Arrestato in Marocco dopo 15 anni l’assassino di Franca Ganassi violentata e massacrata a Scandiano
Anni di indagini dei carabinieri, raccolto il Dna di 200 persone

13/5/2020 – Dopo quasi 15 anni ha un nome e cognome l’uomo che la sera del 30 dicembre 2005 uccise a Scandiano Franca Silvana Ganassi, che aveva 60 anni, massacrata con una mazza dopo un tentativo di violenza sessuale. Il presunto assassino è un marocchino di 44 anni, Mustapha Boudenzar domiciliato a Casablanca che ora a seguito di rogatoria internazionale chiesta e ottenuta dal sostituto procuratore di Reggio Maria Rita Pantani, è in una cella del carcere della metropoli africana in attesa del processo. Rischia l’ergastolo: è accusato di omicidio volontario premeditato, tentata violenza sessuale e rapina aggravata.

Il cadavere martoriato di Franca Ganassi fu ritrovato la mattina di San Silvestro 2005 riverso sul muretto di un’abitazione che si affaccia su via Mazzini, la strada principale di Scandiano. Dell’assassino nessuna traccia, ma anni di indagini dei Carabinieri, soprattutto il recupero e l’esame del Dna di almeno 200 frequentatori di un centro islamico vicino al luogo del delitto, hanno permesso di arrivare al marocchino, che all’epoca era clandestino a Scandiano.

Franca Ganassi,la vittima

La donna era stata massacrata intorno alle 20 nel parco della Resistenza, con colpi tremendi alla testa inferti senza pietà con un corpo contundente, quasi certamente una mazza, come suffragato anche dall’esame medico legale. La presenza di liquido seminale sugli indumenti era la prova che l’assassino aveva tentato di violentare la sua vittima.

Tuttavia solo anni dopo, dagli accertamenti svolti dal R.I.S. di Parma, il campione di DNA del liquido seminale veniva attribuito a un soggetto nordafricano, a conferma peraltro dall’ipotesi investigativa formulata dai carabinieri sin dall’inizio, convincimento avvalorato dalla circostanza che pochi giorni dopo l’omicidio, il 16 gennaio 2006,, in un terreno lungo via Bosco di Scandiano, veniva ritrovata la borsa della Ganassi. Proprio lì vicino aveva sede all’epoca un locale al pianterreno adibito a luogo di culto islamico.

Mustapha Boudenzar

Prendevano il via così numerosi servizi di osservazione per acquisire acquisire dei campioni biologici dai soggetti identificati in detto luogo. L’attività di campionamento è continuata ininterrottamente fino al maggio dello scorso anno con l’acquisizione di circa 200 campioni biologici.

Mentre procedevano gli accertamenti, la Procura di Reggio veniva informata dal Magistrato di collegamento in Marocco che l’assassino poteva individuarsi in un clandestino ospitato all’epoca da un connazionale di Scandiano. Grazie a ulteriori indagini si è risaliti al connazionale, peraltro trenuto sotto controllo già in precedenza. Il cerchio si stringeva intorno a Mustapha Bouzendar, che all’epoca del delitto aveva 30 anni, identificato e arrestato a Casablanca grazie alla collaborazione con la Polizia del Marocco.

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Una risposta a 1

  1. Nadia Rispondi

    14/05/2020 alle 10:49

    Mi congratulo con tutte le forze dell’ordine e i magistrati per il risultato ottenuto.
    Ricordo bene quel triste evento, per varie ragioni ne ero emotivamente coinvolta. Su questro caso, come altri di efferrati omicidi, era caduto il silenzio e noi poveri cittadini lasciati spesso con l’angoscia per quanto successo alla vittima e lo sconcerto per la mancanza di giustizia.

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