Lo sconvolgente messaggio di quella conversione all’Islam

DI PAOLO COMASTRI

Silvia Romano saluta dalla finestgra della sua casa di Roma

12/5/2020 – E così la giovin pulzella è partita cristiana con il nome di Silvia ed è tornata, al prezzo, pare, di quasi 5 milioni di Euro, convertita all’Islam e di nome Aisha.

Rallegriamoci per la sua liberazione dopo 18 mesi dal suo rapimento in Kenia, ma, davvero, qualcosa ci sfugge. E ci inquieta non poco; anzi ci atterisce letteralmente la “ lettura “ di questa “libera” conversione.

Di più, ci sconvolge il messaggio insito nella notizia che la ragazza sia pure in attesa di un figlio….

Ora, tralasciando dissertazioni scientifiche sulla cosiddetta sindrome di Stoccolma, non ne possediamo le conoscenze per poterle affrontare con cognizione di causa, ci pare tuttavia di un’evidenza agghiacciante cosa ci “dice” tutto ciò: l’Islam, peraltro nella sua veste più crudele, violenta, feroce e spietate, quella degli Shabaab, gruppo terroristico jihadista sunnita di matrice islamista attivo dal 2006 in Somalia, vera e propria cellula di Al Qaida nel Corno d’Africa, ci dà notizia che ci conquisterà, ci renderà suoi schiavi, ci obbligherà alla conversione, cancellerà la fede cristiana.

Lo fa rispedendoci indietro una giovane cooperante partita per l’Africa, cristiana e occidentale, nei costumi, nel modo di pensare, nell’approccio alla quotidianità della vita e ritornata, o per meglio dire, rispeditaci, con il cervello soggiogato all’Islam e il corpo violentato da questi infedeli.

Terrificante, orrendo e spaventoso.

Il 12 settembre del 2006, Benedetto XVI tenne una lezione all’università tedesca di Regensburg (Ratisbona); il tema era sul diritto delle singole coscienze di aderire o non aderire liberamente a una fede.

Il Papa osservò che Maometto, dopo avere in gioventù ammesso la facoltà di scelta, una volta raggiunto il potere, impugnò la spada per convertire il prossimo.

Ma non si fermò lì, Ratzinger; perfettamente cosciente del peso delle sue parole, spiegò dove stava l’errore, e propose un «dialogo sincero» per estirpare questa radice di violenza, presente anche in una certa visione del Dio cristiano e nell’ideologia atea, usando la ragione e vedendola come riflesso dell’Onnipotente.

Scoppiò il finimondo tanto che, per qualcuno, in queste sue parole andrebbero ricercate le motivazioni del successivo e clamoroso suo abbandono del Soglio di Pietro.

Se tutte le anime belle che allora criticarono ferocemente papa Benedetto XVI per quel suo famoso discorso facessero, ammesso e non concesso che ne siano capaci, un serio e profondo esame di coscienza e ammettessero che si sbagliavano, sarebbe già un utile primo passo per affrontare la minaccia che è davanti agli occhi di tutto il mondo e che Silvia Romano, ritornata vestita come una donna somala, con le mani protese quasi a proteggere il suo ventre e con pubblica dichiarazione di libera e volontaria abiura della fede cristiana, ci ha letteralmente sbattuto in faccia.

Paolo Comastri

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3 risposte a Lo sconvolgente messaggio di quella conversione all’Islam

  1. luigi Rispondi

    13/05/2020 alle 17:36

    Sig. Comastri purtroppo è un fenomeno che ha colpito tutte le religioni monoteiste occidentali. Com’era per il cattolicesimo nel Medio Evo e forse fino alla fine del 1700 ? Com’era per i missionari dei conquistadores nelle Americhe nei confronti delle popolazioni locali ?
    E’ gravissimo.Va colpito.Ma con onestà intellettuale occorrerebbe anche chiaramente e pubblicamente recitare il mea culpa, così forse permetterebbe di aiutare l’Islam o quei gruppi di fanatici islamici che hanno molte similitudini coi nostri coadiutori dei conquistadores o di casa nostra di periodi passati.

  2. Dea Madre Rispondi

    14/05/2020 alle 11:16

    Tutte le religioni sono molto peggio dell’oppio per i popoli; io direi piuttosto un acido dei più dannosi. Basta vedere la Storia. Basta vedere i patrimoni mobiliari e immobiliari alle spalle delle vari ‘credi’.

    Inconcepibile inoltre- per la sottoscritta – che le donne si immolino sugli altari dei vari maschilisti e che si coprano il corpo.
    Il corpo femminile è sacro. Non si tocca.
    Questo è il vero fallimento del ‘femminile’ nella storia, che deve ancora avere un reale spazio nel mondo.
    Poche balle..poche prediche e pochi ideologismi patetici che nascondono solo interessi politici ma soprattutto economici.

  3. Marcello Freddi Rispondi

    21/05/2020 alle 13:48

    Un articolo desolante a cornice di polemiche schifose sollevate con la liberazione di una giovane donna.Il solito concetto di noi e di loro, del “vero” Dio da una parte e tutti gli altri dall’altra. Il concetto che “loro” hanno “vinto” perché hanno una conversione im più è mortificante.Il medioevo è finito, sig.Comastri, le Crociate anche, se ne faccia una ragione. E il solito accenno ai milioni spesi come a dare il giusto prezzo a un essere umano a seconda della sua fede: 5 miloni per liberare una cristiana andavano bene ma per liberare i mussulmana no? Che pena, che desolazione.

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