Processo Aemilia: via allo smontaggio dell’aula bunker, che finisce provvisoriamente in magazzino

10/5/2020 – Nei prossimi giorni l’aula prefabbricata del processo Aemilia – il più importante procedimento contro la ndrangheta al nord (e anche quello in assoluto col maggior numero di imputati) sarà smontata e stoccata all’interno dei magazzini comunali di via Mazzacurati, in attesa di decisioni sul suo utilizzo. Per l’intera operazione sono disponibili 230 mila euro.

Lo ha deciso la scorsa settimana la Giunta comunale di Reggio Emilia, modificando la precedente indicazione per cui la struttura -che occupa interamente il cortile interno di palazzo di Giustizia – doveva essere riallestita in via Belgio, quartiere Orologio, in un’area adiacente al parco Ottavi per essere messa a disposizione quale Spazio civico, sede di associazioni e del Centro di documentazione sulle mafie di Reggio Emilia.

L’aula del processo Aemilia il giorno della sentenza

Alla luce delle nuove condizioni sociosanitarie legate al contenimento del virus Covid 19, con l’obbligo del distnziamento per un periodo ancora indefinito, la Giunta ha optato per un collocazione tempornea della struttura “in attesa di capire le future disposizioni di utilizzo e fruizione degli spazi pubblici”.

“La cosiddetta aula bunker – dice l’assessore alla Legalità Nicola Tria – avrà comunque un futuro e resterà in magazzino solo il tempo strettamente necessario. Rimane invariata la nostra intenzione di restituire questo spazio alla collettività, per renderla luogo di attività civiche, associative e di attenzione socio-culturale anche ai temi della legalità e del contrasto alle infiltrazioni mafiose. Appena il quadro di riferimento sarà chiaro ci adopereremo per definirne la collocazione e le funzioni”.

“L’impegno dell’Amministrazione sui temi della legalità prosegue – aggiunge l’assessore Tria – mercoledì infatti il Comune di Reggio si costituirà parte civile nel processo Grimilde, un’appendice del processo Aemilia, la cui udienza preliminare riprenderà mercoledì 13 maggio nell’aula bunker del carcere di Bologna”.

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