Scandalo Palamara Azione disciplinare davanti al Csm per il giudice Morlini e altri nove
Contestata anche l’interferenza nell’esercizio degli organi costituzionali

25/6/2020 – Il procuratore generale della Cassazione ha confermato oggi le prime dieci azioni disciplinari nei confronti di altrettanti membri o ex membri del Consiglio superiore della Magistratura nell’ ambito dello scandalo Palamara, ein particolare per l’incontro all’hotel Champagne di Roma dell’8 maggio 2019 in cui furono discusse le mosse in vista della nomina del procuratore generale della Capitale. Fra i dieci incolpati, che dovranni presentarsi in udienza personale davanti al Csm, figura anche il giudice reggiano Gianluigi Morlini, che dopo ave lasciato il Csm l’anno scorso, di recente si è dimesso anche dall’Associazione nazionale magistrati. Nei confronti di Morlini saranno esaminati anche i messaggi in chat scambiati con Palamara, e nei quali il giudice reggiano, eletto al Csm in quota Unicost, insisteva per la nomina di Marco Mescolini a procuratore di Reggio Emilia (“Sono pressatissimo da Mescolini“)

Il procuratore della Cassazione Giovanni Salvi , in una conferenza a palazzo dei Marescialli, ha precisato che “si tratta di dieci posizioni per cui è stata richiesta l’udienza per i singoli partecipanti: Luca Palamara, e gli ex consiglieri del Csm Luigi Spina, Gianluigi Morlini, Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli, Antonio Lepre, per i discorsi fatti quella sera e quindi per le condotte scorrette nei confronti dei colleghi che correvano per la procura di piazzale Clodio”. Le incolpazioni sono pesanti, e fra esse- ha specificato Salvi figura anche “l’interferenza nell’esercizio degli organi costituzionali, per l’offensività delle condotte tenute“. Palamara, Morlini e gli altri ex del Csm, insomma, rischiano il massimo delle sanzioni.

Il giudice Gianluigi Morlini


Procedimento disciplinare anche per l’ex pm di Roma Stefano Fava, per l’ex pm della procura nazionale antimafia Cesare Sirignano (già trasferito dal Csm) e per due magistrati segretari del Consiglio che tuttavia “hanno un ruolo minore”. E azione disciplinare per il deputato di Italia Viva Cosimo Maria Ferri: per lui la procura generale ha chiesto al Csm di chiedere l’autorizzazione alla Camera per l’utilizzo delle sue intercettazioni. 

si attendono ora le decisioni su possibili azioni disciplinari peraltri magistrati, a seguito delle intercettazioni dei messaggi in chat dal 2017 e 2018 rintracciati nel cellulare di Palamara. 
 
Ha detto Salvi: “Il mio ufficio non vuole mettere un coperchio, ma vogliamo rispettare le persone: quello che è successo ha segnato un punto di non ritorno, l’impatto è stato pessimo perché nel Csm, un organo collegiale a partecipazione mista, le nomine non devono essere fatte in base al volere delle correnti. È Oggi però direi all’opinione pubblica di guardare con fiducia all’attuale lavoro del Csm perché si sta voltando pagina”. 

Il PG conferma le future azioni disciplinari. comunque i tempi “non saranno lunghi, certamente prima dell’estate, cioè prima delle ferie estive“. Accanto a lui, salvi aveva i due magistrati ai quali èaffidata l’inchiesta disciplinare: il procuratore aggiunto Luigi Salvano e l’Avvocato generale Pietro Gaeta. 


 

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