i corrotti ?

    La ‘Reggio bene’ fa più schifo della ‘Reggio male’,
    o forse fanno schifo uguale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.