Visite specialistiche, blocco prenotazioni: e se i cittadini chiedessero i danni e le teste?
“Mesi di calvario, e a Reggio resta difficile curarsi”

DI ALESSANDRO BONINI

22/5/2020 – Ho sentito ieri sera in televisione che la dott.ssa Marchesi, direttrice sanitaria dell’Ausl, ha comunicato l’impossibilità di poter prenotare nuove visite specialistiche almeno fino a fine giugno. Faccio presente che questa comunicazione configura un’ interruzione di pubblico servizio, dopo oltre due mesi e mezzo di chiusura di tutti gli ospedali del territorio reggiano che, a mio avviso, non è giustificata dall’emergenza viru,s ma da mala gestione dell’emergenza stessa.
Dico questo in quanto non solo non sono stati  previsti percorsi puliti per poter consentire un accesso anche solo ridotto, ma è stato impedito anche alla sanità privata di poter continuare, pur con le dovute cautele, l’assistenza a persone, contribuenti, che avendo problemi di salute, si sono trovati a cercare di sopravvivere senza assistenza sanitaria.

La Casa del dono di Reggio emilia

Infatti i medici di base che, a ragione o a torto, si sono trovati senza dpi per proteggere la propria salute e quella dei loro assistiti hanno cercato di visitare soltanto in casi gravissimi o di “visitare” gli altri per telefono. È stato possibile usufruire di visite specialistiche soltanto per urgenze, che non sempre sono state riconosciute dai medici di base.
Avete pertanto impedito alla popolazione più fragile, per ben 4 mesi di risolvere, o tentare di risolvere i propri problemi ricorrendo ai servizi erogati dal servizio sanitario nazionale, ma non solo questo, avete anche impedito alle cliniche private di effettuare le visite in libera professione, che stanno riprendendo soltanto ora e non dappertutto.
La pandemia è stata indubbiamente un emergenza grave, ma gravissima è stata la sottovalutazione prima ed il panico dopo con cui si è risposto da parte della direzione sanitaria.
Credo sia interesse di tutti che riprenda immediatamente la possibilità di poter prenotare nuovamente le visite specialistiche da parte della popolazione, affinché i danni creati non giungano a spingere gli utenti a creare associazioni per la richiesta di danni e delle teste di chi ha gestito in questo modo l’emergenza.
Lodarsi da soli in televisione non vuol dire che anche l’utenza sia soddisfatta della gestione della crisi.

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