Coronavirus, sono più di 150 i morti nelle strutture per anziani del Reggiano

11/4/2020 – I decessi nelle strutture per anziani di Reggio e provincia a causa del coronavirus sono 153 (dato aggiornato al 7 aprile) su un totale di 607 ospiti risultati contagiati. Un tasso di mortalità elevatissimo, emerso finalmente nel corso della commissione salute del Comune di Reggio Emilia , riunita in videoconferenza dopo le pressioni delle opposizioni consigliari, che in quattro ore di dibattito ha esteso le informazioni e l’analisi a tutto il territorio provinciale.

Come ha riferito la direttrice delle attività-socio sanitarie dell’Ausl, Elisabetta Negri, dunque sono 454 gli anziani positivi tuttora ospitati nelle case protette del territorio provinciale (reltivamente pochi i ricoveri in ospedale), ai quali appunto si devono aggiungere ben 153 decessi. Nel complesso queste strutture dispongono di 2.770 posti autorizzati, di cui 1.940 accreditati (cioè pubblici) e 850 privati.

Dunque rispetto al dato di 3 mila 630 casi di contagio (rilevato alle 12 di ieri), uno su sei ha riguardato e riguarda gli ospiti delle strutture per anziani.

La casa di riposo San Giuseppe di Montecchio

Nella riunione è emerso (finalmente) anche un dato complessivo dei morti per il Covid-19 registrati con certezza in provincia di Reggio: erano 333 al 7 aprile. Secondo il dato aggiornato diffuso questa sera per la prima volta dall’Ausl, il numero dei morti per coronavirus è salito a 362 persone , di cui 109 a Reggio capoluogo. Secondo le stime presentate sempre giovedì in commissione, i decessi avvenuti tra gli anziani ospiti delle strutture (cifra già più alta dei 153 registrati alle 12 di lunedì 7 aprile) incidono per il 45% sul totale.

Tuttavia la dottoressa Negri ha sostenuto che non tutti questi decessi sarebbero riconducibili con certezza al coronavirus, per il fatto che all’inizio dell’epidemia i tamponi non venivano effettuati con regolarità. Ma e se questo è vero, non si può escludere per converso che non pochi decessi per coronavirus siano sfuggiti a una corretta classificazione, all’inizio dell’epidemia. La situazione è comunque cambiata – come ha già riferito l’Ausl – da quando il laboratorio del Santa Maria Nuova è diventato autonomo per le analisi dei tamponi, che in precedenza venivano inviati a Parma e a Bologna, arrivando anche ad analizzare 700 test al giorno.

I primi due casi di contagio in case di riposo si sarebbero verificati a Correggio e a Campegine il 18 marzo. Due giorni dopo, il primo comtagio in una residenza reggiana, all’Omozzoli-Parisetti dell’Asp comunale.

L’ingresso dell’istituto Omozzoli Parisetti di Reggio

Dal canto suo il presidente dell’Asp Città delle Persone, Raffaele Leoni, ha riferito alla commissione consiliare che, sempre alla data di ieri, gli anziani contagiati nelle sue strutture erano 160, con 22 decessi accertati da coronavirus, su un totale di 662 ospiti, mentre su altri sei sono ancora in corso gli sono in corso gli approfondimenti. Anche in Asp, dunque, la perentuale degli anziani contagiati è elevatissima: il 27%, un ospite su quattro.

Intanto anche a Reggio Emilia sarebbero in corso indagini sui decessi in ospedale e nelle case di riposo a seguito di esposti alla Procura da parte di famigliari di persone decedute. Ma si parla con insistenza anche di indagini dei Nas di Parma sulle strutture per anziani, anche se il procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini – come riporta la Gazzetta di Reggio – si è trincerato dietro il “no comment”, limitandosi ad assicurare che “la Procura valuterà con attenzione eventuali segnalazioni dai cittadini e dai carabinieri dei Nas di Parma”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *