Avanti un altro
L’ufficio di collocamento del Pd è sempre aperto

DI DARIO CASELLI

Dario Caselli

20/06/2020 – Leggiamo su Reggio Report che l’ex assessore ed ex deputato Gandolfi è passato da politico a dirigente del Comune, peraltro preceduto dall’assunzione di altri cinque dirigenti, supponiamo di fiducia e perciò di area PD.

Mentre il Covid taglia posti di lavoro e salari, la macchina comunale assume sempre nuovi generali, e intanto la giunta piange miseria per il venir meno delle imposte e delle entrate garantite da un’economia che si ferma. Insomma, chiagne e fotte.

Non conoscendolo professionalmente, non possiamo azzardare giudizi, magari si tratta di uomo da premio Nobel, ma ormai i premi Nobel venuti dal Pd cominciano ad essere troppi.

Devo dire che la cosa non stupisce, trattasi infatti di un’ antica consuetudine, o meglio abitudine del Partito di nominare i suoi in posizioni di potere discretamente retribuito e, come diceva Mark Twain, le abitudini non si gettano dalla finestra, ma si accompagnano alla porta un gradino alla volta.

Se accompagnare il Pd e queste abitudini alla porta è un compito che spetta agli elettori, non si può però non arrivare a pensare che per trovare un posto è meglio frequentare i corridoi del Partito, che prendere un Master alla Columbia University.

Paolo Gandolfi

Del resto che si tratti di un’ abitudine è provato dalle nomine dei Bonaretti brothers al Consiglio di Stato e all’Iren, di Battini ex segretario di Castagnetti e Delrio a direttore generale del Comune, con un curriculum professionale che saremmo curiosi di conoscere. Prima fece scuola l’ex sindaco di Correggio, Ferrari, che passò da Presidente delle Ferrovie Regionali a dirigente. Probabilmente a questo diritto di fatto si è ispirato pure il precedente Presidente della Manodori, nell’assumere come direttore Faietti, consulente del sindaco Vecchi, pur avendo all’interno professionalità molto qualificate. Senza dimenticare il capogruppo del Pd, Rinaldi, diventato direttore prima di Istoreco, poi di Reggio Children. Messi in fila fanno un elenco telefonico, tutto legittimo, per carità, è appunto la forza dell’abitudine.

Certo uno può dire: conosco fior di giovani reggiani con eccellenti curriculum che lavorano in prestigiose multinazionali e che potrebbero essere chiamati, in fondo uno stipendio da centomila euro non è facile da trovare. Conoscono pure le lingue, magari non il portoghese come il Faietti dove pare eccella, ma spagnolo, tedesco, francese, oltre l’inglese li masticano.

Ebbene, ripetiamolo: costoro sono dei pirla, lo aveva detto il già ministro del lavoro Pd, Poletti: non serve a nulla prendere dei bei voti, servono le relazioni, magari quelle coltivate giocando a bocce nei circoli della sinistra. Qualcuno mi telefonerà per dirmi che gli altri partiti non sono migliori, è possibile, ma questi mi governano e su questi io scrivo, non voglio avere sulla coscienza i peccati di omissione dei tanti che tacciono per convenienza, quieto vivere o peggio, disinteresse. Anche se è ormai evidente che mentre chi produce la ricchezza, nella crisi vede tagliati salari, diritti e pure posti di lavoro, il Sindaco di Reggio non ha certo avviato un processo di efficientamento e dimagrimento della pletorica e inefficiente macchina comunale, chiagne e fotti appunto.

Tutti di corsa sull’ultimo elicottero che parte da Saigon, tra chiacchiere, bonus e debiti, mentre il Paese affonda nella melassa burocratica, casse integrazioni anticipate dale aziende, prestiti fermati a Roma da Sace e Mediocredito centrale, per tacere dell’Inps.

Magari sono solo io a vedere problemi, come il fatto che lo spread della Grecia è venti punti base più basso del nostro, si sa gli anni ci rendono pessimisti, ma vedo che pure Calenda comincia a perdere la pazienza e dice che al governo c’è gente che non ha mai gestito un bar, forse con l’eccezione di Di Maio che di bibite se ne intende. Magari solo io trovo indecente che si assumano amici o compagni, mentre i nostri giovani più intraprendenti vanno via, ma in fondo sono davvero dei pirla visto che ai più la cosa appare normale.

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6 risposte a Avanti un altro
L’ufficio di collocamento del Pd è sempre aperto

  1. Federico Rispondi

    20/06/2020 alle 05:59

    La democrazia dei ” democratici” che fanno ” Resistenza” sulle poltrone e ” antimafia” solo a casa degli altri…Che cosa distingue questi signorotti locali da quelli di ogni sistema feudatario? Che differenza c’ è tra destra e sinistra se tutti vanno a gara a chi mangia di più? Reggio città delle persone? Direi più città di furbetti. Città del Tricolore? No è città del monocolore: quello denso e fuligginoso di un partito che a sinistra ha solo un grosso portafoglio.

  2. Reggiano DOC Rispondi

    20/06/2020 alle 08:53

    #PorteGirevoli da voltastomaco.
    Bisogna essere sinceri: è tutto in onore alla vera Meritocrazia, così Paolo Gandolfi potrà completare i danni che ha iniziato quando era assessore con Delrio. Mi spiego meglio: quando vedete a Reggio Emilia, restringimenti assurdi ed inutili di carreggiate stradali, ciclopedonali pericolose con giardinetti incongrui e poi lasciati incolti, cordoli spigolosi killer, opere stradali incomplete ed abbandonare, dovete sapere che è lui quello che li ha fatti costruire. Ringraziatelo.
    Grazie anche al Sindaco Luca Vecchi per riconfermare chiaramente a tutti che è solo l’ombra di Delrio. Proprio intelligente, bravo ed indipendente, in piena e decisa discontinuità col passato

  3. Sconsilato Rispondi

    20/06/2020 alle 22:49

    La verità, povero Caselli, è che anche dopo questo pezzo dove provi a denigrare il prossimo prendendo a paragone la strabiliante carriera di tuo figlio, non ti telefonerà nessuno per dirti alcunchè.. per omnia specula seculorum amen.

    • Dario Caselli Rispondi

      21/06/2020 alle 07:33

      La verità povero Sconsigliato è nei fatti che descrivo. Io non denigro, a differenza tua, ci metto la firma e la faccia, cosa che quelli come te non hanno il coraggio di fare. Io non prendo a paragone la vita di nessuno, posso però elencare decine di giovani reggiani, che vivono, lavorano e si fanno onore in tutto il mondo e se si pensa che il metodo giusto sia quello clientelare si prosegua. Vedremo i risultati. E’ vero non mi telefona nessuno dei tuoi amici, ma è una cosa che mi rende certo di aver colpito nel segno, per il resto ho ancora qualche amico, a cui non devo chiedere favori, visto che campo del mio lavoro. Inoltre chi ha il coraggio di esporre le proprie opinioni alla luce del sole, deve mettere nel conto le reazioni di soggetti come te. Piccoli uomini, molto vigliacchi.

      • fausto poli Rispondi

        21/06/2020 alle 15:24

        Ho seguito per anni la carriera politica di reggiani zelanti ma incapaci e svogliati a sviluppare l’ economia italiana. Ho visto politici che si son fatti solo perche’ bravi servitori di piatti di mortadella alla festa al campo volo. Ho visto nani divenuti giganti solo grazie a una formidabile lingua. Bene, allora almeno che si abbia la cortesia di non infierire sul latte versato. Ho visto ville costruite attorno a una sezione di partito….Tutti potremmo diventare ministri a questo punto. Non a tutti piace stracciare la propria dignita’. Come per altri partiti una volta entrati non si esce piu’. Dispiace che le persone siano cosi’ invidiose, pur sapendo che il sistemo e’ quello.

  4. fausto poli Rispondi

    21/06/2020 alle 15:29

    Caro Caselli. Lei ha scritto un articolo coraggioso. Bravo.Lei conosce bene la politica italiana.

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