Trimestrale Iren: crollo fatturato e utile, aumento del debito. Ebita fermo, investimenti +52%
Bianco: a Gavassa leggeri ritardi, ma recuperiamo

12/5/2020 – Crollo del fatturato a causa del calo dei prezzi dell’energia; calo dell’utile netto del 16,2%, Ebitda in linea col periodo precedente; indebitamento in ulteriore crescita: è passato da 3,7 miliardi di euro a 2,8 miliardi, con un incremento di cento milioni in soli tre mesi. Queste le cifre principali della trimestrale di Iren Spa al 31 marzo 2020, approvati dal consiglio di amministrazione riunito oggi in via Nubi di Magellano a Reggio Emilia.

I ricavi consolidati al 31 marzo 2020 si attestano a 1.077 milioni di euro, in diminuzione del -15,7% rispetto ai 1.278 milioni di euro del primo trimestre 2019.

La flessione dei ricavi – spiega una nota della multiutility pubblica quotata in Borsa – “è da ricondursi principalmente al calo dei prezzi delle commodities energetiche, alla riduzione delle vendite di calore per il teleriscaldamento dovuta all’inverno particolarmente mite nonché alla minore energia elettrica prodotta dagli impianti del Gruppo.

Lo scenario energetico che era già sfavorevole nei primi mesi dell’anno ha successivamente subito un ulteriore peggioramento a partire dalla fine di febbraio, che si è via via aggravato di pari passo all’inasprirsi delle misure di sicurezza sanitaria messe in atto per far fronte all’estendersi degli effetti del virus Covid-19″.

La sede Iren

Il Margine Operativo Lordo (Ebitda) ammonta a 274 milioni di euro, in sostanziale parità rispetto al valore del primo trimestre 2019 (+0,1%). La dinamica del margine “è stata significativamente condizionata dall’accennato scenario energetico e climatico particolarmente sfavorevole che ha inciso negativamente sulla marginalità della business unit Energia”. A fronte di un miglioramento registrato da tutte le altre business unit del gruppo (Mercato, Ambiente e Reti) rispetto al primo trimestre 2019, la business unit Energia, segna una flessione del -25% che ha completamente assorbito i miglioramenti di periodo conseguiti dalle altre attività.

Il Risultato Operativo (Ebit) è pari a 146 milioni di euro, in diminuzione (-15,3%) rispetto ai 172 milioni di euro del corrispondente periodo 2019. “Si registrano maggiori ammortamenti per circa 8 milioni di euro relativi principalmente all’entrata in esercizio di nuovi investimenti, maggiori accantonamenti per 18 milioni di euro prevalentemente destinati al fondo svalutazione crediti, per effetto del Covid-19”.

L’Utile Netto di Gruppo è pari a 84 milioni di euro in calo (-16,2%) rispetto a 100 milioni di euro registrati nel 2019. Tale decrescita riflette l’andamento dell’Ebit.

L’Indebitamento Finanziario Netto al 31 marzo 2020 è pari a 2.807 milioni di euro, in aumento di circa 102 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019.

Complessivamente, l’indebitamento finanziario netto aumenta del 3,8% “a seguito al peggioramento del capitale circolante netto e la forte crescita degli investimenti, in linea con quanto previsto nel piano industriale. Gli investimenti tecnici lordi realizzati nel periodo ammontano a 130 milioni di euro, in forte crescita (+52%) rispetto al 2019”.

I VERTICI DI IREN COMUNICNO SODDISFAZIONE

Renato Boero, Presidente del Gruppo ha dichiarato: “Il primo trimestre dell’anno ha visto un’ulteriore crescita della base clienti nei settori energetici, un segnale importante che testimonia il radicamento di Iren sui propri territori e l’elevato livello di servizio offerto, valore ancor più significativo in un contesto particolarmente difficile che ha visto gli oltre 8.000 dipendenti del Gruppo impegnati nell’assicurare l’erogazione dei servizi essenziali durante l’emergenza Covid-19.

In questo scenario, grazie ai significativi investimenti previsti, Iren potrà rappresentare un formidabile motore di sviluppo per promuovere la ripartenza economica dei territori in cui opera. Nonostante le difficoltà, nel periodo è inoltre proseguito il percorso di crescita del Gruppo per linee esterne come testimoniano l’acquisizione del ramo d’azienda di SEI Energia e le operazioni in corso con I.Blu e SI.DI.GAS”.

Massimiliano Bianco

L’amministratore delegato Massimiliano Bianco ha commentato: “Gli importanti investimenti realizzati dal Gruppo in digitalizzazione hanno consentito una positiva gestione dell’emergenza Covid-19 sia in termini di erogazione dei servizi essenziali sia in termini di continuità delle attività aziendali, con l’estensione dello smartworking a quasi 3.000 dipendenti.

I risultati approvati in data odierna confermano l’efficacia delle azioni intraprese e la solidità del nostro modello di business. L’ebitda, in linea con quello dello scorso anno nonostante l’inatteso contesto negativo, evidenzia la qualità delle linee strategiche attuate che hanno consentito al Gruppo di stabilizzare i margini dei servizi di vendita e continuare nello sviluppo delle attività regolate”. E ha aggiunto: “Il Gruppo ha dimostrato la capacità di perseguire efficacemente gli obiettivi delineati nel Piano Industriale nonostante l’emergenza sanitaria, incrementando gli investimenti del 52% e confermando il recupero, entro fine anno, dei leggeri ritardi occorsi sulle opere in costruzione. Le future azioni volte al rilancio economico del Paese potrebbero potenzialmente coinvolgere le utilities in operazioni di consolidamento sui territori e favorire l’accelerazione degli investimenti”.

E’ trasparente, a proposito di leggeri ritardi, il riferimento a al progetto del multidigestore deirifiuti organici di Reggio Emilia, il cosiddetto biogas di Gavassa, impianto da 54 milioni di euro che sarà realizzato in piena zona agricola con la complicità del comuni-azionisti di Iren e della Regione Emilia-Romagna. Progetto fermato d una causa dei Comitati Salute Ambiente intentata davanti ai Tar di Parma. Ma evidentemente l’a.d. di Iren è certo che il progetto andrà avanti senza ulteriori intoppi, e dorme sonni tranquilli.

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