“La delusione è diventata rabbia”
Comer Cavriago, sessanta ore di scioperi

17/6/2020 – “La delusione dei lavoratori si è trasformata in rabbia”. Con queste parole Fiom e Uils di Reggio Emilia annunciano una escalation durissima della lotta della Comer di Corte Tegge contro la chiusura dello stabilimentoe il trasferimento di 150 dipendenti nella sede centrale del gruppo a Reggiolo: un nuovo pacchetto di ore di scioperi – che fa salire il totale programmato a sessanta – deciso questa mattina nel corso di un’assemblea ai cancelli aziendali, alla quale è intervenuta la sindaca di Cavriago Francesca Bedogni.

Questa mattina la delegazione sindacale ha riferito sull’atteso incontro di ieri con i vertici aziendali. Un incontro lampo nel quale i sindacati sono stati presi, per così dire, a pesci in faccia: “L’azienda non ha spiegato un bel niente – spiegano Fiom Cgil e Uilm Uil -. In cinque minuti ci è stato detto che la chiusura dello stabilimento sarebbe funzionale ad un miglioramento della competitività, ma senza argomentare come, con quali costi immediati e quali benefici futuri. Senza voler entrare davvero nel merito. Li abbiamo incalzati con domande, ma le risposte sono state di vuota retorica manageriale. La mancanza di trasparenza sulle scelte strategiche è per noi una chiara mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti, a cui queste scelte possono sconvolgere la vita”.

Sciopero “distanziato” alla Comer di Cavriago

Da qui la rabbia dei lavoratori, per i quali si prospetta una mobilità molto pesante con l’unica alternativa permolti- soprattutto le donne che hanno figli -dellicenziamento e della perdita del posto. Rabbia incrementata dal confronto con gli aumenti di produttività registrati a Corte Tegge: “Se i dati non li fornisce l’azienda, li comunichiamo noi – continuano Fiom e Uilm – Lo stabilimento di Cavriago ha visto un incremento della produttività incredibile in questi anni. Dal 61% del 2015, al 73,8% del 2017 al 76,2% del 2019. Un aumento della produttività dello stabilimento di Corte Tegge di oltre del 22% in quattro anni, un miglioramento ineguagliato dagli altri stabilimenti”.

In sostanza, per i sindacati, la Direzione Comer “si è limitata ad affermare la giustezza delle proprie decisioni, provando anche a costruire una narrazione in cui queste apparissero inevitabili. Un ragionamento superficiale in cui i lavoratori, le loro vite, la loro condizione sono completamente scomparsi.

Per i sindacati questa rimozione dal quadro complessivo dei lavoratori non è casuale, e sarebbe l’ennesima dimostrazione che il vero scopo della chiusura dello stabilimento è una riduzione del personale complessiva, che, diventa lecito supporre, potrebbe riguardare anche i lavoratori di Reggiolo”.

“Quando si uniscono due stabilimenti è automatico che si creino dei doppioni di ruoli – sostiene Enrico Folloni della Fiom Cgil – . Ora la direzione ha nuovamente enfatizzato il tema della competitività, ma nulla ci è stato detto sulle condizioni dei dipendenti e sul loro destino”.

Durante l’incontro, riferiscono ancora dal sindacato, il Responsabile Industriale avrebbe dichiarato anche che le previsioni di mercato sarebbero di forte riduzione a causa dell’emergenza Covid in tutto il mondo, e che per la tenuta dell’azienda sarebbe quindi necessario riorganizzare la produzione.

“Abbiamo chiesto ben quattro volte se un’eventuale riduzione dei volumi potrebbe mettere a repentaglio solo i margini di profitto a breve, oppure l’esistenza stessa dell’azienda, ma non abbiamo avuto alcuna risposta – affermano Simone Vecchi e Jacopo Scialla, Segretari Provinciali di Fiom Cgil e Uilm Uil – In definitiva ci pare di poter dire che la riorganizzazione sia più per il bene degli azionisti che per quello dei lavoratori”.

Di fronte a questo quadro, nella giornata di oggi i lavoratori hanno effettuato ulteriori fermate in sciopero, oltre all’ora e mezza di assemblea della mattina. I lavoratori del turno pomeridiano hanno deciso all’unanimità di effettuare quattro ore di sciopero. di fattolo stabilimento è fermo.

Le assemblee dei lavoratori “partecipate dal 99% degli operai, hanno inoltre votato all’unanimità un ulteriore pacchetto di venti ore di sciopero, portando il totale a sessanta ore, e deciso di articolare gli scioperi in maniera ancora più frammentata, mantenendo l’organizzazione a sorpresa e aumentando il numero di fermate per avere ancora più efficacia”.

“C’è grande delusione, e la delusione si è trasformata in rabbia – sottolineano le Rsu della Comer -. I lavoratori sono uniti come mai li abbiamo visti in passato per questo hanno ribadito, alzando tutti la mano, che quello che vogliono dall’azienda non è la compensazione di un disagio, ma che si investa su Cavriago e si mantenga aperto lo stabilimento”.

Venerdì è previsto un incontro con l’amministratore delegato di Comer Industries, Matteo Storchi.

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Una risposta a 1

  1. fausto poli Rispondi

    18/06/2020 alle 14:22

    Lo Storchi ?

    Poteva pensare di piu’ alle proprie maestranze…..

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