“No allo Stato nei consigli in cambio di liquidità”
Fiorini contro Orlando: “Sovietizzare le imprese è un ricatto inaccettabile”

7/5/2020 – “Dare liquidità alle imprese per poi anche solo ipotizzare un posto dello Stato nei Cda delle aziende finanziate è un ricatto che non possiamo accettare. Il Governo chiarisca subito con una posizione ufficiale.

L’interesse del Governo dovrebbe essere quello di salvare le imprese e non di controllarle! E’ sempre più evidente, all’interno della maggioranza, un crescente sentimento anti industriale, come ha ribadito anche il presidente designato di Confindustria Bonomi. Tutto ciò è ingiustificabile perché bisogna avere fiducia in chi crea lavoro e ricchezza nel paese”.

Benedetta Fiorini

Lo dichiara la deputata reggiana Benedetta Fiorini, segretario della Commissione Attività produttive della Camera e responsabile dipartimento eccellenze italiane di Forza Italia.

“Dalle sue parole nell’intervista pubblicata oggi – continua Fiorini – si capisce molto bene che il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, non si fida degli imprenditori.

Il ministro Patuanelli, nella sua recente audizione in Commissione alla Camera, rispondendo ad una mia precisa domanda, ha aperto all’ingresso dello Stato nei capitali delle imprese, cosa che invece il ministro Gualtieri aveva escluso, ed ora Orlando rilancia e raddoppia – afferma Fiorini –

Andrea Orlando a Fabbrico, accanto Luca Vecchi

E’ evidente che nella maggioranza di governo non c’è minimamente un piano coerente e di lungo periodo per il settore industriale ed imprenditoriale, ma solo poche idee, non solo confuse ma anche pericolose: lo Stato nei Cda delle aziende sarebbe una ulteriore zavorra burocratica che ci porterebbe verso la sovietizzazione del passato e non verso le scelte dei Paesi più produttivi e nostri competitor dell’Unione Europea”.

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    08/05/2020 alle 18:27

    Personalmente penso che sia necessario ricreare una IRI di partecipazione anche nelle PMI, facendo tesoro dagli errori che sono avvenuti in passato attraverso l’inquinamento partitico. In fin dei conti le risorse che lo Stato metterebbe a fondo perduto, secondo la tesi di alcuni, per salvare le imprese, sono mezzi di tutti i cittadini( raccolti anche attraverso le imposte e/o la svalutazione del potere di acquisto della moneta) e quindi è giusto, più che somme a fondo perduto, siano somme capitalizzate, ovviamente non con criteri speculativi, per partecipare in futuro anche al profitto che serve alla collettività. Potrebbe essere anche l’occasione per far fare un salto di qualità a diverse imprese di famiglia, dove molte volte si confonde l’impresa con la stessa famiglia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *