Tangenziale Fogliano, Attila in agguato: nastro d’asfalto
taglierà in due la zona dei fontanili
Dieci milioni per la strada, neanche un euro per l’ambiente

DI DUILIO CANGIARI*


24/5/2020 – La Provincia di Reggio Emilia ha emesso il bando per la progettazione esecutiva della Tangenziale di Fogliano, il cui iter decisionale iniziò oltre 10 anni fa, su proposta dello stesso Ente.
La nuova strada dovrebbe servire, in futuro, come viabilità alternativa all’attuale ex Strada statale 463 e come collegamento tra la tangenziale Sud Est di Reggio e la viabilità per Scandiano, alleggerendo e deviando in gran parte il traffico veicolare di attraversamento che grava sul centro abitato di Fogliano.

Un’ opera che, occorre dirlo, da tanti anni è attesa dalla popolazione, ma la cui definizione progettuale e di tracciato non ci pare soddisfacente!

In questa fase ci limiteremo ad approfondire le sole problematiche di natura paesaggistica e ambientale; affronteremo in seguito le questioni relative al tracciato e agli aspetti trasportistici.
A suo tempo le risultanze del tavolo tecnico istituito dalla Provincia sono state trasferite per competenza al Comune di Reggio che, tramite un nuovo iter, le ha modificate andando a individuare un tracciato che per un ampio tratto impatta pesantemente aree delicatissime sottoposte a vincolo paesaggistico: si tratta degli areali di pertinenza dei torrenti Lodola e Rodano e soprattutto della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) dei Fontanili del torrente Ariolo, una ampia zona vocata alla ricarica delle risorgive di pianura, che verrebbe letteralmente attraversata dal progetto viario, tranciando in due un importante sito di interesse comunitario, tutelato dall’Unione europea e inserito nella rete Natura 2000 come bene pubblico di grande utilità per la collettività, tanto è vero che le procedure normative per poter modificare il loro stato sono molto complesse e mirate prioritariamente a garantire e preservare il bene ambientale.

fontanile del Rodano
L’area naturalistica del fontanile dell’Airolo


A questo proposito, va ricordato che il 28 dicembre 2019 il Ministero dell’Ambiente ha approvato le nuove linee guida per le procedure di Valutazione di Incidenza (VINCA) per i siti Natura 2000: Una procedura introdotta con lo scopo di salvaguardare l’integrità dei siti dalle interferenze di piani e progetti che mettano in pericolo la conservazione degli habitat e che siano potenzialmente in grado di condizionarne l’equilibrio ambientale.
La nuova procedura di salvaguardia ambientale prevede che si debbano soddisfare due elementi:
1) Le opere non devono produrre danni al sito e in caso di valutazione di incidenza negativa dell’opera o del piano si devono valutare soluzioni alternative;
2) in caso non sia possibile mutare i progetti o i piani, si devono predisporre compensazioni per garantire la coerenza globale e l’integrità della Rete Natura 2000, cioè di quel mosaico di aree di valore ambientalmente significativo, patrimonio indisponibile di un paese o di una regione.
Nel caso in cui si dimostrasse di non poter mettere in campo soluzioni alternative, non basterebbe quindi predisporre semplici “opere di mitigazione e di inserimento ambientale”, ma occorrerebbe prevedere adeguate azioni compensative al danno ambientale provocato: opere molto più definite e complesse, per le quali occorre predisporre studi, tempi di realizzazione e previsioni di costo.
A questo proposito facciamo notare che il finanziamento disponibile per l’opera ammonta a 10 milioni di euro, di cui 5 milioni a carico della Regione e 5 milioni a carico del Comune di Reggio Emilia, quando il fabbisogno stimato per l’intera opera si attesta intorno ai 12,5 milioni di euro.

DIECI MILIONI PER IL NASTRO STRADALE, E NEANCHE UN EURO PER LE OPERE DI COMPENSAZIONE


I 10 milioni stanziati siano in grado di coprire i soli costi della realizzazione del nastro stradale, degli espropri e delle spese tecniche, mentre per la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione non vi è un euro!

La loro eventuale realizzazione viene rimandata ad altro appalto, attualmente senza copertura economica, ipotizzato per una cifra intorno ai 2,5 milioni di euro, previsione che ci pare arrischiata e ampiamente insufficiente.
Stando così le cose, appare quindi evidente che se si andasse alla realizzazione del solo nastro stradale, e si forzasse la mano per rilasciarne la funzionalità e il collaudo, si darebbe il via all’utilizzo di un’infrastruttura incompleta e impattante, in palese controtendenza con analoghe infrastrutture stradali realizzate in passato in ambito comunale che hanno beneficiato di significative opere di inserimento e mitigazione ambientale.

A questo punto ci troveremmo di fronte alla beffa di un asse viario realizzato in zone ambientalmente rilevanti, senza il necessario corredo di opere ambientali, ma soprattutto in assenza del quadro di azioni e progetti compensativi richiesti dalla normativa comunitaria; ci sia consentito dubitare fortemente della volontà di trovare, in un momento successivo alla realizzazione della strada, i fondi aggiuntivi necessari alle compensazioni.
Tutto questo ci fa ritenere assolutamente sbagliato e improvvido procedere con la realizzazione del progetto esecutivo di un tracciato così come ipotizzato nel bando, sia per gli evidenti rischi in cui si incorrerebbe circa la sua congruità giuridica SIA per la fattibilità tecnica a fronte dell’evidente mancanza dei fondi necessari a realizzare una opera rispettosa dei vincoli territoriali esistenti e della normativa comunitaria.
A meno che, con la scusa della ripresa post Covid, non si pensi che tutto si possa fare e possa essere giustificato!
Europa Verde farà di tutto affinché le esigenze dei cittadini vengano soddisfatte, senza eludere le attese, tutelando l’ambiente e nel rispetto delle norme nazionali ed europee.
* Europa Verde Reggio Emilia

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Una risposta a 1

  1. Bellei Silvestro Rispondi

    04/06/2020 alle 17:41

    Ho letto e mi è saltato alla mente la diga sul fiume Enza……..

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