Aemilia: confiscati beni per 500 mila euro anche a Pasquale Brescia

18/6/2020 – Confisca di beni anche per Pasquale Brescia, 53 anni, il costruttore cutrese di Reggio Emilia condannato a 16 per associazione mafiosa nel processo Aemilia. Brescia, in carcere dal 2015, attualmente è detenuto a Parma.

La Divisione investigativa antimafia, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Reggio, su proposta del direttore della Dia, ha gli confiscato beni e immobili per un valore di oltre 500mila euro.

Il costruttore Pasquale Brescia, ai tempi in cui frequentava la Questura di Reggio

In collaborazione con i colleghi del Centro operativo di Milano e della sezione operativa di Catanzaro, la Dia di Bologna ha posto sotto sequestro un appartamento a Milano, due terreni in Calabria e diversi rapporti finanziari.

Nel 2015 è stato arrestato nell’ambito della maxi inchiesta Aemilia poiché accusato di appartenere alla ‘Ndrangheta operante nei territori di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza e legata alla cosca di Cutro, facente capo a Nicolino Grande Aracri. Nel 2018 è stato condannato a 16 anni di reclusione per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Sempre nello stesso anno è stato condannato ad altri 6 anni e 9 mesi di reclusione: secondo gli inquirenti aveva intestato fittiziamente alla moglie il ristorante Antichi Sapori di Gaida – che nel marzo 2013 ospitò la cena per organizzare gli imprenditori edili calabresiper eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione. Agli Antichi Sapori, Brescia promosse la cena del marzo 2013 per organizzare gli imprenditori edili calabresi contro le interdittive antimafie delll’allora prefetto Antonella De Miro: quella serata spinse gli inquirenti ad accelerare le indagini sulla penetrazione della cosca Grande Aracri nel tessuto economico e politico reggiano.

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