Post-Covid, PalaBigi fuori gioco: la Pallacanestro va a Casalecchio
Ma qualche conto non torna, ecco perchè

DI PAOLO COMASTRI

Paolo Comastri

24/6/2020 – Il dado è, purtroppo, tratto. Il prossimo campionato 2020 / 2021 la Pallacanestro Reggiana lo giocherà a Bologna.

Purtroppo, appunto, perchè crediamo che questa scelta, ancorchè precipitosa e allo stato difficilmente comprensibile, allontanerà comunque quel pubblico che, da sempre, rappresenta il sesto uomo in campo per la Pallacanestro Reggiana.

La nuova “casa” sarà l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, un impianto da oltre diecimila posti in gestione a Claudio Sabatini ex proprietario della Virtus Bologna; difficilmente praticabile l’alternativa del pala Dozza, più piccolo, capienza 5.700 posti, in quanto soggetto a pesanti lavori di ristrutturazione.

La Unipol Arena di Casalecchio

Che il trasferimento a Bologna sia comunque definitivo lo conferma l’incontro avvenuto tra il sindaco Luca Vecchi, la nuova presidente biancorossa Veronica Bartoli e l’ad Alessandro Dalla Salda; riunione che ha sancito la decisione.

Ma quali sono le motivazioni ufficiali che hanno portato a tutto questo ?

Tutto nasce dal fatto che la capienza di 4.530 posti del palaBigi verrebbe mutilata dal distanziamento sociale imposto dalle norme anti Covid-19 a fronte delle quali riuscirebbero ad entrare solo un migliaio di spettatori, equivalenti a non più di un terzo degli storici abbonati; il che impedirebbe pure di poter mettere in vendita singoli biglietti.

Il PalaBigi di Reggio Emilia

In soldoni una grossa perdita per la Pallacanestro Reggiana che vedrebbe quasi azzerata l’importantissima entrata rappresentata dal “ botteghino “, da sempre la seconda voce a bilancio.

Secondo la Pallacanestro Reggiana impensabile sostenere una stagione a condizioni simili; si è pertanto convenuto con l’amministrazione comunale di approfittare dell’annata di difficoltà post Covid, sfruttandola per completare i lavori di restyling del pala Bigi.
Per il  nuovo stralcio di lavori, che  richiederà dai dieci a dodici mesi per venire espletato, è stata stanziata a bilancio 2020 la cifra di un milione e 700mila euro.
L’iter amministrativo, garantiscono da P.zza Prampolini, partirà immediatamente, così che il cantiere possa essere inaugurato a fine inverno.
La fine dei lavori è prevista per la fine di settembre o al massimo per l’inizio di ottobre, in modo tale che l’impianto spossa essere pronto al via del campionato 2021/2022.


Il progetto


La nuova fase di lavori andrà a completare l’opera di restyling iniziata nel 2016 con il primo stralcio che ha fatto salire la capienza da 3.600 a 4.530 posti; si interverrà sul fondo dell’impianto che sarà completamente rifatto.
I lavori si concentreranno anche sul tetto del pala con la totale rimozione dell’attuale, obsoleta, controsoffittatura che sarà sostituita con una maggiormente performante, sia per quanto riguarda l’acustica sia per ciò che concerne la tenuta termica.
Sarà inoltre rifatto l’impianto di illuminazione che sarà dotato di luci Led e si andranno quindi a ristrutturare completamente gli spogliatoi e i servizi igienici riservati ai tifosi.

Tutto bene, tutto bello.

Ci assalgono tuttavia non pochi dubbi e talune perplessità, a iniziare dal fatto che non siamo per nulla convinti che a Bologna si possa giocare con ben più di un migliaio di spettatori a partita; il pubblico reggiano è abituato al “salotto” di via Guasco, non a 150 km da percorrere tra andata e ritorno per raggiungere il palazzetto, oltre ad almeno 3 ore da aggiungere alla partita causa viaggio Reggio Bologna e viceversa.

Temiamo fortemente che a molte partite assisteranno solo poche centinaia di spettatori, il che, in una “cattedrale” cone l’Unipol Arena, significa il deserto…..

Molto meglio, crediamo, avere la certezza del migliaio in Via Guasco anche perchè, se non abbiamo mal compreso, l’inagibilità del palaBigi inizierebbe a marzo 2021, quindi con tre quarti di campionato da disputarsi nel “salotto”.

E poi, perchè questo benedetto terzo stralcio non venne concluso quando il palaBigi fu oggetto solo due anni fa di una profonda ristrutturazione? Anche allora il soffitto era in uno stato pessimo, il campo di gioco pure e bagni e spogliatoi da terzo mondo, per gli attuali standard.

Aggiungiamo anche che imporre questa scelta a progetto sportivo non delineato e squadra ancora tutta da costruire rappresenti un azzardo che potrebbe davvero costare caro, molto caro.

Percepiamo forte e quasi unanime contrarietà a questa scelta che, crediamo, fosse da rinviare almeno di un mese in attesa, quanto meno, dell’evoluzione di questa fottuta e maledetta pandemia da Covid 19.

Mah……un antico adagio, peraltro mai smentito, recita che la gatta frettolosa fece i gattini cechi….

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