Credito alle imprese, Reggio la peggiore
Solo il 12% riceve i soldi del Decreto liquidità

Reggio Emilia condivide con Modena il primato negativo di provincia dell’Emilia Romagna con le maggiori difficoltà ad accedere al credito teoricamente assicurato dal cosiddetto ‘Decreto Liquidità’ del governo Pd-5 Stelle guidato dal premier Conte. Un primato molto negativo se si considera che in Emilia-Romagna quasi 9 imprese su 10 non hanno ancora ricevuto il finanziamento fino 25 mila euro.

Il dato è dell’ufficio studi Lapam Confartigianato che ha realizzato interviste ai responsabili degli Uffici Credito delle organizzazioni confederate del territorio regionale. E’ – sottolinea Lapam – c’è un altro numero piuttosto preoccupante: il 7% rinuncia delle imprese rinuncisa a questo denaro per la complessità della burocrazia.

Reggio Emilia, dunque, è la provincia meno virtuosa: gli istituti di credito impiegano mediamente 30 giorni per erogare un prestito, ma da noi come a Modena “questi giorni diventano 45, il numero più alto in regione nettamente peggiore di realtà come Ferrara (13 giorni, meno di due settimane), Ravenna e Rimini (a quota 16). Neppure Bologna se la passa bene con 42 giorni per ottenere questo tipo di finanziamento”.

“Il ‘decreto liquidità’, se le banche non rispondono, fa acqua – commenta  Carlo Alberto Rossi, segretario Lapam Confartigianato -. La liquidità delle imprese e la loro capacità di fare investimenti per la ripartenza sono fondamentali. Per questo motivo è preoccupante che anche a fronte di una garanzia che proviene dallo Stato, le banche continuino a giocare di sponda, trincerandosi dietro un merito creditizio che ora non può essere l’unico metro di valutazione. Accanto a ciò, e come conseguenza, è davvero ora di dare un taglio alle lentezze della burocrazia. Così non si può più andare avanti”.

Per quanto concerne le richieste di finanziamenti fino a 25 mila euro da parte di imprese che si sono rivolte agli Uffici Credito delle organizzazioni confederate Confartigianato Lapam, si ha a disposizione un ampio campione di circa 2.700 imprese a livello regionale. Di queste in media l’80% ha effettivamente inoltrato la domanda per l’accesso al credito. Ma delle domande presentate – denuncia l’ufficio studi Lapam – a oggi solo il 12% è stato erogato dagli istituti di credito.

Il premier Conte e il ministro Gualtieri

Tra queste imprese” è stato osservato che circa il 7% rinuncia a portare a termine la pratica per via delle difficoltà incontrate. È infatti mediamente difficile recuperare la modulistica appropriata per questa tipologia di prestito. Anche qui si distinguono le imprese di Reggio Emilia che, ancora al pari di quelle modenesi, segnalano la difficoltà più elevata in regione”.

Ciò che manca, in questa indagine, è la classifica delle banche che oppongono le difficoltà maggiore all’erogazione di prestiti che, ripetiamo, hanno la garanzia dello Stato. Si può solo notare che nel reggiano gli istituti di credito principali sono Unicredit, Bper (Popolare Emilia-Romagna) e Credem (Credito Emiliano).

“Si tratta di dati eloquenti: in Emilia Romagna quasi 9 imprese su 10 non hanno ancora ricevuto il finanziamento fino a 25 mila euro previsto dal Decreto Liquidità”. Questo dimostra che se le banche non rispondono il Decreto Liquidità fa acqua” commenta il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, vice presidente della Commissione regionale Bilancio.

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