Reggio Emilia, riaprono 11 centri diurni per i disabili
Le regole da rispettare

20/6/2020 – A Reggio Emilia riaprono 11 Centri diurni della città per l’accoglienza delle persone fragili, in particolare disabili, con attività socio-occupazionali, socio-riabilitative e di tempo libero.

La riattivazione – programmata tra il 15 e il 23 giugno – coinvolge 7 Centri diurni socio-riabilitativi accreditati e 4 Centri diurni socio-occupazionali, oltre ad altri servizi socio occupazionali e per il tempo libero di persone adulte con disabilità.

Sono coinvolti oltre 600 frequentatori:

  • 123 frequentatori dei Centri diurni socio-riabilitativi accreditati
  • 80 frequentatori dei Centri diurni socio-occupazionali
  • 399 frequentatori degli altri servizi socio-occupazionali e del tempo libero.

Il sindaco Luca Vecchi, con l’assessore al Welfare, Daniele Marchi e l’assessora a Pari opportunità e progetto Reggio Emilia città senza barriere Annalisa Rabitti hanno fatto visita al Centro diurno della Polveriera gestito dalla cooperativa Coress, con il presidente Davide Vezzani.

La riapertura del centro diurno alla Polveriera

“La riapertura dei Centri diurni – dice il sindaco Luca Vecchi – è una notizia importante per le centinaia di frequentatori e le loro famiglie, eccezionalmente provati dalla ‘chiusura’ generale avvenuta nella Fase 1 della pandemia. Con le necessarie cautele, ora queste persone, che trovano da sempre negli operatori sociali e nei servizi offerti un punto di riferimento umano, un aiuto professionale qualificato e varie opportunità creative, possono gradualmente riavvicinarsi alla ‘concretezza’ della vita quotidiana, a relazioni interpersonali fondamentali e ad attività creative e riabilitative importanti. Un grazie a quanti lavorano con coraggio e competenza in questa fase così delicata e complessa di riapertura, che si associa a quella dei Centri estivi per bambini e ragazzi e che attua uno dei passaggi più significativi del nostro Piano di azioni ‘Reggio Emilia Riparte'”.

Davide Vezzani, presidente di Coress, sottolinea come “la cooperativa sociale non abbia mai cessato, nel periodo della chiusura dei Centri diurni, la propria attività in favore delle persone abitualmente seguite mantenendosi costantemente in contatto, sia da remoto, sia a domicilio, grazie ad uno sforzo straordinario degli operatori, tutto orientato a mantenere la relazione con le persone. Questo, senza dimenticare la messa in sicurezza anti-contagio degli operatori e delle persone frequentanti i servizi. La ripartenza, complessa come si può immaginare, richiederà un grande impegno di tutti per poter di nuovo erogare servizi di alta qualità in condizioni di sicurezza”.

Per garantire la massima sicurezza possibile si è resa infatti necessaria una nuova organizzazione di attività e di orari.

  • Non è possibile il lavoro in grande gruppo, ma si procede ad una pianificazione delle attività, che potranno comprendere la presenza singola o quella di più utenti in rapporto individuale nella medesima struttura oppure la compresenza in piccolo gruppo (al massimo di 5 persone);
  • Vengono privilegiate le attività all’aria aperta e quelle compatibili con un adeguato distanziamento sociale;
  • Salvo casi specifici, tutti gli utenti sono tenuti all’utilizzo corretto della mascherina, all’igiene frequente delle mani, alla distanza di almeno un metro dagli altri utenti ed operatori presenti;
  • La permanenza negli spazi destinati all’attività secondo le indicazioni degli operatori;
  • I gestori si avvalgono di personale, anche volontario, adeguatamente formato su tutti gli aspetti riferibili alle normative, in particolare sulle procedure igienico sanitarie di contrasto alla diffusione del contagio.
  • I gruppi operatori-frequentatori sono composti in maniera stabile, cioè sono sempre costituiti dalle medesime persone;
  • Prima della riattivazione delle attività inoltre tutti gli operatori sono sottoposti a test sierologici e tutti gli ospiti sono sottoposti a tampone laringo-faringeo;
  • La frequenza e l’intensità della partecipazione è necessariamente ridotta, in questa ripresa delle attività, rispetto al passato: si può frequentare un solo servizio e si può avere una presenza nel servizio in misura inferiore al passato, compatibile con i tempi di permanenza e gli spazi disponibili;
  • In questa fase non è possibile garantire il pasto nel Centro (la presenza sarà ridotta a sole mezze giornate) ed i trasporti nei servizi devono essere attuati da parte delle famiglie dei frequentatori;
  • Il Servizio sociale, in accordo con i Gestori dei Centri e le Associazioni di familiari, ha predisposto un Patto di fiducia, sottoscritto dai diversi attori per sottolineare la corresponsabilità nel ridurre i rischi di contagio;
  • I Gestori, in raccordo con i Servizi sociali, hanno predisposto Piani organizzativi progettuali per sviluppare attività e progetti delineati per i diversi ospiti.
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