L’emergenza Covid e i suoi pasticci
“In farmacia mascherine cinesi con ideogrammi, senza marchio CE nè istruzioni in italiano”

DI MILES BARBIERI

Caro direttore,

ormai tutti sappiamo che le mascherine chirurgiche,  le stesse che ci vengono vendute nelle nostre farmacie, sono utilizzate in ambito medico e servono per proteggere l’ammalato ed il personale medico dal reciproco contagio, dato che sono a stretto contatto e si possono trasmette piccole parti di saliva o altri liquidi corporali. Nel nostro caso servono, appunto, per proteggerci a vicenda.

Questa mattina abbiamo acquistato in farmacia un pacchetto da 10 pezzi di mascherine chirurgiche di produzione cinese, infatti in tutta la confezione compaiono solo i loro ideogrammi;  abbiamo, è vero,  molti cinesi anche a Reggio ma mi sembra un tantino scorretto dover chiedere a qualcuno di loro se gentilmente ci traducono quanto è scritto sulla confezione!

 Forse ci sarà anche scritto come mai non viene riportato il marchio CE ( da non confondere con China Export) che dovrebbe essere obbligatorio, in questo tipo di mascherina, essendo un dispositivo medico che funge da barriera meccanica.

Ora, da un lato ci dicono che le mascherine devono avere la marcatura CE, altrimenti non è garantita la loro efficacia e il loro costo non è detraibile; dall’altro lato, le farmacie ci dicono che non ci sono mascherine con marcatura CE disponibili sul mercato.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: le mascherine che abbiamo acquistato e usato finora cosa sono? Dei Placebo?

Sono a conoscenza che esiste una disciplina in deroga sulle mascherine, ma allegare un foglietto di istruzioni, in italiano, credo sia opportuno, utile e soprattutto corretto.  

Miles Barbieri

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