Mediopadana, la crisi del settimo anno
Quattromila viaggiatori/giorno, ma è sempre caos
Parma pretende la fermata AV: the end per Mancasale?

DI MARCELLO NIZZOLI*

Marcello Nizzoli

9/6/2020 – Si celebrano in questi giorni i 7 anni dall’inaugurazione della stazione AV Mediopadana, che dal punto di vista logistico costituisce un nodo intermodale d’interscambio importantissimo fra i treni TAV, quelli del servizio regionale FER tra Reggio Emilia e Guastalla, e il traffico su gomma pubblico e privato. La posizione, a Mancasale, presso Reggio Emilia permette di servire varie province, in 2 differenti regioni, zona che viene normalmente identificata come Area Vasta Mediopadana, a significarne la dimensione extra regionale. Da calcoli della RFI, sembra che la popolazione residente a meno di 1 ora di TAV da Mancasale sia di oltre 7.500.000 di persone.

Dal 2013, i passeggeri che transitano per la fermata AV Mediopadana, sono via via aumentati, fino a circa 4.000 al giorno (dati pre-Covid19), con volumi di traffico evidentemente superiori alle previsioni del Comune di Reggio Emilia come degli istituti di ricerca impegnati, a suo tempo, con grande dispendio di denaro, negli studi di fattibilità. .

Resta il fatto che i tanti passeggeri della fermata Mediopadana stanno ancora aspettando la realizzazione di servizi essenziali: all’interno dell’enorme struttura disegnata dall’architetto Santiago Calatrava, lunga circa mezzo chilometro, mancano ancora un ristorante, un bar di dimensioni generose, uffici di co-working, il car-sharing pubblico, un adeguato, comodo parcheggio per le auto private, (i lavori per il modestissimo e forse inadeguato ampiamento, che prevede solo 523 nuovi stalli auto, sono in ritardo da anni).

Inoltre, i nuovi 28 posti auto, ancora in costruzione, dedicati alle persone disabili, sembrano essere troppo distanti dall’entrata della Stazione, quindi non facilmente accessibili da carrozzine e persone con mobilità ridotta. Alla Mediopadana manca ancora il progetto per un sicuro deposito per le biciclette, mancano ancora i punti di ricarica per taxi e veicoli elettrici (cosa davvero inspiegabile, visto che erano già previsti dal progetto di Calatrava), un ufficio di accoglienza turistica, negozi vari che possano valorizzare adeguatamente il patrimonio enogastronomico di una delle perle della Food Valley mondiale.

L’ingresso della stazione Mediopadana

L’intermodalità ferroviaria locale, gestita da FER, è in una grave situazione d’incertezza: da e verso l’importantissima Stazione Mediopadana, fino ad oggi unica fermata strategica del TAV tra Milano e Bologna, l’ex sindaco e poi ministro dei trasporti Graziano Delrio aveva dato inizio ai lavori per una costosa metropolitana di superficie, che sfruttasse i binari, già esistenti, della storica ferrovia locale Reggio-Guastalla. Passati 7 anni e vari, discontinui lavori per l’elettrificazione, mai completata, oggi il servizio della Reggio-Guastalla è anacronistico, infrequente, inaffidabile, realizzato con un trenino Diesel locale, gestito da FER, criticatissimo anche dai sindaci della Bassa Reggiana, in primis Gianluca Paoli di Bagnolo, che accusano FER per i tempi di chiusura degli obsoleti e numerosi passaggi a livello, con le sbarre troppo spesso abbassate, che creano problemi alla popolazione residente e inquinamento ambientale, senza però dare un adeguato servizio di mobilità sostenibile, per lavoratori e studenti dei comuni della Bassa.

I sondaggi per realizz<re un nuovo sotto passo a est della Mediopadana

A dire il vero il dispendioso disegno della metropolitana di superficie, a servizio anche dell’AV Mediopadana, è stato quasi completato nelle sue infrastrutture: è stata fabbricata una nuova stazione presso il Campus S. Lazzaro, ma contraffico inesistente; la Stazione Centrale FS di piazzale Marconi è stata anche dotata di una nuova, molto discussa e poco accessibile banchina, con relativa area separata, solo per i convogli di FER del promesso servizio di metropolitana di superficie, mai entrato in funzione.

Oggi le nuove banchine della cosiddetta metropolitana di superficie, costruite tra piazzale Europa e piazzale Marconi, sono spesso occupate dal bivacco di nullafacenti e disadattati.

Il Sindaco Luca Vecchi, dal 2014, non è mai stato abbastanza interessato o convincente (la cosa non è ben chiara), ad orientare FER e lo stesso presidente della Regione Emilia Romagna, Bonaccini, per una vera integrazione funzionale, d’accesso, dell’AV Mediopadana con il Territorio d’Area Vasta Mediopadana: Parma, Modena, Mantova, Sassuolo, Guastalla, Piacenza e Cremona con servizi adeguati, efficienti ed efficaci di trasporto pubblico.

Il notevole patrimonio ferroviario esistente a Reggio Emilia permetterebbe il facile collegamento con Mancasale, di gran parte dell’Area Vasta Mediopadana, compresa la Val D’Enza, ma il Comune di Reggio non ne sembra essere così convinto o consapevole.

Anche per il trasporto su gomma, l’AV Mediopadana è ancora mal collegata, quasi isolata, raggiungibile solo da via Gramsci con strette vie trafficate, limitate strade di quartiere, tutte a corsia unica, oggettivamente inadeguate, in cattivo stato, spesso congestionate, impedendo anche agli autobus pubblici del TPL di SETA di avere tempi rapidi e certi di trasporto dei passeggeri, diretti e provenienti dalla fermata di Mancasale.

Non è mai stata progettata una viabilità alternativa a via Gramsci, separata tra taxi, bus ed auto private, nonostante gran parte dell’AV Mediopadana sia, vuota, inutilizzata, soprattutto nella zona ad est della ferrovia Reggio-Guastalla (ora peraltro, sono in corso i sondaggi per un sottopassaggio) dove l’esistente via Petrella potrebbe offrire un accesso fluido ed esclusivo a taxi ed autobus, evitando gran parte della caotica e congestionata viabilità dell’unica, attuale via d’accesso.

I passeggeri dell’Area Vasta Mediopadana sono ancora in attesa, da anni, che il Comune di Reggio Emilia, finalmente, completi quanto promesso e previsto, addirittura nel PUM 2009 (Piano Urbano della Mobilità), dia cioè un giusto servizio sostenibile con le diverse modalità di trasporto.

A causa dei disservizi e ritardi dello sviluppo dei servizi complementari all’AV Mediopadana, oggi, la situazione sta diventando, rapidamente, paradossale: passati 7 anni dall’inaugurazione della monumentale stazione, oggi la carenza di un’adeguata ragnatela di trasporti e servizi di mobilità moderna, sta rinvigorendo le mai serene mire campanilistiche di Parma. I politici di Parma, basandosi sull’inefficienza ed inefficacia della mobilità per raggiungere l’AV Mediopadana, sta facendo leva sul Governo Italiano (la ministra dei trasporti è proprio Paola De Micheli, di Piacenza, che sicuramente vedrebbe di buon occhio un avvicinamento del servizio TAV con una nuova stazione a Parma) e sul Presidente Bonaccini, sempre più interessato solo al centrismo del capoluogo Bologna, disinteressato quindi alle vicende provinciali di territori che storicamente ed economicamente fanno più riferimento ad un’area interregionale, che comprende anche Mantova e Cremona, non ben circoscritta dalla politica delle regioni italiane.

Il Governatore riconfermato poi a gennaio 2020, temendo la sconfitta, ha fatto ai parmensi facili promesse pre-elettorali di una fantomatica nuova fermata del TAV, proprio a Parma. E siamo al punto che la Lega in Parlamento, per non passare da fessa, ha presentato un emendamento al decreto Rilancio, per finanziare lo studio di fattibilità di una fermata Av a Parma.

Il Comune di Reggio non ha risposte a questa situazione: ha ancora idee poco chiare per l’accessibilità all’hub ferroviario Mediopadano. Dichiara, ancora oggi, che i mezzi pubblici, sia su gomma che su ferro, rimangono secondari, come mobilità per la Stazione Mediopadana, che per la sua collocazione nei pressi dell’Autostrada A1 e della tangenziale nord (ancora ampiamente incompleta), favorirebbe l’uso dell’auto privata. Tuttavia, in oltre 7 anni e tre Giunte Comunali, non sono state ancora capaci di offrire adeguati servizi di parcheggio, noleggio auto e moderno car-sharing all’interno della megastruttura di ferro ed acciaio.

Le Fiere di Parma, luogo eletto per un’eventuale alternativa, per una nuova fermata del servizio del Treno ad Alta Velocità, è a meno di 30 minuti da Mancasale, in auto o taxi: distanza e tempo molto ragionevole, se all’arrivo al stazione AV Mediopadana fosse attrezzatsa con servizi d’accoglienza adeguati agli standard richiesti dai viaggiatori TAV.

La vicina zona dello Stadio di Reggio ha un parcheggio poderoso con oltre 2.750 posti auto, già funzionante da anni, spesso vuoto, ma inspiegabilmente, le due giunte guidate dal sindaco Luca Vecchi, non hanno ancora neppure iniziato i lavori per la prevista pista ciclopedonale che unirebbe, con buon senso, sostenibilità, semplicemente e low-cost, il parcheggio esistente del Mapei Stadium all’AV Mediopadana, dandogli una nuova via d’accesso.

Disastro-parcheggi alla stazione Mediopadana

Se si è arrivati oggi al paradosso del rischio chiusura dell’AV Mediopadana, a favore di una fermata del Treno ad Alta Velocità a Parma, la colpa è indubbiamente da cercare nell’inefficiente amministrazione pubblica reggiana che non ha mai capito la grande opportunità di rafforzare il trasporto locale da e per l’AV Mediopadana e Parma, oltre che con tutta l’Area Vasta, attraverso un sistema integrato di mobilità dedicato ed a servizio dei viaggiatori dell’Alta Velocità.

Due stazioni TAV, una a Parma ed una a Reggio, a soli 30 km di distanza, sono insostenibili ed antieconomiche, difficilmente potranno convivere, per logica di servizio, del treno ad alta velocità, si devono ridurre al minimo i tempi di percorrenza.

Se costruiranno una nuova fermata dell’alta velocità presso le Fiere di Parma significherà far decadere, probabilmente, addirittura, chiudere, la stazione AV Mediopadana, che verrebbe evitata in primis dai viaggiatori di Parma, Piacenza e Cremona, sicuramente, sarebbe un danno enorme: la stazione di Calatrava è costata al contribuente oltre 100 milioni di Euro, rappresenta per Reggio, potenzialmente, un grande patrimonio, anche se ancora oggettivamente incompreso, sottosviluppato, malamente sfruttato come vettore di crescita per l’economia locale.

* Marcello Nizzoli è un marketing manager del settore automotive, specializzato nel settore dei veicoli per la mobilità sostenibile, auto elettriche, bus, mezzi commerciali. Dal 1987 studia l’economia della mobilità e dei trasporti.

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11 risposte a Mediopadana, la crisi del settimo anno
Quattromila viaggiatori/giorno, ma è sempre caos
Parma pretende la fermata AV: the end per Mancasale?

  1. carlo baldi Rispondi

    10/06/2020 alle 11:17

    Analisi precisa che condivido in pieno. Spero che , di là delle giuste osservazioni e polemiche, si corra velocemente ai ripari altrimenti sarebbe un gravissima responsabilità aver perso anche questa grande occasione di sviluppo per Reggio. Devo riconoscere che fu una grande intuizione della Spaggiari ed anche di Ruini, che si batterono con successo per la sua realizzazione ed a cui deve andare il nostro riconoscimento,

    • fausto poli Rispondi

      10/06/2020 alle 15:09

      Buonasera. In ogni Paese civile ed industrializzato,le infrastrutture sono all’ avanguardia. Credo che non ci sia la volonta’ ad investire da parte della Regione. A Parma fanno meglio ? O e’ per stimolare il fare ? Si e’ persa un’ occasione importante. Un ritorno di business imponente. In Inghilterra sfruttano pure il sottosuolo. Qui e’ differente.

      • Marcello Nizzoli Rispondi

        13/06/2020 alle 19:06

        Egr. Sig. Poli, grazie per il commento.
        Concordo con lei, se l’Italia vuole continuare a competere, tra i primi paesi al Mondo, deve progettare e sviluppare dei servizi con delle infrastrutture integrate ed all’avanguardia, efficienti ed efficaci.
        Senza la volontà politica di far crescere e migliorare l’offerta per e dell’AV Mediopadana, difficilmente ci potremo aspettare dei servizi adeguati al viaggiatore ma anche per il Territorio.
        A Parma hanno fatto sicuramente meglio alle Fiere, visto che a Reggio sono fallite fragorosamente.
        Il mio articolo è stato scritto per provocare un miglioramento della situazione attuale.
        Non si deve perdere un’opportunità così importante come quella offerta dall’indotto dell’AV Mediopadana.
        Bisogna creare sviluppo sostenibile per il Territorio, grazie anche al patrimonio esistente ed a nuove idee.

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      10/06/2020 alle 17:43

      Egr. Dott. Baldi,
      Grazie per l’apprezzato commento,
      L’intento di noi cittadini non esposti politicamente, è esattamente questo: speriamo tutti che l’Amministrazione Comunale corra velocemente ai ripari, con consistenti soluzioni, anche di buon senso.
      Perdere l’opportunità di grande sviluppo offerta dal Nodo Mediopadano, ancor più in un periodo come questo, con tante incertezze, sarebbe davvero grave.
      Condivido che fu una grande intuizione degli Amministratori Pubblici Reggiani, poi però, dal 2004 si è decisamente rallentato il passo, non integrando la Stazione di Calatrava con una adeguata logistica, un sistema efficace di trasporti intermodali locali, oggi il rischio di “CATTEDRALE NEL DESERTO” è forte anche se 4.000 passeggeri al giorno sono tanti, ma vanno serviti adeguatamente, con miglioramenti continui. Il mercato è fluido, veloce e nel momento in cui Parma dovesse offrire una soluzione, anche d’accesso alla nuova fermata del TAV migliore, il rischio di abbandono di utenti dell’AV Mediopadana potrebbe essere alto. A Parma sono state gestite bene le infrastrutture delle Fiere valorizzandole, migliorando costantemente i loro servizi e la logistica complementare d’accesso.

  2. Carlo Rabaiotti Rispondi

    10/06/2020 alle 15:07

    Il fatto che la stazione di reggio emilia è destinata a chiudere se ne aprono una a Parma la dice tutta sull’opportunità della scelta fatta. Una scelta fuori da ogni logica se non quella del campanilismo. Se la stazione di Parma non servisse allora quella di Reggio non avrebbe nulla da temere.

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      10/06/2020 alle 17:52

      Grazie per l’attenzione,
      Io spero sinceramente che la Stazione AV Mediopadana non chiuda mai.
      Bisogna guardare in avanti e cercare, il più rapidamente possibile, di darle quei servizi fondamentali anche d’accesso da Parma, di cui deve essere dotata.
      L’efficienza e l’efficacia dell’infrastruttura di Reggio Emilia possono far ripensare i politici attuali a concentrare gli investimenti futuri per l’AV Mediopadana.

  3. luigi disperato Rispondi

    10/06/2020 alle 16:28

    Ruini ovviamente non il cardinale , ma l’ex presidente della Provincia.

  4. Guido carboni Rispondi

    10/06/2020 alle 16:29

    Da condividere in toto, con la speranza è l’augurio che serva per suonare la sveglia ai nostri amministratori. Ma vedendo come sono state gestite le cose nell’area adiacente vedi parcheggi e zone limitrofe, parcheggi lasciati in balia di delinque ti di ogni genere furti sui veicoli veicoli impantanati e via dicendo!! Abbiamo una costruzione che fa invidia a tante altre realtà lasciata nel più completo abbandono a se stessa!!!!! Manca solo Parma così si chiude il cerchio!!!!! Io personalmente ho accompagnato tanti amici da mezza Europa a vedere il ns gioiello, ma quando si arrivava lì e si vedeva lo stato di abbandono dei parcheggi i veicoli lasciati incostuditi negli spiazzi più disparati appariva subito evidente l’incapacità di chi deve programmare le cose!!!!! Non è mai troppo tardi!!!

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      10/06/2020 alle 17:47

      Grazie per l’attenzione e per aver compreso esattamente i miei intenti: “che serva per suonare la sveglia agli Amministratori Pubblici di Reggio Emilia”.

  5. giorgio Rispondi

    14/06/2020 alle 17:19

    Il fatto è che la stazione av a Parma ha l’approvazione dei vertici PD da almeno un anno,dalla ministra Demicheli a Bonaccini all’ex assessore Donnini.La sveglia doveva suonare da un pezzo.Naturalmente tutti zitti se a fregarci è il PD.Addirittura questa amministrazione ha quasi festeggiato la sostanziale dismissione delle fiere già fallite miseramente(ma chi le amministrava?.Non solo,mentre Parma ci sfila sotto gli occhi la stazione usando le fiere come carta vincente gli hanno perfino affidato le manifestazioni più importanti come Camer e Ornitologica.Autolesionismo totale.D’altronde questa amministrazione non è in continuità con quella che volle la stazione,quanto piuttosto con quella Del Rio all’epoca riluttante.Ovvero lo stesso che ha voluto il fallimentare Park Vittoria,che ha bloccato il progetto Giglio per consegnare il tutto a stranieri,caso unico al mondo.Ma sentendo telereggio qualche giorno fa sembrava tutta colpa di Salvini(pensa te).Se Reggio continuerà a ragionare cosi per i parmigiani fregarci ancora una volta sarà un gioco da ragazzi,se non lo è addirittura già avvenuto visto lo stato avanzato delle cose.Peccato perchè in realtà Reggio può attingere da un bacino di utenza che va da Modena a Parma oltre a Mantovano e oltre,ben superiore a Parma (da Piacenza da Reggio) come dimostra l’aeroporto Verdi in costante agonia.

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      15/06/2020 alle 10:02

      Egr. Sig. Giorgio,
      Grazie per il commento,
      Concordo: ci deve essere un rapido chiarimento, il Ministero e la Regione devono dire se vogliono o no la fermata del TAV a Parma.
      Noi cittadini sono anni che chiediamo al Comune di avere un manager preposto allo sviluppo di un vero progetto integrato alla Mediopadana.
      Ci vuole una visione dell’Amministrazione Pubblica di Reggio Emilia per gestire lo sviluppo dei servizi e della mobilità di servizio all’AV Mediopadana.
      Ora però rimane un patrimonio infrastrutturale notevole, già costruito attorno al Nodo Mediopadano che va ultimato e messo in funzione rapidamente, fermate della Metropolitana di Superficie, mai messe in funzione ed altre rimaste al lumicino.
      Il tentativo maldestro di spostare l’attenzione su qualche trombone nazionale va spento immediatamente.
      Bisogna che gli Amministratori Locali valorizzino il patrimonio locale di Reggio Emilia anche rappresentato dalla centralità geografica dell’AV Mediopadana.
      L’affaire Fiere di Reggio è un vergogna oggettiva, speriamo che si facciano accordi che favoriscano il riutilizzo dell’area, insieme alla nuova proprietà.

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