Ragazze albanesi sbattute sulla via Emilia
Quattro arrestati tra Reggio e Brescia, cinque ricercati

4/6/2020All’alba di questa mattina quattro persone (due albanesi, un italiano e una rumena) sono finite in carcere per un vasto giro di prostituzione nel reggiano, in particolare lungo la via Emilia al confine con la provincia di Parma. Almeno dieci le ragazze albanesi portate a battere ogni notte in val d’Enza.

L’indagine coordinata dalla Procura reggiana è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Castelnovo Monti.

L’operazione è stata chiamata convenzionalmente Telepass in quanto il capo dell’organizzazione, una donna albanese, negli spostamenti dalla provincia di Brescia dove vive a Reggio Emilia, dove sfruttava le giovani connazionali, quando arrivava al casello si accodava regolarmente dietro mezzi muniti di telepass per passare senza pagare il pedaggio.

Una complessa ed articolata attività investigativa quella avviata sin dal 2016 dai carabinieri castelnovesi nei confronti di un sodalizio criminale di matrice albanese – ma con complici rumeni e italiani – “che ha consentito di ricostruire l’illecita attività di sfruttamento della prostituzione praticata da numerose albanesi in provincia di Reggio Emilia“. Non solo: alcuni degli indagati arrontodavano alla grande col traffico di stupefacenti. E proprio da lì, in particolare su una rete di spaccio in Val d’Enza, erano partite quattro anni fa le indagini sfociate alla fine nell’operazione Telepass. Tutti bravi ragazzi parecchi pericolosi, visto che i carabinieri hanno accertato che alcuni degli indagati si davano da fare non soltanto con la prostituzione e la droga, ma anche con le rapine nelle abitazioni.

Il sostituto procuratore di Reggio Emilia Giulia Stignani , concordando con le risultanze investigative dei carabinieri, supportate intercettazioni e servizi di osservazione, controllo e pedinamento, ha ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia una misura misure cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di 9 indagati.

Questi sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione e, in concorso tra loro e nell’unità del disegno criminoso, di una serie di singoli reati previsti dalla legge Merlin pluriaggravati dalla commissione verso una pluralità di soggetti e talvolta verso congiunti, nonché di innumerevoli reati concernenti lo spaccio e la cessione di sostanze stupefacenti, perpetrati nell’ambito delle attività di gestione e controllo della prostituzione Reggio Emilia: in altri termini rifornivano di droga le giovani prostitute, che così diventavano schiave due volte, e i clienti.

Questa mattina all’alba i militari della Compagnia di Castelnovo Monti con il supporto dei colleghi della Compagnia di Brescia hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari in questione rintracciando tra le province di Brescia e quella di Reggio Emilia 4 dei 9 indagati che sono stati tratti in arresto.

Tra loro il presunto capo dell’organizzazione, l’albanese Liljana SHOSHARI di 35 anni residente a Rezzato di Brescia, e l’autista delle lucciole che si preoccupava di accompagnare le ragazze sul posto di lavoro dietro compenso in denaro o prestazione sessuale: è Ludovico RATTA 61enne, calabrese residente a Reggio Emilia finito ai domiciliari. Entrambi ora sono in carcere.

E’ finita dentro anche la 38enne rumena Ionica PAUN anche lei residente a Rezzato, principale collaboratrice della Shoshari: tra i suoi compiti quello di gestire le ragazze e di cercare le postazioni dove farle lavorare. Inoltre provvedeva a riscuotere dalle giovani parte dei guadagni. In manette infinbe l’albanese Emiljano OSMANI, 27 anni, in Italia senza fissa dimora e rintracciato nel bresciano: aveva il compito di controllare durante l’attività le ragazze sbattute sul marciapiede

Proseguono le ricerche dei restanti 5 componenti della banda risultati allo stato irreperibili e attivamente ricercati nell’intero territorio nazionale in quanto colpiti dalla stessa ordinanza di custodia cautelare in carcere.

“L’indagine è scaturita da un’attività investigativa antidroga avviata di iniziativa dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Castelnovo Monti su una fitta rete di spaccio di stupefacenti (nel corso della quale sono state arrestate 17 persone e sequestrate diversi etti di cocaina e anche una pistola) nei centri della Val d’Enza, a riscontro della quale nel gennaio 2017 veniva tratto in arresto un cittadino albanese di 36 anni, tra i cui contatti telefonici era presente quale fornitrice abituale di quantitativi di droga, una connazionaledi 32 anni , risultata poi essere uno dei capi e organizzatori del sodalizio criminale.

“La successiva attività tecnica, corroborata da numerosissimi servizi di osservazione e pedinamento – sottolineano i carabineri – permetteva di ricostruire un quadro esaustivo delle attività criminali gestite dagli associati, consistenti in prevalenza sullo sfruttamento di dieci giovani donne provenienti dall’Est Europa, incentrato sul tratto di strada lungo la via Emilia a confine con la Provincia di Parma”.

Non solo: “L’indagine “TELEPASS” si è successivamente ramificata disvelando anche le azioni delittuose di una serie di soggetti di nazionalità albanese dediti stabilmente a furti e rapine in abitazione”.

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2 risposte a Ragazze albanesi sbattute sulla via Emilia
Quattro arrestati tra Reggio e Brescia, cinque ricercati

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    04/06/2020 alle 22:56

    Un “bravi” agli uomini del nucleo operativo e al luogotenente che li comanda. Le attività repressive anticrimine della Compagnia Carabinieri di Castelnovo Monti sono brillanti ed efficaci. Va riconosciuta l’ottima guida del capitano Jose’ Ghisilieri. Credo che il Comando Provinciale sia consapevole di avere in lui un eccellente ufficiale. I complimenti miei, del gruppo consiliare comunale CASTELNOVO LIBERA, e del gruppo consiliare Lega-Fratelli d’Italia dell’Unione Montana dei comuni dell’Appennino reggiano.

    Alessandro Raniero Davoli
    Consigliere comunale, capogruppo CASTELNOVO LIBERA
    Consigliere gruppo Lega-Fratelli d’Italia, Unione Montana

  2. Alessandro Davoli Rispondi

    05/06/2020 alle 08:01

    Un “bravi” agli uomini del nucleo operativo e al luogotenente che li comanda. Le attività repressive anticrimine della Compagnia Carabinieri di Castelnovo Monti sono brillanti ed efficaci. Va riconosciuta l’ottima guida del capitano Jose’ Ghisilieri. Credo che il Comando Provinciale sia consapevole di avere in lui un eccellente ufficiale. I complimenti miei, del gruppo consiliare comunale CASTELNOVO LIBERA, e del gruppo consiliare Lega-Fratelli d’Italia dell’Unione Montana dei comuni dell’Appennino reggiano.
    Alessandro Raniero Davoli
    Consigliere comunale, capogruppo CASTELNOVO LIBERA
    Consigliere gruppo Lega-Fratelli d’Italia, Unione Montana

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