In piazza le Mascherine Tricolori: no a Conte e alla dittatura sanitaria
“Sanatoria per tutte le multe, liquidità immediata alle famiglie”

7/6/2020 – In questi tempi di governo di guerra in cui a colpi di decreto, indubbiamente con nobili intenzioni, vengono compresse le libertà dei cittadini col rischio di mutare la natura stessa della nostra democrazia, è una notizia il fatto che un gruppo di persone scenda in piazza per protestare contro il governo.

Al grido di “Conte a casa” si sono fatte vive anche a Reggio Emilia le mascherine tricolori animate da Simone Gandolfi: una trentina di persone debitamente distanziate hanno dato vita a un flash mob in piazza della Vittoria, appunto con mascherine tricolori in viso, bandiere nazionali in mano, e fumogeni tricolori finali come omaggio ai Caduti.

In piazza si sono ritrovati soprattutto dei giovani insieme a volti storici della destra reggiana: tra questi l’avvocato Luca Tadolini, che ha preso la parola durante il flash mob, denunciando fra l’altro il “sistema Reggio” grazie al quale la mafia è prosperata (a partire dalla famosa bomba al bar Pendolino) e non se n’è andata nonostante il processo Aemilia.

“Noi mascherine tricolori siamo gli italiani che non si arrendono – ha detto Simone Gandolfi davanti allo striscione “Conte a casa” – che non abbassano la testa nonostante il clima di terrore instaurato da questo governo. Siamo gli italiani che non accettano la dittatura sanitaria, che non credono alle false promesse di Giuseppe Conte e alle lacrime di coccodrillo dei suoi ministri . Siamo qui per compiere un atto di libertà e ribadire che la colpa dell’emergenza sanitaria non è dei cittadini, ma di una politica che in questi anni ha chiuso gli ospedali, ha ridotto i posti in terapia intensiva, ha distrutto la produzione nazionale.

Trattare gli italiani come bambini – ha detto – puntando il dito contro la movida e minacciando di richiudere tutto, serve solo a nascondere le responsabilità di questo governo di buffoni e di incapaci”.

A tre mesi dall’inizio della quarantena, ci sono milioni di italiani che non hanno ancora visto un aiuto, un sostegno. Lavoratori ridotti alla fame e senza prospettive, imprenditori a cui vengono negati i finanziamenti dalle banche, commercianti che non hanno la forza di riaprire, un numero enorme di famiglie in difficoltà che non possono chiedere il reddito di cittadinanza “mentre il governo sa solo andare coil cappello in mano a Bruxelles a contrarre nuovi debiti in cambio di riforme lacrime e sangue”.

“Noi chiediamo una sanatoria per tutte le multe elevate durante l’emergenza sanitaria – ha aggiunto Gandolfi – lo stop alle tasse perle imprese per tutto il 2020, liquidità immediata per le famiglie e le fasce più deboli della popolazione. E pretendiamo che lo stato d’emergenza non venga più prolungato:non saremo più disposti ad accdettare limitazioni della nostra libertà e la sospensione dei nostri diritti fondamentali”.

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