Iren: la superpaga di Re Bianco, i regali ai politici Pd e 2,7 mld di debiti


5/5/2020 – Il bilancio di Iren approvato nei giorni scorsi torna nel mirino dei piccoli azionisti reggiani della multiutility. All’indice finiscono non solo il compenso di 440.000 euro incassato nel 2019 dall’amministratore delegato Massimiliano Bianco (contro il limite di 350.000 fissato dai soci pubblici nel 2016), e gli aumenti per il 2020 approvati senza battere ciglio dai sindaci soci, ma gli stessi risultati economici, giudicati “tutt’altro che entusiasmanti”.

A proposiuto di emolumenti, conti aziendali e risultati, tonano alla carica Francesco Fantuzzi, Mario Guidetti e Fabio Zani.

“A fronte di un fatturato aumentato solo del 5,8%, i margini lordi e netti si sono contratti: l’Ebitda si e’ ridotto del 5,1%, l’Ebit ha perso il 14,8% e l’utile netto e’ diminuito del 2,3%”. Inoltre, “ed e’ il dato piu’ preoccupante, la posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2019 ha superato i 2,7 miliardi di euro, in aumento di circa 253 milioni di euro rispetto al 2018, ma nessuno curiosamente, lo ha evidenziato. Cosi’ come nessuno ha notato che il Comune di Torino e’ ancora debitore di 225 milioni”. 

Francesco Fantuzzi

Peccato quindi, aggiungono i piccoli azionisti, “che gli obiettivi sui quali si determinano i compensi del management siano, come denunciamo da anni, legati ai parametri di redditivita’ e troppo poco a quelli relativi, appunto, all’indebitamento complessivo e al consolidamento patrimoniale del gruppo, ancora insufficiente”.

Concludono Fantuzzi, Guidetti e Zani: “Un amministratore delegato resta pochi anni, un socio molti di più. Peccato un simile gesto proprio ora, in piena emergenza coronavirus e con tante persone che hanno perso il lavoro. Peccato che, quasi sei anni fa, l‘ex Ad De Sanctis abbia percepito 900 mila euro di buonuscita per soli 18 mesi di lavoro.
Chissà se, allo scadere del mandato triennale, ci ritroveremo a discutere ancora di questo. Ma, ancora una volta, sarà troppo tardi”.

Nel frattempo la Lega, con il consigliere regionale Matteo Rancan, invita a “fare luce” sull’acquisto di biglietti per le partite della Juventus (un pacchetto di sei biglietti era costato la bazzeccola di 47 mila euro) donati da Iren tra 2015 e 2017 ad alcuni amministratori è pubblici emiliani, quasi tutti Pd: il deputato Andrea Rossi (all’epoca sottosegretario del governatore Bonaccini) l’attuale capo di gabinetto della presidenza regionale Giammaria Manghi (peraltro juventino sfegatato) e lo stesso presidente della Regione Stefano Bonaccini. Il quale naturalmente si guarda bene dal dire qualcosa in merito, come se non fosse tenuto a chiarire se da amministratore pubblico è vero che si è goduto a sbafo delle partite pagate da Iren a peso d’oro, con cena e parcheggio compresi, e se per un malaugurato caso non siano state chieste amichevoli cortesie. “Un regalo pagato con le bollette dei cittadini”, sottolinea Rancan.

Ieri – come anticipato da Reggio Report – in Consiglio comunale a Reggio Emilia, rispondendo a una interrogazione della consigliera di Alleanza Civica Cinzia Rubertelli, il sindaco di Reggio Luca Vecchi ha precisato che questa attività di rappresentanza è stata abolita. Per la cronaca, l’operazione era stata segnalata alla Consob dall’ex vicepresidente del gruppo Ettore Rocchi, poi messo alla porta. A realizzare questa e altre regalie era stato l’ex sindaco Pd di Quattro Castella Cesare Beggi – messo in Iren proprio con l’incarico di maneggiare con i sindaci soci (altri le chiamano (“relazioni istituzionali”) – naturalmente con il placet dell’a.d. oggi regnante Massimiliano Bianco.

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4 risposte a Iren: la superpaga di Re Bianco, i regali ai politici Pd e 2,7 mld di debiti

  1. Corradina Rispondi

    05/05/2020 alle 18:44

    W Ettore!

  2. Orkocan Rispondi

    06/05/2020 alle 08:55

    Sempre sul pezzo e battagliero Fantuzzi a cui va il plauso per la perseveranza. A parte lui quasi inesistenti le voci contro questo mostro pigliatutto chiamato multiutility iren, capace di far crescere gli utili grazie all’inventiva di manager, naturalmente sempre e solo a spese dell’utenza-gregge, silente e abulica d far fastidio.
    Nemmeno di fronte all’evidente ed abnorme peso degli “oneri di sistema” presenti in bolletta, la gente riesce a protestare abituata com’è a prendere per buona e lecita qualsiasi decisione venga presa da questo pericoloso monopolio, anche in casi come questo da bollare come minimo con l’aggettivo immorale.
    Qualche alzata di spalle e via a farsi mungere rassegnati.
    Chiediamoci piuttosto quanto sia opportuno e razionale, giusto creare appositi uffici “per le relazioni fra gli enti” (a che cosa serve una siffatta struttura?) come quello cucito addosso a beggi, per poi scoprire che sono serviti anche per regalie all’apparato. Dormite pure cittadini, almeno finché vi dovrete togliere il pane per pagare sponsorizzazioni e omaggi ai soliti.

  3. Robespierre Rispondi

    06/05/2020 alle 16:52

    E quei piddini al governo di Iren sarebbero gli eredi di Togliatti e di Berlinguer? Vergogna, vergogna vergogna, una manica di papponi siete, che andate a vedere le partite a sbafo alla faccia della gente. Prima o poi vi presenteremo un conto salato, prima o poi riusciremo a tirarvi un calcio nel culo da mandarvi in orbita.

    SPERIAMO CHE LA GUARDIA DI FINANZA E LA MAGISTRATURA INTERVENGANO, È ORA DI FINIRLA

  4. Roberto Rispondi

    06/09/2020 alle 13:02

    La magistratura interviene ? Gli amici di Palamara? Mica sono amministratori di cdx….

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