Espropriati e deportati?
“Via Paradisi chiede aiuto: saremo sempre a fianco dei residenti”

DI FABRIZIO AGUZZOLI*

Fabrizio Aguzzoli

30/5/2020 – In un toccante video di denuncia, i residenti definiscono l’iniziativa immobiliare del Comune di REggio Emilia che ha per oggetto tre condomini di via Paradisi, un progetto di “sostituzione umana“.

Parole forti, chiare e condivisibili di chi, disperatamente, chiede aiuto, un cenno di conforto, una speranza per evitare che questa iniziativa si traduca in un loro inutile e ingiusto trasferimento forzato tramite esproprio.

Si sappia fin da ora che i cittadini possono contare sui consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle a fronte di questa ennesima sorda ostinazione del Sindaco, della Giunta e dei politici del centro sinistra di proseguire in un progetto molto costoso (17 milioni di euro) quanto errato nei contenuti poiché, ancora una volta, dà priorità all’urbanistica, ai mattoni, anziché alle persone e alla condivisione democratica.

Già in commissione consigliare ho avuto modo di esporre le mie critiche all’idea di impegnare una cifra così ingente per ristrutturare gli edifici corrispondenti ai numeri civici 6, 8 e 10 di via Paradisi, sottraendoli con l’esproprio anche a chi, eroicamente in questi anni ha resistito al degrado, ammodernato le abitazioni, rispettato le regole e seguito le indicazioni della stessa Amministrazione comunale mantenendosi in pari con il pagamento delle utenze.

Ed ora, all’improvviso, tutto ciò è dimenticato e cancellato dal Comune di Reggio Emilia che sceglie con pervicacia di perseguire la “soluzione immobiliare”.

A poco è valso far notare a chi ci amministra

  •        Che, in questo modo, si puniscono e sradicano residenti che hanno agito bene i quali, con gli indennizzi che eventualmente percepiranno, oltre a non rientrare delle spese sostenute nel recente passato, non riusciranno ad acquistare abitazioni di pari dimensioni in altre zone delle città vicine al centro storico e che, quasi sicuramente, ci saranno strascichi giudiziari.
  •       Che non basta ristrutturare tre palazzine per risolvere i problemi del quartiere che sono prioritariamente di tipo sociale prima ancora che urbanistico.
  •          Che non si capisce dove il Comune – che ha appena dichiarato di avere un buco di di 10-13 milioni di Euro e ha approvato, a colpi di maggioranza, nonostante il parere contrario di un revisore, un bilancio previsionale irrealistico che non tiene minimamente conto degli effetti recessivi del Coronavirus – reperirà i fondi necessari

  •         Che, alla luce dell’attuale crisi economica, le priorità sono ben altre e che il progetto, oltre ad essere vecchio, costoso e, a dir poco, perfettibile, sottrarrà inevitabilmente, in questo momento di contrazione delle entrate, risorse ad altre priorità vedi ad esempio interventi sulla spesa sociale, sulla viabilità e sulle scuole

Ben sappiamo che ai problemi della zona Stazione occorre rispondere in modo corale e coordinato, agendo su più fattori contemporaneamente: dalla integrazione delle diversità culturali, alla accoglienza delle fragilità mai disgiunta però dalla pretesa del rispetto delle regole; dalla positiva gestione degli spazi pubblici, alla promozione della partecipazione dei residenti, dei commercianti e artigiani, chi in zona lavora e, financo, delle migliaia di cittadini che ogni giorno attraversano il quartiere.

Il Sindaco in campagna elettorale si era più volte impegnato ad ascoltare e dialogare.

Bene, lo dimostri confrontandosi con i residenti in commissione consigliare, iniziando con loro un percorso partecipato di verifica dei contenuti e delle tutele.

Io come Consigliere Comunale sento questa necessità, ma vi sia la disponibilità vera del Comune a rivedere il progetto perché sentire l’Assessore dichiarare che l’esproprio rimane l’ultima soluzione equivale di fatto a ribadire che se comunque non ti adegui (cioè vai altrove) ti espropriamo.

*Consigliere comunale 5 Stelle Reggio Emilia

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5 risposte a Espropriati e deportati?
“Via Paradisi chiede aiuto: saremo sempre a fianco dei residenti”

  1. Maria Rispondi

    31/05/2020 alle 11:10

    Grazie al movimento 5* che prende a cuore le sorti delle persone. So cosa significa perdere la propria casa e non poter fare nulla per opporsi a chi urlando dice che sarà tutto indolore.

  2. Marta Rispondi

    31/05/2020 alle 11:26

    Ho visto la cattiva amministrazione chiamare alle riunioni solo chi era poco interessati al miglioramento della zona. Nessuno dei residenti è stato coinvolto. Eppure i comitati ci sono e sono formati dai residenti. Ho visto, invece, incontri fatti per autocompiacersi, per inventarsi il controllo di quartiere stazione con chi non ci abita. Come si fa a discutere di una questione se i diretti interessati non hanno voce? Perché ascoltare chi si trova lì di passaggio e non chi vi abita da anni? Perché fare un punto di polizia e di polizia municiale e tenere chiuse le porte? Perché rispondere che le denunce anche ad ignoti devono essere provate altrimenti possono esserci ritorsioni? Perché anche in periodo di lockdown lo spaccio continuava sotto le telecamere? Perché la legge non è uguale per tutti? Perché?

  3. Stella Borghi Rispondi

    31/05/2020 alle 11:36

    Il comune di Reggio Emilia si è cinesizzato?

  4. Alfonso Rossi Rispondi

    31/05/2020 alle 15:02

    So bene cosa vuole dire essere aggrediti dalla amministrazione di Reggio: l’ho provato di persona e, sinceramente, mai avrei pensato di poter essere trattato così. Spero che nessun altro debba patire la mia sorte. A RE la proprietà privata è calpestata senza alcuna remora. Sono indignato dai progetti comunali riguardo a via Paradisi. Spero altresì che la vergogna dell’esproprio di via IV novembre venga stigmatizzata nel modo più largo e fermo possibile.

  5. maresa Rispondi

    01/06/2020 alle 16:26

    Un comportamento inaccettabile quello del comune. Speravamo nell intervento dei partiti d ‘opposizione ma ormai…tutti pensano alle ferie. E forse per questo certi personaggi si muoveranno proprio ora.
    Una sconfitta per la democrazia e per il buonsenso.

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