La Regione conferma: lunedì 18 riaprono negozi, bar, ristoranti, mercati, parrucchieri, estetiste. E anche le spiagge
“Ma i protocolli per la sicurezza?”

2/5/2020 – “La nostra stella polare è garantire la salute delle persone. Ma sappiamo che una comunità non può bloccare a lungo la propria economia, senza rischiare gravi ripercussioni anche sul piano sociale. Per questo guardiamo con fiducia alle riaperture di molte attività economiche ora sospese a causa dell’emergenza covid-19. E stiamo lavorando affinchè tutto questo avvenga nelle condizioni di massima sicurezza per tutti”

E’ il commento di Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo, Commercio e Trasporti dell’ Emilia-Romagna, alla decisione del governo di consentire una ripartenza differenziata delle attività economiche sulla base dell’andamento del contagio e dei dati epidemiologici nelle diverse regioni italiane.

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, questo vuol dire riapertura, da lunedì 18 maggio, di negozi, bar, ristoranti, mercati, parrucchieri, estetisti, tatuatori, spiagge, sempre rispettando norme di sicurezza.

“Siamo al lavoro da giorni con i tecnici, con i sanitari, con le associazioni di categoria, per garantire la riapertura di diverse attività ancora sospese. In primo piano l’esigenza di garantire la sicurezza dei lavoratori e dei clienti, come dicevo, ma anche la consapevolezza di voler rimettere in moto -presto e bene- una macchina che garantisce una percentuale significativa della ricchezza dell’Emilia-Romagna”.

In questi giorni concluderanno i lavori tavoli tecnici chiamati a definire i protocolli di sicurezza per il riavvio delle diverse attività ora sospese, nel rispetto delle linee guida nazionali.

“Credo che ancora una volta l’Emilia-Romagna- aggiunge Corsini- con le proprie Istituzioni e le proprie rappresentanze economiche e sindacali, si sia fatta trovare pronta per affrontare la più grave crisi che dal dopoguerra ha colpito queste Paese. Attrezzandosi per ripartire, con determinazione, coraggio e rispettando le regole, perché non possiamo assolutamente permetterci che i contagi ripartano”.

LAPAM: “UNA BUONA NOTIZIA: MA DOVE SONO I PROTOCOLLI DI SICUREZZA”

“La riapertura ormai imminente di bar e ristoranti è sicuramente una buona notizia. Per gli operatori, che torneranno finalmente a lavorare dopo il lungo lockdown, ma anche per i cittadini perché questa riapertura (annunciata per lunedì 18 maggio, se tutto andrà come sembra) è segno di una situazione che anche sotto il profilo sanitario sta tornando verso la normalità. Ma, proprio per salvaguardare la sicurezza di cittadini e operatori, sarà necessario adottare protocolli rigidi e molto specifici. Il problema è che, a meno di una settimana dalla riapertura, questi protocolli non ci sono…”.

Daniele Casolari, segretario Licom-Confartigianato Lapam interviene sulla riapertura dei pubblici esercizi e mette in luce un aspetto importante ma ancora non chiarito: “E’ assolutamente necessario avere risposte in tempi brevi da parte del Governo e dalla  Regione e questo non vale soltanto per bar e ristoranti, ma anche per gli alberghi e le strutture ricettive. I tempi necessari per mettersi in regola (ad esempio per le sanificazioni, per l’acquisto di eventuali strutture separatorie in plexiglass e per tutte le altre necessità che si dovessero creare) richiedono una programmazione e tempo.

Strutture che sono chiuse da oltre due mesi hanno bisogno di riaprire e di lavorare, ma hanno bisogno di farlo in piena sicurezza. Non dimentichiamo – osserva Casolari – che le norme sono necessarie, ma che è necessario anche che chi è deputato a farle rispettare lo faccia in maniera assennata. Purtroppo ci arrivano segnalazioni non positive in questo senso. I protocolli sono determinanti, come associazione chiediamo ai nostri associati di attenersi alle regole, ma occorre che il principio ispiratore delle norme sia far vivere le imprese. Lunedì 18 è vicino – conclude il segretario Licom – alle istituzioni chiediamo risposte chiare e tempestive”.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    14/05/2020 alle 13:43

    La riapertura del 18 consentira’ alle attivita’ commerciali di poter finalmente tornare al lavoro. Cio’ e’ determinante per concludere la filiera. Se un produttore di creme per bellezza, di Parigi, produce da sempre secondo i canoni standard coi protocolli corona virus, e’ chiaro che loro le creme le vogliono vendere spalmandole nei paesi dove hanno mercato. percio’ ben venga la riapertura. Ma mi chiedo: le associazioni di categoria, non fanno altro che riunirsi con i rappresentatnti di governo: Mi pare strano che ci sia tutta questa agitazione . Ma come mai ”””’ ??????????? perche’ comunicare tanto allarmismo ?

    Per quanto riguarda la politica dei prezzi, la politica degli incentivi e del credito d’acconto abbuonato, ben venga se lo stato e’ per i cittadini. I cottadini/intraprenditori, sono quelli che mandano avanti la nazione. Percio’ le associazioni di categoria che facciano bene il proprio lavoro. Io penso che così si potra’ veramente sviluppare un’economia molto migliore che quella che abbiamo avuto prima, nonostante i 50 milioni di morti di corona nel mondo. purtroppo, e’ stata un’ecatombe, e per questo, nonostante l’incuria sanitaria italiana e di altri paesi, forse ne usciremo fuori, ma lameno, con il nuovo piano Marshall, europeo, potremo avere un notevole sviluppo, ma solo se la comunicazione non metta bastoni alle nostre ruote, non ci metta il bastone tra le ruote.

    Indi, direi che si possa procedere. Sicuramente in italia, tra Vaticano, pariti, ior, si spera che tutto proceda. che tutto fili liscio. ricordo che ci vuole un controllo, e non e’ pensabile che lo stato italiano si divida in una fetta per controllare i propri intrighi. i sindacati con Landini e altri dovrebbero salvaguardare……. Buona serata.. Fausto Poli

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