Partite a sbafo da Iren ai politici Pd
Vecchi conferma e giura: “Mai più”

4/5/2020La vergognosa vicenda delle partite di Champions offerte a sbafo da Iren spa a esponenti politici, quasi tutti del Pd, rivelata dal Giornale di Sallusti in piena campagna elettorale delle regionali, è approdata questa sera al consiglio comunale di Reggio Emilia, grazie a un interpellanza presentata dalla consigliera Cinzia Rubertelli, capogruppo di Alleanza Civica.

Cinzia Rubertelli

Rubertelli aveva presentato un’interrogazione nei giorni stessi dello scandalo, però l’amministrazione si è guardata bene dal rispondere. Da qui l’interrogazione per costringere il sindaco Vecchi a rispondere in Sala del Tricolore.

Il primo cittadino, che è anche coordinatore del patto di sindacato Iren, oggi ha confermato la vicenda: Iren Spa ha effettivamente offerto le partite della Juventus al governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, al deputato del Pd Andrea Rossi (all’epoca sottosegretario alla Presidenza nella prima giunta Bonaccin), all’ex presidente della provincia di Reggio ed ex sottosegretario Giammaria Manghi (ora capo di gabinetto di Bonaccini) e a molti altri. A quanto pare c’era la fila per andare a vedere la Juventus, specialmente a costo zero e trattati con ogni riguardo.

Nel suo intervento il sindaco Vecchi non si è limitato a riepilogare e ad ammettere i fatti, ma oggi ha assicurato che Iren non ripeterà più simili “iniziative promozionali“.

Le quali, se costituiscono di per sè una schifezza politica e soprattutto morale, hanno rasentato l’illecito finanziamento e altro, tenendo conto dell’evidente interesse di Iren di coccolare gli amministratori azionisti, e soprattutto amici.

L’articolo del Giornale sull’edizione on line del 13 gennaio

Coccole comunque assai costose, se è vero che un pacchetto di sei biglietti con benefit (cene prepartita, parcheggio gratuito etc.) era costato 43 mila euro. Prosseneta ufficiale di quella operazione simpatia, con il placet dell’amministratore delegato Massimiliano Bianco (che nel 2019 ha guadagnato 440 mila euro lordi e che il 29 aprile ha ottenuto dagli azionisti un ulteriore aumento di retribuzione), era stato l’ex sindaco Pd di Quattro Castella Cesare Beggi, da anni salito ai piani alti di Iren proprio con l’incarico di lisciare periodicamente il vello ai sindaci soci.

A denunciare i fatti con un esposto alla Consob era stato nell’aprile 2019 l’avvocato reggiano Ettore Rocchi, all’epoca vicepresidente di Iren e proprio in quei giorni ruvidamente defenestrato dalla multiutility (si dice dopo una lite furibonda con Graziano Delrio).

Salvo quella, lo scandalo non ha provocato altre conseguenze: Bonaccini è stato rieletto e si comporta come un monarca, l’onorevole Rossi è simpaticamente al suo posto a Montecitorio e nessuno gli ha chiesto almeno un chiarimento, Manghi è rimasto nel giro come capo di gabinetto del governatore regnante. Altrove sarebbero fioccate le dimissioni e forse anche qualche inchiesta giudiziaria, ma come sappiamo da tempo nel gran pezzo dell’Emilia sono i furbi a vincere sempre.

Pierluigi Ghiggini

DAL GIORNALE DI LUNEDI 13 GENNAIO 2020

DOPPIA FIGURACCIA IL CASO CHE INGUAIA IL GOVERNATORE DEM
Metodo Bonaccini noto/ Stadio a sbafo per tutti

Il vicepresidente Iren aveva sollevato il caso e chiesto l’intervento Anac: ma nulla si mosse

di Chiara Giannini
DOPPIA FIGURACCIA IL CASO CHE INGUAIA IL GOVERNATORE DEM

Dei biglietti acquistati per far assistere gratuitamente alle partite esponenti politici del Partito democratico tutti sapevano, ma nessuno dei vertici di Iren Spa, la partecipata di Reggio Emilia al centro dello scandalo, volle intervenire. Bocche cucite, gente che faceva orecchie da mercante, irregolarità sottaciute: è quanto risulta dall’esposto che il vice presidente del consiglio di amministrazione della società ha inoltrato alla Consob nell’aprile dello scorso anno. Nel documento si racconta come Cesare Beggi, ovvero l’incaricato di tenere i rapporti con le pubbliche amministrazioni, fosse stato assunto con contratto di somministrazione in violazione dell’articolo 53 comma 16 ter della le: e 190/2012 (cosiddetto divieto di pantouflage) che vieta, appunto, l’assunzione prima dei tre anni dalla cessazione del rapporto di pubblico impegno. Era lui che con l’amministratore delegato Massimiliano Bianco si occupava dell’acquisto dei biglietti.

L’allora vicepresidente Iren Ettore Rocchi pose la questione al Consiglio di amministrazione, ma come si legge nell’esposto, «a seguito dell’attività di segnalazione degli episodi e criticità, tuttavia, si registrò – in modo reiterato – una sostanziale riluttanza o addirittura un espresso rifiuto del presid en t e, dell’Amministratore Delegato e di taluni dirigenti a dar corso alle indicazioni di due organi di controllo e vigilanza interna».

Rocchi consigliò di rivolgersi all’Anac e richiese un Audit di carattere straordinario da cui emerse «una criticità a proposito di Be: 4, già esponente politico di rilievo provinciale del territorio di Reggio Emilia e già sindaco, fino all’anno 2009, del Comune di Quattro Castella (RE)». Iren chiese un parere a studi legali esterni. Tuttavia, «in considerazione sia delle particolarità del caso in esame, legate al molo non agevolmente inquadrabile rivestito dal Beggi – dipendente comunale collocato fuori molo per lo svolgimento presso la società partecipata di un incarico sostanzialmente fiduciario, esercitato (anche) nell’interesse di alcuni comuni soci -, sia, appunto, dell’interpretazione particolarmente estensiva fornita dall’Autorità anticorruzione e dalla prima giurisprudenza anche in ordine al tipo di poteri esercitati dall’ex dipendente, si ritenne opportuno su : erire una veloce risoluzione». In sostanza, fu messo tutto a tacere. Fino a quel momento Beggi aveva, per conto di Iren, acquistato abbonamenti e biglietti che prevedevano alcuni benefits tra cui cena prima della gara e parcheggio riservato, per politici quasi tutti in area Pd tra i quali il presidente della Regione Emilia Romagna, oggi di nuovo candidato col Pd, Stefano Bonaccini, l’allora segretario alla presidenza della Regione e oggi parlamentare Pd Andrea Rossi, l’assessore alla protezione civile della Regione Leonardo Palumbo, l’ex sindaco di Genova Marco Doria, l’ex sindaco di Piacenza Paolo Dosi, l’ex assessore al Welfare del Comune di Piacenza Stefano Cugini, l’ex assessore allo sviluppo economico dello stesso Comune Francesco Timpano, l’allora presidente della provincia di Reggio Emilia Gian Maria Manghi e molti altri. Di particolare rilievo l’acquisto di 6 biglietti con benefits al costo totale di 46.800 euro. Tra gli invitati alle partite della Juventus molti anche coloro che figuravano come «agente/fornitore».

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4 risposte a Partite a sbafo da Iren ai politici Pd
Vecchi conferma e giura: “Mai più”

  1. Ivano Rispondi

    05/05/2020 alle 01:23

    Gli togli le caramelle e loro si aumentano gli stipendi, un modo per foraggiare il sistema lo trovano sempre.

  2. gianni Rispondi

    05/05/2020 alle 06:24

    A proposito dei vari bonus che i politici ottengono, senza pagare tasse, nel percorso della loro attività politica.

  3. Agenore Rispondi

    05/05/2020 alle 08:37

    I ‘mai più’ non potranno mai avere i bordi arrotondati.

  4. bruna Rispondi

    05/05/2020 alle 10:12

    Ovviamente dopo di ciò come MINIMO. LE BOLLETTE TARI DOVREBBERO ESSERE DIMEZZATE DI UN BUON 50%.

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