Fogliano da sventrare?
“Quella tangenziale sarà orribile. Assessore Tria, bisogna cambiare strada”
Parla Cangiari, portavoce dei Verdi reggiani

11/6/2020 – “E’ tempo di cambiare, basta con le vecchie ricette che hanno fallito. Il post-Covid deve essere l’occasione di nuove politiche all’insegna della sostenibilità, all’altezza delle attese dei cittadini che chiedono a gran voce qualità della vita, ambiente preservato, più cultura, nuove scuole e sicurezza sociale”.

Duilio Cangiari

E’ l’appello che il portavoce dei verdi reggiani, Duilio Cangiari, rivolge in questa intervista all’amministrazione comunale di Reggio, muovendo dal disastro che incombe su Fogliano, col progetto di tangenziale che taglierebbe in due con un nastro d’asfalto una zona ambientale di pregio, protetta fra l’altro a livello europeo.

Appello rivolto in particolare al nuovo assessore ai Lavori Pubblici Nicola Tria: “Non dimentichiamoci dei guai provocati dalla bolla edilizia: Reggio si lecherà le ferite ancora a lungo. Non ripercorriamo le strade del passato quando edilizia e sviluppo non hanno fatto rima con qualità della vita, ambiente e legalità “.

Ecco dove passerà la tangenziale di Fogliano

Cangiari, perchè siete contrari alla tangenziale di Fogliano ?


Non siamo contrari: siamo consapevoli del notevole impatto del traffico sulla frazione di Fogliano. Diciamo, però, che i 10 anni trascorsi dall’inizio dell’iter amministrativo della bretella stradale non hanno aiutato a riflettere adeguatamente sul tracciato; si è scelto un corridoio infrastrutturale che attraversa zone protette e questo complicherà di molto l’iter del progetto.


Di cosa si tratta? Può chiarire questo aspetto?

Hanno voluto illudere i i cittadini tacendo le complicazioni di un tracciato che attraversa una Zona Speciale di Conservazione (ZSC): un’ area dalla forte valenza ambientale che proprio per i vincoli cui è sottoposta richiederebbe in primo luogo di essere tutelata e di trovare alternative alle opere che la interessano; se questo non fosse possibile si dovrebbe fare una progettazione particolare, corredata da grandi mitigazioni e con la previsione di costose compensazioni ambientali così come prevede la nuova normativa comunitaria.

Questo aspetto, sottolineo, è molto importante: appare evidente la differenza tra mitigazioni i tipo tradizionale, quali fasce boscate, siepi e dune e le compensazioni ambientali che invece servono a garantire il territorio dalla perdita della complessità ambientale di un sito protetto.

La campagna di Fogliano


Come mai si è arrivati a questa scelta? E in particolare, cosa non va nel tracciato?
Ha prevalso la Sindrome di Nimby, cioè si è scelto il tracciato…. “più lontano da casa mia “.

Le Giunte precedenti avevano avvallato con leggerezza la scelta del tracciato A, sottovalutando la presenza della zona protetta e di vincoli territoriali che vanno rispettati. A questo si sono aggiunti i rimpalli amministrativi tra gli enti che hanno allungato i tempi ed esasperato le attese degli abitanti della frazione.


La Provincia dovrà fare il progetto definitivo. Quali, secondo i verdi, i criteri che dovrebbe seguire?
Ci preoccupa in primo luogo la forte riduzione dei fondi a disposizione; a fronte di un fabbisogno salito a 13,6 milioni di euro dagli iniziali 12,5 milioni, stimati da progetto preliminare, oggi vengono messi sul piatto solo 10 milioni di euro.

La somma è ampiamente insufficiente, servirà a mala pena a coprire i costi del nastro di asfalto. Completamente cancellate le opere di mitigazione, inserimento e compensazione ambientale, prescritte dalla normativa europea, come nel caso di attraversamento di una Zona Speciale di Conservazione (ZSC), come pure non sono conteggiate le migliorie strutturali che si dovranno prevedere per sciogliere alcune problematiche evidenziatesi in vari nodi del tracciato.

È una impostazione che non possiamo accettare e che chiediamo di superare. Inoltre si dovranno risolvere le ambiguità di cui è denso il progetto preliminare. Ad esempio: è prevista la realizzazione di una grande rotatoria nei pressi della vecchia stazione di Fogliano, a due passi dalla Via Campana. È evidente come questa rotatoria servirà a mettere in collegamento la vecchia statale con la nuova tangenziale, trasformando la via Campana, da semplice strada di campagna, in un trafficato asse di collegamento tra abitato e bretella.

Peccato che con questa scelta sciagurata si porterebbe tanto traffico a ridosso della Scuola Primaria Tricolore, che si troverebbe assediata dalle auto: fonte di inquinamento e pericolo per i bambin.! Un vero controsenso e un insulto a chi, tra i numerosi cittadini di Fogliano e il personale della scuola, invece vorrebbe liberare la scuola dalla morsa dell’inquinamento e dai rischi già esistenti.


E’ chiaro, ma voi cosa proponete in alternativa?
Occorre rivalutare altre opzioni di tracciato, più semplici da realizzare e meno impattanti. In ogni caso è il progetto che deve fare la differenza. Si deve fare una progettazione che rispetti i vincoli territoriali e che adotti soluzioni, che minimizzino il danno ambientale, generato dalla realizzazione di un asse viario, in un territorio pregiato sotto tutti gli aspetti e che metta in sicurezza la popolazione più debole del paese.

Ci vuole una forte volontà politica che dia indicazioni chiare ai progettisti; inoltre occorre trovare le risorse finanziarie mancanti, per realizzareun’opera all’altezza dei tempi e della delicatezza del territorio e non da ultimo, per dare una risposta immediata al paese, occorre, da subito, potenziare il Trasporto Pubblico Locale su gomma e su ferro.

Fogliano


Cosa si aspetta dai responsabili di piazza Prampolini?
Chiediamo alla giunta e in particolare al nuovo Assessore ai Lavori Pubblici

Nicola Tria di non commettere gli errori del passato: la ripartenza non può ripercorrere i limiti di politiche vecchie e superate, quando cantieri e lavoro non hanno fatto rima con qualità della vita, legalità, sicurezza e coesione sociale.

Campagna di Fogliano

Reggio ha già conosciuto una stagione dove la bolla edilizia, il mattone e il cemento hanno lasciato segni indelebili sulla città, appesantito l’equilibrio sociale e compromesso ampi spazi di territorio. Questa Amministrazione è stata eletta su un programma che dovrebbe vedere le politiche della sostenibilità ambientale, della innovazione, della tutela e della valorizzazione del nostro territorio, al centro della propria azione amministrativa. Ma l’arido elenco di opere pubbliche recitato dall’assessore ci allontana da questi obiettivi, non coglie la novità di una nuova stagione che, se praticata con convinzione e non solo a parole, può fare della nostra città una capital green, in cui sia piacevole e più sicuro vivere.
È tempo di cambiare! Non di proporre vecchie ricette fallimentari: il post covid deve essere l’occasione di nuove politiche all’insegna della sostenibilità, all’altezza delle attese dei cittadini che chiedono a gran voce qualità della vita, ambiente preservato, più cultura, nuove scuole e sicurezza sociale.

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