Quel tampone atteso per un mese
“Hanno cambiato le regole in corsa, ma senza informarci”
Eppure c’è uno stuolo di dirigenti…

DI MILES BARBIERI

29/4/2020 – Caro direttore,

grazie per lo spazio che ha voluto dedicare alla mia vicenda e che, a giudicare dalle telefonate e dalle richieste di info che ho ricevuto per tutta la giornata, ritengo sia stata letta con molto interesse da parte di tanti reggiani.

Vorrei però aggiungere un’ulteriore grave mancanza da parte degli uffici competenti evidenziando come importanti disposizioni, se non attentamente supportate da adeguate comunicazioni, possono indurre in pericolosi errori l’utenza stessa.

In allegato le invio stralcio delle due “raccomandazioni per persone cui è stato disposto l’isolamento domiciliare…” , la prima,  del 25 marzo, consegnata a mia moglie, e la seconda, del 23 aprile, inviata a me in quanto risultato positivo al tampone.

Sono due pagine che riguardano diverse cose per l’isolamento della persona positiva, le mascherine, l’igiene delle mani, ecc. .

Proprio nell’ultima riga della disposizione del 25 marzo si legge:”… i conviventi devono ridurre al minimo i contatti sociali, i contatti di lavoro e i viaggi fino a indicazioni diverse del Dipartimento di Sanità pubblica”.

Nel documento del 23 aprile cambia però l’ultima riga, e si dispone che: “… i conviventi non devono avere contatti sociali o di lavoro (non possono uscire dalla propria abitazione) fino a indicazioni diverse del Dipartimento di Sanità Pubblica”.  

Ci rendiamo conto della gravità della cosa? Sono state cambiate delle disposizioni FONDAMENTALI in itinere, premurandosi sì di aggiornare un modulo cartaceo, ma senza darne alcuna comunicazione a coloro ai quali, come me, avevano consegnato solo la prima versione della “raccomandazione”!

Dato che l’AUSL e l’Igiene Pubblica dispongono di un database con i recapiti delle persone in isolamento domiciliare, perché non informare i malati e i loro conviventi di questi importanti cambiamenti? E pensare che hanno uno stuolo di direttori, dirigenti, manager, responsabili, coordinatori, ecc. il cui primo obiettivo dovrebbe essere quello di contenere la diffusione del Covid-19… Sarebbe bastato poco: una telefonata, un sms o un messaggio chat e, soprattutto, il caro vecchio buonsenso. 

Ringrazio, di nuovo, per la cortese attenzione. Miles Barbieri

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *