C’eravamo tanto amati?
Le relazioni famigliari ai tempi della pandemia

DI SABRINA ROCCATAGLIATI*

Sabrina Roccatagliati

23/5/2020 – La convivenza forzata a causa della quarantena ha portato alla luce fatti insospettabili che forse non si sarebbero mai rivelati, il cellulare del compagno che squilla ripetutamente con un numero sconosciuto, messaggi nella notte, computer aperti con foto di profili sospetti, la presenza costante di un partner sempre evasivo e menzognero, che hanno portato a chiederci: “chi è realmente la persona con cui vivo?”.

La sofferenza purtroppo, molte volte può essere associata alla violenza, come chi quotidianamente è vittima di vessazioni fisiche e verbali, senza dire una parola. È vittima di sofferenza anche chi, malgrado i provvedimenti già pronunciati dall’Autorità Giudiziaria non vede i propri figli, oppure non riceve regolarmente il pagamento per il loro mantenimento. Occorre dire basta a questo tempo di sofferenze.

È duro, difficile, ma deve farlo chi per la prima volta ha aperto gli occhi e si è accorto di non riuscire più a sopportare un vivere famigliare che porta solo sofferenza e solitudine. A chi si è accorto dei tradimenti del compagno (o della compagna) dell’amore finito, dell’impossibilità di comunicare e ritrovare con l’altro, una comunanza di vita quotidiana, occorre ricordare che la separazione è una scelta e la felicità è un diritto.

La legge Italiana trova soluzioni ai problemi concernenti questa delicata materia, dando voce al diritto del singolo. In questi ultimi mesi occorre dare risposte concrete, a tutte quelle persone che ci contattano, in rapporto alla corretta interpretazione dei vari DPCM, la nostra risposta non è mai stata così immediata, come oggi, ai tempi della pandemia, poiché di fatto, i profili economici e sociali sono profondamente mutati.

Numerose sono state anche le domande inviateci dalle coppie non formalizzate a livello giuridico, ovvero quei legami amorosi che sussistono tra persone non conviventi, perché appena nate o perché costrette a lavorare in comuni o regioni differenti, che hanno sofferto o ancora soffrono per la lontananza, poi rientrate nella definizione di “Congiunti”.

Il Covid19 tuttavia influisce anche positivamente sulle relazioni famigliari: sicuramente, molte persone si sono forse ritrovate, perché spesso è proprio la mancanza di comunicazione e di tempo, che porta alla rottura di un rapporto.

Noi avvocati civilisti che ci occupiamo di diritto di famiglia, compiamo sempre le valutazioni più consone per la difesa dell’assistito, a volte dobbiamo cercare di non peggiorare la situazione, perché ogni caso è diverso dall’altro, come le persone. A volte bisogna calarsi nei panni dello psicologo o del mediatore, anche a discapito del compenso professionale, suggerendo di parlare con il proprio compagno e valutare se c’è ancora Amore.

I problemi generati più frequenti in questo periodo di pandemia, sono quelli correlati alla crisi economica: ad esempio dalla cassa integrazione non ancora erogata, poiché attualmente molti genitori, onerati al pagamento dell’assegno di mantenimento, non sanno proprio come fare, purtroppo c’è addirittura qualcuno che interrompe totalmente la corresponsione dello stesso, senza sapere che in tal modo, compie un reato penale.

Anche in questo momento così difficile, in cui tutto il paese sembra essersi fermato, è importante ricordare a tutti che la Legge Italiana non si ferma, e mai ha avuto stasi nella sua tutela in merito al diritto di visita dei minori, al mantenimento, alle adozioni, alle separazioni, ai divorzi nonché alle misure di protezione per abusi famigliari.

*Avvocato

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4 risposte a C’eravamo tanto amati?
Le relazioni famigliari ai tempi della pandemia

  1. Gastone Gattelli Rispondi

    25/05/2020 alle 09:45

    Bella analisi che condivido pienamente..
    Brava Sabrina

    • Avvocato Sabrina Roccatagliati Rispondi

      25/05/2020 alle 13:20

      Grazie per l’apprezzamento.

  2. Padre Reggiano Rispondi

    25/05/2020 alle 13:18

    E’ una situazione sempre più critica, anche per futuri padri separati, che rischiano di inasprire ulteriormente la situazione degli incontri con i figli, specialmente se non si hanno le possibilità per l’affitto di una nuova casa dignitosa, adatta al distanziamento sociale imposto dal covid19.
    Il giudice dovrà tenere sempre più conto del rischio di nuove povertà, riconoscere come parte debole, eventuale, anche quella del padre: la Giustizia Italiana, si dovrà sempre più adeguare ai cambiamenti in corso nella società, provocati anche dal coronavirus.

    • Avvocato Sabrina Roccatagliati Rispondi

      28/05/2020 alle 16:29

      Sono già anni che lo Studio Legale Roccatagliati segue situazioni molto critiche, che gravano sui padri separati e divorziati. L’emergenza covid19 ha sicuramente peggiorato questo fenomeno della povertà tra la parte maschile delle problematiche di Diritto di Famiglia. Anche le autorità pubbliche, a volte, affrontano con sensibilità questo tema emerso nella società moderna. Siamo già riusciti a convincere i Giudici a tener conto proprio delle nuove debolezze del padre: grazie a sentenze di rottura proprio ottenute anche dallo Studio Legale Roccatagliati, la Giustizia Italiana si sta correttamente adeguando alle evoluzioni provocate anche dalla nuova pandemia.

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