I misteri di Bologna e l’enigma della Primula nera
un poliziotto, una “soffiata” e quello strano articolo
Così Paolo Bellini entrò nelle indagini sulla strage

DI GIAN PAOLO PELIZZARO E GABRIELE PARADISI*
Il mistero di Paolo Bellini nel contesto della strage di Bologna inizia con uno strano articolo pubblicato dalla Nuova Gazzetta di Reggio venerdì 12 marzo 1982 dal titolo “Bellini era a Bologn a il giorno della strage”. Il pezzo senza firma (quindi attribuito al direttore) con richiamo in prima pagina, si stendeva a pagina 7 della Cronaca di Reggio con questo titolo: “A 200 metri dalla stazione la stanza di Bellini a Bologna”.
In questo modo il killer reggiano, da una ventina d’anni sotto protezione come testimone e collaboratore di giustizia, entrò clamorosamente nelle indagini sulla bomba esplosa il 2 agosto nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale di Bologna .
L’autore della soffiata al giornalista – come scoprì il pm Giancarlo Tarquini – fu il maresciallo della Squadra Mobile di Reggio Emilia Rolando Balugani. Oggi Bellini viene nuovamente indicato dalla Procura Generale di Bologna come uno degli autori materiali della strage.
In questo nuovo articolo (prima parte) raccontiamo fatti, personaggi e retroscena di quei giorni, sempre basandoci sui documenti processuali. E spieghiamo come arrivò Bologna il filmino girato quel terribile 2 agosto alla stazione, in cui si vede anche un giovane somigliante a Paolo Bellini.