Messe con i fedeli, successo delle prenotazioni on line
In tre giorni più di 5 mila adesioni
Ma troppe chiese restano chiuse alle celebrazioni, anche nel centro di Reggio

22/5/2020 – In sole 72 ore dall’apertura del sistema di prenotazioni delle Messe in provincia di Reggio Emilia, sono affluite non meno di 5 mila adesioni attraverso il sito www.iovadoamessa.it approntato dalla Diocesi di Reggio Emilia per oltre 100 Messe programmate sabato 23 e domenica 24 maggio, con posti per circa 12 mila fedeli. La Diocesi, in una nota, parla di “risposta inaspettata da parte dei fedeli” grazie “all’impegno straordinario dei parroci”.

“La scelta della Chiesa reggiano-guastallese di attivare un sistema di prenotazione al fine di evitare assembramenti e garantire una ripresa della celebrazioni in sicurezza, ha incontrato un alto gradimento nei fedeli. Fin dalle prime ore di lunedì 18 maggio il contatore dei fedeli e delle prenotazioni ha iniziato a crescere. Già lunedì sera alcune celebrazioni avevano esaurito i posti a disposizione e mercoledì serra oltre il 40 % dei posti risultava occupato“. E ciò nonostante legittime perplessità sul rispetto della privacy: c’è chi teme che il sistema di prenotazioni obbligatorio diventi col tempo una sorta di “schedatura”: già oggi si sta formando un archivio di dati sensibili, che dovrà essere gestito comunque nel rispetto della legge edella riservatezza.

La home page del sito iovadoamessa.it

Le apprensioni della vigilia “si sono dimostrate infondate”: oltre il 95% delle prenotazioni sono avvenute autonomamente da parte dei fedeli: si sono iscritti online come utenti del sito www.iovadoamessa.it e hanno prenotato i posti desiderati; soltanto il 5% dei fedeli ha richiesto l’aiuto del call center diocesano.

La prenotazione online è possibile H24 e chiude 2 ore prima dell’inizio della celebrazione. Il call center, che risponde ai numeri 347.7806746 oppure 347.3795237, è attivo dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 12 il sabato mattina.

“La Diocesi deve profonda gratitudine ai parroci – questo il commento del Vicario generale, monsignor Alberto Nicelli – per avere dimostrato una paziente collaborazione con gli Uffici di Curia e una grande carità nei confronti dei propri parrocchiani: attuare tutte le norme prescritte per la ‘fase due’ ha comportato e comporta un impegno rilevante. Sperimentare tale sistema di prenotazione, grazie alla collaborazione di una società specializzata nella sicurezza, è importante perché il livello raggiunto applicando questo protocollo ci metterà al riparo nel caso di un eventuale, malaugurato ritorno dell’epidemia. Vogliamo evitare di dover sospendere in futuro la celebrazione della Messa in presenza di fedeli. Queste settimane ci permetteranno di verificare la nostra capacità di garantire un alto livello di sicurezza anche con l’epidemia ancora in corso”.

Ma se settimane e settimane di Messe chiuse alla partecipazione fisica dei fedeli, e possibile attraversola rete virtuale (un fatto senza precedenti), hanno risvegliato la fede di tante persone, è un fatto fatto che ancora troppe chiese restano chiuse. O meglio, aperte per preghiera personale, ma senza la possibilità di partecipare alla Messa.

Quella di Reggio Emilia è una riapertura a metà: nel centro storico del capoluogo restano chiuse la Basilica di San Prospero (il tempio delle radici reggiane), Santa Teresa, Santo Stefano e San Nicolò, il gioiello barocco attiguo alla chiesa di San Francesco, anch’essa chiusa su disposizione del vescovo alla celebrazione delle Messe.

Le motivazioni di una scelta così dolorosa, e che ha sconcertato non pochi fedeli, vengono indicate nelle difficoltà a organizzare l’afflusso secondo le regole previste (prenotazioni, posti assegnati, assistenti sul posto, gel sanificante al posto dell’acqua santa). Non si sa neppure se e quando queste chiese saranno riaperte alle assemblee eucaristiche.

“Mentre papa Francesco incita i preti a essere vicini al popolo di Dio, qui le chiese vengono chiuse – nota con una punta d’amarezza Don Franco Ranza, sacerdote dell’unità pastorale che riunisce le chiese di San Giacomo, San Pietro, San Francesco e San Nicolò – Per questo ho appena scritto una lettera nostro vescovo Camisasca perchè sia permessa la celebrzione delle messe almeno in San Nicolò, naturalmente nel rispetto di tutte le prescrizioni”. Intanto Don Ranza ha mandato una lettera al Cancelliere della Curia, chiedendo che sia rivista l’accettazione delle dimissioni da parroco, offerte a suo tempo.

san prospero santa teresa, san nicolò e santo stefano. sospese per la messa, mentre il prapa invitto he ipreti col popolo di Dio le chiese vengono chiuso. Possono rimanere apete ma non per la celebrazione della messa. non si sa per quanto tempo. aperto centro storico san maurizio ilduomo san pietro, e sant’agostino. san francesco chiusa. don Ronza san nicolò,rimane aperto non per le messe per preghiera personale e adorione e confessione.

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