Non hai il Covid? Ti licenzio lo stesso
Bibo Italia butta fuori dipendente invalido per voci infondate
Tre ore di sciopero nella sede di S. Ilario

Bibo Italia Spa di Sant’Ilario d’Enza licenzia lavoratore perché contro le sue aspettative risulta sano” : questa la conclusione sul filo dell’incredibile di una vicenda accaduta nella filiale della nota azienda che produce stoviglie monouso,e denunciata oggi dalla segreteria del sindacato Filctem-Cgil (chimici, tessili, energia, manifatture), con un lavoratore invalido prima sospeso dal lavoro per pettegolezzi sul suo stato di salute. E poi, una volta accertato che non aveva contratto il Covid, si è trovato in mezzo a una strada, licenziato appunto perchè… sano. dopo due settimane di inutili trattative, il sindacato ha proclamato un primo pacchetto di tre ore di sciopero: un’ora e mezza è previst per la giornata di venerdì.

“Da un paio di mesi si parla molto di solidarietà, di aiuto reciproco, di comprensione e vicinanza ai più deboli, è stato previsto un blocco cautelativo dei licenziamenti per impedire avventate scelte aziendali dettate dall’emotività.

Tutto ciò non ha comunque impedito a Bibo Italia Spa di licenziare un proprio dipendente della sede di Sant’ Ilario d’Enza – così scrive la segeteria provinciale Filctem – Si tratta forse del più fragile tra i suoi dipendenti, unica fonte di reddito per la sua famiglia con moglie e due figli a carico, per di più invalido civile assunto dal collocamento mirato, che oltre a far quadrare i conti deve anche lottare con le patologie della sua invalidità, la mattina di lunedì 4 maggio non sa che al lavoro lo attende un dramma”.

Il sindacato sostiene che “l’azienda dove lavora si è lasciata trascinare in una caccia agli untori: le basta confidare in un pettegolezzo per sospendere questo lavoratore fino a quando “non potrà dimostrare di non avere contratto il covid-19”. Il lavoratore comunica prontamente all’azienda di non avere avuto il coronavirus (altrimenti lo avrebbe detto) e consegna un certificato medico che attesta il suo stato di salute. Infine chiarito tutto chiede quando può riprendere il lavoro.

A questo punto interviene il paradosso: nonostante il chiarimento reso in via ufficiale sulla inconsistenza della contestazione, l’azienda gli consegna una lettera di licenziamento. Alla faccia dei continui appelli televisivi, sia religiosi che laici sulla tolleranza e l’aiuto che in questo frangente diventa anche un dovere per tutti, Bibo Italia Spa non tenendo conto di niente e di nessuno, mette in mezzo alla strada uno dei suoi dipendenti più deboli e bisognosi.

La cosa si deve sapere – spiega il sindacato – perché sono passate due settimane da questo evento durante le quali abbiamo cercato di ricondurre la direzione di Bibo Italia alla ragionevolezza e a riconsiderare questa decisione che sicuramente non fa onore a chi l’ha presa. Il paradosso assumerebbe una razionalità solo nella visione in cui il motivo del licenziamento fosse quello di provocare una situazione di conflitto nello stabilimento per dare poi all’azienda il pretesto per fare altro ….. Tuttavia, prima di avviare gli opportuni percorsi legali in difesa non solo del lavoratore interessato ma del futuro e della dignità di tutti gli altri dipendenti, auspichiamo un saggio ripensamento che porti l’azienda a rivedere la sua posizione a partire dal ritiro del licenziamento.

I lavoratori per favorire questa possibilità hanno deciso una prima manifestazione di preoccupazione e contrarietà a questi metodi decisionali, che per il momento si limiterà a tre ore di sciopero di cui i primi novanta minuti si svolgeranno nella giornata di venerdì 22“.

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