Ndrangheta e armi clandestine
Manette a imprenditore di S.Ilario nel blitz contro il clan Cristello

12/6/2020 – C’è anche l’imprenditore calabrese di Sant’Ilario d’Enza Domenico Cristello, di 61 anni, fra gli arrestati nell’inchiesta della Dda di Milano che ha disarticolato al Nord il clan ndranghetista Cristello di Vibo Valentia. Domenico, incensurato, radicato in Val d’Enza dove vive con la famiglia da trent’anni ed è molto conosciuto, è cugino di Umberto Cristello, 53 anni di Mileto, anche lui finito ieri in manette perché ritenuto al vertice dell’associazione mafiosa attiva in Brianza nel racket dei buttafuori delle discoteche e nel controllo dei chioschi panini e fast food. L’imprenditore santilariese tuttavia è accusato di detenzione illegale di armi per aver comprato dal cugino Umberto, alla fine del 2017, una pistola da una partita di 50 armi arrivate nella zona di Seregno attraverso la rete della ndrangheta.

L’INCHIESTA

Sono ventidue le misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e acquisizione indebita di esercizi pubblici, nonché porto abusivo di armi e associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, eseguite ieri dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza e di Cantù, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, nelle province di Monza e della Brianza, Como, Lecco, Reggio Emilia, Macerata e Reggio Calabria.

Venti le persone ritenute vicine alla famiglia vibonese “Cristello” arrestate (per gli altri due obbligo di firma), legate alla Locale della ndrangheta attiva in Brianza e in via di espansione in Germania, Spagna e Svizzera, con particolari interessi nei servizi di sicurezza dei locali pubblici nelle province di Monza, Como e Milano.
L”arresto di Domenico Cristello ha suscitato non poca sorpresa a S. Ilario, dov’è considerato una persona “rispettabile”. Invece secondo la Dda sarebbe un esponente a tutti gli effetti del potente clan ndranghetista.

Lo hanno incastrato le intercettazioni delle telefonate col cugino Umberto, compiute tra il 9 dicembre 2017 e il gennaio 2018: secondo la ricostruzione dei carabinieri , i dialoghi sarebbero riferiti alla richiesta dell’arma alla consegna (il 27 dicembre Umberto Cristello arriva a Sant’Ilario con un sacchetto prelevato dalla sua casa di Seregno, e lo consegna a Domenico) e al pagamento: Umberto, infatti, torna dal cugino nel reggiano il 21 gennaio 2018.

Nell’operazione dei Carabinieri è coinvolto anche un altro calabrese di Reggio, Michele Brescia, ma per spaccio di stupefacenti: non risulta indagato nell’inchiesta sul clan Cristello.

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