Grossi furti in montagna: i carabinieri di Carpineti arrestano albanese di 36 anni

24/6/2020 – I Carabinieri di Carpineti hanno tratto in arresto un albanese di 36 anni domiciliato nella montagna reggiana, ritenuto responsabile di una serie di furti di grossa entità commessi sul comprensorio montano ai danni di privati ed esercizi pubblici.

Questo l’epilogo di una serrata attività d’indagine portata a termine dai Carabinieri della Stazione di Carpineti, coadiuvati dai colleghi della Compagnia Carabinieri di Castelnovo Monti e coordinati dalla Procura di Reggio Emilia, che nella mattinata di ieri hanno dato esecuzione ad una Ordinanza coercitiva di custodia in carcere, emessa dal Gip del Tribuinale di Reggio Emilia. L’albanese ha precedenti per armi e spaccio di stupefacenti. Le indagini hanno permesso di accertare le responsabilità dell’uomo in ordine a diversi episodi delittuosi avvenuti sull’appennino reggiano fra il mese di settembre ed il mese di ottobre 2018. In particolare, durante un furto in abitazione commesso a Carpineti nel mese di settembre 2018, furono riubati, oltre a monili in oro e contanti per circa 8.000 euro, una pistola regolarmente denunciata e alcuni smartphone. E proprio grazie a questi cellulari ed al lavoro dei militari di Carpineti, a cui i derubati si erano subito rivolti, che le indagini tecniche hanno cominciato a convergere verso l’albanese. Infatti, le fitte comunicazioni con altri soggetti individuati e subito ascoltati dagli investigatori, nonché lo studio della posizione degli apparecchi in particolari zone del territorio hanno permesso di associare il nome dell’arrestato ad almeno altri due furti di ingente valore. Il primo commesso nel settembre 2018 a Castelnovo Monti dove in un bar del posto furono rubasti soldi tabacchi e alcolici per oltre 9.000 euro, ed il secondo commesso nel mede di ottobre 2018 a Vezzano sul Crostolo, presso un’abitazione da cui vennero rubati monili in oro e danaro contante per oltre 10.000 euro. Schiaccianti gli elementi raccolti dagli investigatori, ottenuti attraverso le risultanze delle indagini tecniche che davano il responsabile presente nelle zone dei furti in orari e date compatibili con tali reati, nonché dalle numerose testimonianze raccolte nelle quali il responsabile veniva riconosciuto mentre transitava nei pressi degli “obiettivi” poi col,piti assieme ad un complice, quest’ultimo già identificato, arrestato per i medesimi fatto ed ora espulso dall’Italia. Dopo le modalità di rito, il 36enne, che già stava scontando un periodo di detenzione domiciliare perché riconosciuto responsabile di altri furti, è stato trasferito nel carcere di via Settembrini.

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