Pugni, schiaffi e minacce di morte
Genitori disperati denunciano il figlio di 14 anni

10/6/2020 – Due genitori disperati di Reggio Emilia hanno denunciato alla Polizia il figlio di 14 annie per le vessazioni e le violenze subite dal 2018, da quando cioè il ragazzo ha cominciato ad assumere droga. Il giudice ne ha ordinato il trasferimento in comunità, senza escludere il carcere in caso di allontanamento.

Schiaffi al volto, pugni, spintoni, calci – che in alcuni casi hanno procurato lievi ferite ai malcapitati genitori – oltre a continue violenze psicologiche e minacce di morte avevano reso un inferno la vita della famiglia, a causa di una condizione di disagio del figlio “che si è manifestata sin dalle scuole medie”.

Dopo anni si sopportazione, il 5 aprile scorso hanno formalizzato la denuncia dopo che il giovane aveva preso a schiaffi il padre, coprendolo d’insulti, perchè come regalo di compleanno aveva ricevuto in regalo solo 100 euro anzichè i 150 richiesti. Il giovane si era calmatosolo perl’intervento didue amici, che avevano assistito allibiti alla scena, avvenuta davanti al posto di lavoro del padre.

Sono così scattate le normative del “codice rosso” anche con l’acquisizione preventiva, a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, di unba pistola semiautomatica calibro 7,65 con caricatore e una doppietta calibro 12, armi regolarmente detenute dal genitore.

In una situazione diventata sempre più grave nel corso degli ultimi due anni, il minorenne ha prima abbandonato la scuola, poi ha anche smesso di andare a lavorare con il padre. E chiedeva soldi di continuo, con litigi e un’aggressività preoccupante, al punto che i genitori si erano rivolti anche a un servizio privato di assistenza alla persona: sostegno sempre rifiutato dal giovane.

Infine, dopo la denuncia, il 21 aprile aveva preso a calci e pugni un uomo di mezza età che aveva rimproverato lui e i suoi amici perchè erano ammucchiati davanti a casa sua. Un pestaggio particolarmente violento, tale da provocare alla vittima lesioni refertate con 20 giorni di prognosi.

Il 25 maggio il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale dei Minorenni di Bologna ha applicato nei confronti del minore la misura cautelare del collocamento in comunità con l’avvertimento che in caso di violazione o di allontanamento si potrà disporre la misura della custodia in carcere. Il giovane è stato affidato ai servizi minorili dell’Amministrazione della Giustizia.

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