Inchiesta Angeli e Demoni: dopo un anno
chiesti 24 rinvii a giudizio
Salvini: “Il Pd si faccia un esame di coscienza”

23/6/2020 – La Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 persone (su una trentina di indagati) nell’ambito dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni‘ sugli affidi illeciti in Val d’Enza.  Quali tra loro affronteranno il processo e quali no, pero’, sara’ deciso nell’udienza preliminare fissata il prossimo 30 ottobre. La notizia e’ accolta con soddisfazione dal collegio difensivo di Federica Anghinolfi, ex capo dei servizi sociali della val d’Enza e ritenuta una figura chiave del presunto sistema di affidamenti illeciti dei minori.

Federic Anghinolfi


“Federica Anghinolfi- dice il suo avvocato Rossella Ognibene – potra’ cosi’ esercitare appieno il suo diritto di difesa. Questo avverra’ finalmente davanti ad un giudice in Tribunale e non in piazza o sul web, come purtroppo e’ accaduto sino ad ora”. In “quella sede affronteremo, tra l’altro e in prima analisi tutte le anomalie delle accuse rivolte alla dottoressa Anghinolfi”, continua il legale.

L’inchiesta dei carabinieri reggiani, coordinata dal pm Valentina Salvi, era esplosa un anno fa, a fine giugno 2019, dopo indagini riservate che avevano travolto i servizi sociali della Val d’Enza e e aperto il vaso di Pandora di uno scandalo nazionale: quello dei bambini strappati ai genitori da parte dei servisi pubblici.

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Manifestazione a Bibbiano, l’estate scorsa

Fra i principali indagati finiti per mesi agli arresti lo psicoterapeuta Claudio Foti, guru dell’associazione Hansel e Gretel e noto volto televisivo, che si era insediato in Val d’Enza col progetto La Cura pagato dagli enti locali e dalla Regione, la sua compagna Nadia Bolognini, l’ex coordinatrice dei servizi sociali Val d’Enza Federica Anghinolfi e il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti quale delegato dell’Unione Val d’Enza, tutti rimasti per mesi ai domiciliari.

Claudio Foti

reati contestati nell’indagine sono, a vario titolo, peculato d’uso, abuso d’ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, frode processuale, depistaggio, rivelazioni di segreto in procedimento penale, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Oltre che per Foti, Anghinolfi, Bolognini e l’assistente sociale Francesco Monopoli, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio anche per il sindaco Carletti per due reati sui quattro contestati in origine: abuso in atti d’ufficio e falso ideologico.

Il sindaco Carletti con l’avvocato Giovanni Tarquini

Immediate le reazioni del mondo politico: per il leaderr della Lega Matteo Salvini ora il Pd deve farsi un bell’esame di coscienza: “Quello che a sinistra è stato definito un semplice raffreddore ha prodotto 24 richieste di rinvio a giudizio ha scritto su facebook – Su Bibbiano attendiamo le sentenze, come è giusto che sia, ma dal Pd e dintorni dovrebbero farsi un esame di coscienza per l’arroganza e la superficialità con cui hanno liquidato il dolore di troppe famiglie”.

Salvini era stato a Bibbiano nel luglio scorso, da ministro degli Interni,dove sveva incontrato le famiglie dei bsmbini dati in affido e ancfhe i sindaci della Val d’Enza, e poi per la conclusione della campagna elettorale delle regionali Emilia-Romagna. Una scelta per la quela era stato attaccato senza tregua sui media che da mesi avevano sposato la tesi di comodo del “raffreddore”.

Analogo e con toni amari anche il commento della senatrice leghista Lucia Borgonzoni, candidata presidente del centro destra alle regionali vinte da Stefano Bonaccini. borgonzoni si era presentat in Parlamento con la maglietta “Parlateci di Bibbiano”, e la sinistra non gliel’ha perdonata.

“ Sono stata derisa, minacciata, insultata, mi hanno intimato di chiedere scusa almeno un milione di volte. La mia colpa? Aver chiesto che venisse fatta chiarezza sui fatti di Bibbiano – dichiara Borgonzoni – Le 24 richieste di rinvio a giudizio tra i quali quelli al sindaco Andrea Carletti evidenziano come avevamo ragione, qualcosa su cui fare chiarezza c’è. Ma la nostra ragione non è quello che conta e nemmeno quello che vogliamo: ciò che vogliamo è che le famiglie abbiano finalmente verità e giustizia”.


Sono 155 i testimoni citati dall’accusa e 48 le parti offese, tra cui l’Unione dei Comuni Val d’Enza, i Comuni di Gattatico e Montecchioministero della Giustizia Regione Emilia Romagna.

BENEDETTA FIORINI (FI): FINALMENTE SARA’ FATTA GIUSTIZIA

 “Adesso che la Procura di Reggio Emilia ha fatto richiesta di rinvio a giudizio per 24 persone nell’ambito dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sui presunti affidi illeciti in Val d’Enza, tutta la nostra comunità locale e tutta l’Italia aspettano che si faccia pienamente giustizia su una vicenda che ha segnato così tremendamegnte la vita di tanti bambini e tante famiglie”.Lo afferma la deputata emiliana Benedetta Fiorini (FI).”Anche i grillini all’inizio hanno condannato il comportamento della sinistra, e ricordiamo tutti – continua Fiorini – che il M5S prese il solenne impegno di non allearsi mai con il Pd, ‘mai con il partito di Bibbiano’, salvo rimangiarsi la parola poco dopo e andare al governo insieme. Noi rimaniamo garantisti, come sempre, tuttavia è sotto agli occhi di tutti che anche questo ulteriore tassello del processo successivo alla conclusione delle indagini preliminari attesta l’esistenza di un pubblico ministero che crede in un sistema malato. Tutto questo deve terminare – conclude Fiorini – facendo giustizia e intervenendo urgentemente in materia di normativa degli affidi”.

ANNA MARIA BERNINI (SENATORI FI): SU BIBBIANO ABBIAMO BISOGNO DI VERITA’ E GIUSTIZIA

“La notizia della richiesta di rinvio a giudizio per 24 persone nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni” è certamente positiva. Sui fatti di Bibbiano abbiamo bisogno di verità e di giustizia – lo afferma Anna Maria Bernini, presidente dei enatori di Forza Italia – Occorre che le responsabilità siano accertate una a una, perché così deve agire uno Stato di diritto, di fronte a vicende che hanno distrutto intere famiglie. E perché è solo dalla verità piena che si potrà ripartire per impedire che fatti simili si ripetano”.

LEGA: VISTO? ALTRO CHE RAFFREDDORE

Per la Lega e’ la conferma che non si trattava solo di un “raffreddore”. Le 24 richieste di rinvio a giudizio per l’inchiesta Angeli e Demoni suona come una conferma agli occhi degli esponenti del Carroccio in Regione.

“Il centrodestra- sottolinea il capogruppo leghista in Regione Matteo Rancan– rimane garantista, tuttavia nell’ambito di una tale massiccia contestazione di reati non puo’ tacere e neppure puo’ il Pd trincerarsi dietro una supposta strumentalizzazione. Qui non strumentalizza nessuno, anzi, pare piuttosto che a strumentalizzare bambini e famiglie sia invece stato il sistema amministrativo del quale qualcuno si vantava come esempio da portare nelle altre Regioni”.

Parole simili dal consigliere leghista Michele Facci. “Precisato che siamo di fronte ad una richiesta di rinvio a giudizio (che dovra’ essere quindi valutata e decisa), prendiamo atto che la giustizia italiana, con la sua lentezza e nonostante i condizionamenti della politica (vedi caso Palamara), va comunque avanti”, scrive Facci sui social. “A Bibbiano non e’ stato un semplice ‘raffreddore’, questo direi che e’ certo”, conclude Facci. 

5 STELLE: GIUSTIZIA PER TUTELARE I MINORI E LE FAMIGLIA. SALVINI SBAGLIA SULL’ ABUSO D’UFFICIO

“Giustizia per tutelare i minori e le famiglie”. È la ferma richiesta di Stefania Ascari, Maria Edera Spadoni, Davide Zanichelli, Maria Laura Mantovani, Gabriele Lanzi, Silvia Piccinini, Natascia Cersosimo e Paola Soragni. I portavoce del MoVimento 5 Stelle tornano sull’inchiesta “Angeli e Demoni” alla luce della richiesta di rinvio a giudizio per 24 persone.

“I reati sono molto gravi – riprendono i pentastellati – perché vi rientrano maltrattamenti in famiglia, lesioni dolose gravissime, violenza privata, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, frode processuale, depistaggio o frode in processo penale, falso ideologico in atto pubblico anche attraverso l’altrui inganno, tentata estorsione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato d’uso, abuso di ufficio”.

L’attenzione è poi rivolta all’ultimo aspetto. “L’ex capo del Viminale Matteo Salvini ha asserito che l’abuso di ufficio va eliminato perché a suo avviso sarebbe un ‘blocco per l’Italia’. I veri blocchi sono quelli della Lega. L’anno scorso la spallata mancata del Papeete rischiava di bloccare la commissione sugli affidi. Questa volta, schierandosi contro l’abuso di ufficio dimostra di fare il gioco di Angeli e Demoni: altro che difensore di Bibbiano”.

I portavoce M5S pongono l’accento sulle famiglie incontrate nel corso di eventi sul territorio e nella capitale. ” A loro ribadiamo la nostra solidarietà e la nostra vicinanza con l’augurio possano trovare una risposta forte dallo Stato”.

GAMBARINI (CAMBIAMO!): “URGENTE RIPENSARE LA GESTIONE DEGLI AFFIDI”

” I pezzi del puzzle iniziano a comporsi e finalmente sarà un giudice terzo a decidere che strada seguire e a fare chiarezza su quanto accaduto a Bibbiano. Il processo che eventualmente ne scaturirà stabilirà se esiste o meno un sistema Bibbiano. Si deve andare fino in fondo perchè i bambini e le loro famiglie devono avere giustizia. In questi mesi abbiamo sentito il Pd sminuire quanto contestato dalla procura, ora finalmente si potrà appurare la verità e chi ha sbagliato pagherà. A livello politico ed etico è necessario ripensare tutto il sistema di gestione degli affidi costruito in questi anni dalla sinistra. I fatti contestati sono gravissimi: chi amministra non può continuare a fare sempre nello stesso modo come se niente fosse successo”. 
Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, responsabile di Cambiamo! per l’Emilia Romagna .

BARCAIUOLO: SIAMO STATI I PRIMI AD ANDARE A BIBBIANO PER RECLAMARE GIUSTIZIA. ORA E’ ALLARME PER GLI INCONTRI CON I GENITORI

“Le richieste di rinvio a giudizio confermano come le nostre preoccupazioni non fossero infondate, ora ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso accertando se siano stati commessi o meno dei reati”: è il commento del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Michele Barcaiuolo.

“Siamo stati i primi a recarci a Bibbiano per reclamare giustizia e, a distanza di mesi, la nostra attenzione non ha mai smesso di essere accesa sulla terribile vicenda” incalza Barcaiuolo firmatario.

l’esponente di Fdi di capire se e in quali strutture esistano protocolli sulle visite assistite e su come siano organizzate presso le case-famiglia” visto che la legge 184/83 sottolinea la “necessità di favorire i rapporti del minore con la famiglia originaria, proprio in vista del reinserimento”. 

Barcaiuolo ricorda anche che dalla fine di luglio il Consiglio regionale aveva istituito una commissione di inchiesta sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna” dopo il caso di Bibbiano e chiede “quanti professionisti nel servizio pubblico e in quali strutture abbiano avuto una formazione presso il centro studi Hansel e Gretel, ivi compresi giuristi, avvocati, magistrati” e se “la Regione abbia elargito contributi al CISMAI, al centro studi Hansel e Gretel e al centro La Cura negli ultimi anni 15 anni“. 

Sull’allarme lanciato dalle associazioni riguardo “alla situazione di rischio e vulnerabilità di molti minori che vivono in case famiglia o famiglie affidatarie”, è, inoltre, intervenuto il consigliere di Fratelli d’Italia in un’interrogazione. Le associazioni, spiega il consigliere, avrebbero fatto richiesta al Governo di costituzione di task force locali tra scuola, autorità giudiziarie minorili, servizi sociali, sanitari e terzo settore per affrontare il problema. 

“Quasi 8 minori su 100 residenti in regione sono presi in carico, cioè formalmente seguiti e assistiti dai servizi sociali territoriali; alcuni sono stati affidati a famiglie affidatarie o collocati in case famiglia”, scrive Barcaiuolo, sottolineando, tuttavia, che “il Servizio sociale, quale servizio pubblico, ha l’obbligo di dare comunicazione alle famiglie riguardo allo stato di salute dei figli” e “rispettare il diritto di visita tra genitori e minori, diritto che rientra tra le situazioni di necessità previste dal decreto del Presidente del consiglio. Pare infatti che, dall’inizio dell’emergenza, fa presente Barcaiuolo, “molti incontri siano stati sospesi a data da destinarsi” e “alcuni genitori non abbiano informazioni in merito allo stato di salute dei loro figli collocati in case famiglia, ai quali, peraltro, i Servizi sociali non rispondono neppure al telefono”. 

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Una risposta a 1

  1. Giuseppe Rispondi

    23/06/2020 alle 14:41

    Si chiamava “La Cura”, non La Casa. O sbaglio?

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