Strage Covid alla casa San Giuseppe
Il vescovo Camisasca “contrariato” per la riesumazione di mons. Gibertini
Solidarietà della Curia ai cinque indagati

23/6/2020 – Nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Reggio Emilia in merito ai 18 decessi di persone anziane avvenute nella Fondazione Casa della Carità San Giuseppe di Montecchio Emilia tra febbraio e aprile 2020, nelle settimane più difficili della pandemia causata dal Covid-19, “il vescovo di Reggio Emilia – Guastalla Massimo Camisasca, a nome della Diocesi, esprime piena solidarietà a don Angelo Orlandini, Parroco di Montecchio e Presidente della Fondazione”. Così un comunicato ufficisle diffuso oggi dal servizio comunicazione della Curia reggiana.

Massimo Camisasca vescovo di Reggio Emilia

Contestualmente il vescovo “rinnova la propria stima nell’operato di Fabrizio Bolondi, Direttore della Fondazione, della dirigente Beatrice Golinelli, di Andrea Muzzioli, Responsabile del servizio di prevenzione e di protezione, e di Paolo Formentini, medico del lavoro. I cinque sono stati raggiunti da un avviso di garanzia. Il vescovo inoltre manifesta piena fiducia nell’indagine della Procura reggiana, certo che la correttezza del lavoro svolto presso la Casa della Carità San Giuseppe di Montecchio emergerà rapidamente”.
Da ultimo, il vescovo ” a nome della Chiesa reggiano-guastallese, non può esimersi dal dirsi contrariato e molto perplesso per la decisione di riesumare la salma di monsignor Giovanni Paolo Gibertini O.S.B., vescovo emerito di Reggio Emilia – Guastalla, deceduto il 3 aprile scorso presso la Casa della Carità San Giuseppe di Montecchio, un mese prima del compimento del 98° anno di età. Il vescovo Paolo, come tutti sanno, era ricoverato presso la struttura da molti anni ed era malato e debilitato a causa dell’anzianità da molto tempo”.

Monsignor Gibertini con Papa Giovanni Paolo II

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