PreGel: delegato sindacale lincenziato prima di Pasqua
L’azienda: “Messi a repentaglio segreti industriali”
Cgil: “Motivazioni pretestuose”

La PreGel, storica azienda reggiana con 300 dipendenti, leader nel settore dei prodotti e semilavorati per gelateria, ha licenziato la settimana scorsa l’unico rappresentante sindacale interno pr motivi legati alla presunta violazione di segreti industriali. Contro il licenziamento è insorta il sindacato degli alimentaristi Flai Cgil secondo cui “Pregel ha commesso un gravissimo errore”. Il sindacato “non ha intenzione di lasciar correre; PreGel ha privato di lavoro e reddito -in un momento in cui trovare alternative occupazionali è praticamente impossibile- un dipendente che sino a ieri veniva premiato con aumenti di stipendio e passaggi di livello, e lo ha fatto solo perché questi ha accettato di essere il rappresentante sindacale degli altri lavoratori”.

In solidarietà con l’operaio licenziato sono intervenuti anche 10 consiglieri di maggioranza di Reggio Emilia, che chiedono all’azienda di rivedere la sua posizione, e i consiglieri del Movimento 5 Stelle Bertucci, Soragni e Aguzzoli. Di parere diverso il senatore Gabriele Lanzi (M5S, commissione industria di Palazzo Madama): “Pregel realtà importante, in cui il segreto industriale sui preparati è essenziale. Non sta alla politica dirimere la questione del licenziamento. Ma forse la decisione è stata frettolosa”,

Dal canto suo l’azienda di Gavasseto respinge l’accusa di atteggiamento antisindacale, in quando le contestazioni al lavoratore non riguardano il suo ruolo di delegato. Conferma “la correttezza del proprio operato” e precisa che al dipendente sono stati contestati “comportamenti con rilievo disciplinare per aver messo a repentaglio importantissimi segreti industriali, con grave rischio per l’azienda e, di conseguenza, per i posti di lavoro dei colleghi”. si dichiara comunque disponibile a incontrare il sindacato “per chiarire le ragioni del proprio operato”.

Stabilimento Pregel

LA DENUNCIA DELLA FLAI-CGIL DI REGGIO EMILIA: “BUONA PASQUA CON LICENZIAMENTO IN TRONCO, MOTIVAZIONI PRETESTUOSE”

“Sabato scorso PreGel ha dato la “buona Pasqua” ad un giovane operaio, comunicandogli il licenziamento in tronco. La ditta si è così liberata dell’unico dipendente che aveva accettato la carica di rappresentante sindacale aziendale, dal mese di Ottobre 2019, per la prima volta in 52 anni.

Un licenziamento arrivato tra capo e collo le cui motivazioni appaiono oggettivamente pretestuose, le “colpe” del dirigente sindacale sarebbero infatti di questo genere: “aver descritto le proprie mansioni in un annuncio di ricerca lavoro” – cosa che risaliva indietro di diversi anni, a quando il giovane lavorava non ancora come dipendente, ma come somministrato ;

  • “aver chiesto informazioni su marca e modello di una macchina a chi vi operava” – la macchina su cui avrebbe chiesto informazioni all’operaio che vi era addetto da pochi mesi era la stessa sulla quale egli aveva lavorato continuativamente per quattro anni.
  • aver tossito senza coprirsi la bocca nelle vicinanze di un collega che, poco prima, richiesto di fornirgli una mascherina, si era sottratto alla richiesta perché non ne aveva”: non poté coprire la bocca per frenare l’improvviso colpo di tosse perché aveva entrambe le mani impegnate nel trasporto di due secchi di materiale.

E altre motivazioni di questo genere.

Negli anni precedenti inoltre nessun rimprovero era mai stato mosso al dipendente e anzi gli era stato riconosciuto un passaggio di livello e concessi due aumenti di stipendio.

Questo fino alle due lettere contestazione che hanno preceduto il licenziamento e che seguono di poco la mail con cui il dipendente, avendo partecipato come rappresentante sindacale ad una riunione aziendale sulle misure da adottare per il contenimento del coronavirus, aveva chiesto agli interlocutori che nel verbale di quella riunione si desse atto anche delle osservazioni e delle richieste da lui formulate, ma che nella bozza di verbale erano state omesse.

“Nonostante l’operaio abbia fornito all’azienda giustificazioni scritte con dovizia di particolari, PreGel le ha prevedibilmente ignorate – sostiene la Flai Cgil di Reggio Emilia -. Prevedibilmente perché il fatto che un’azienda di quasi 300 dipendenti abbia operato per tanti anni senza rappresentanza sindacale aziendale ci porta a pensare che essa veda la presenza sindacale in azienda come ingerenza piuttosto che come strumento di possibile collaborazione”.

“La Flai Cgil ritiene che Pregel abbia commesso un gravissimo errore, e non ha intenzione di lasciar correre – continua la categoria degli alimentaristi – PreGel ha privato di lavoro e reddito -in un momento in cui trovare alternative occupazionali è praticamente impossibile- un dipendente che sino a ieri aveva premiato con aumenti di stipendio e passaggi di livello, e lo ha fatto solo perché questi ha accettato di essere il rappresentante sindacale degli altri lavoratori. Ha licenziato un delegato sindacale – l’unico presente in azienda- che, dobbiamo ribadirlo ha svolto il proprio ruolo con serietà e correttezza”.

In questo momento la collaborazione tra imprese e lavoratori è strumento indispensabile e imprescindibile per uscire dall’emergenza, l’unico idoneo a salvaguardare non solo la ripresa dell’attività produttiva ma, e soprattutto, la salute dei lavoratori e della comunità intera: perché è chiaro che non vi potrà essere un rilancio del sistema Paese se contemporaneamente non verrà salvaguardata la salute di tutti quanti.

“I principi di responsabilità sociale dell’imprenditore, oggi più che mai attuali, dovrebbero imporre a PreGel di ripensare la propria iniziativa e decidere di revocare il licenziamento. – conclude la FlaiCgil – La invitiamo a farlo diversamente saremo costretti a prendere atto che la società antepone la ricerca del profitto alla tutela della salute, e non ci rimarrà che comportarci di conseguenza”.

LA POSIZIONE DELLA PREGEL: “NESSUN ATTEGGIAMENTO SINDACALE. QUEL LAVORATORE HA MESSO A REPENTAGLIO SEGRETI INDUSTRIALI”

“In relazione alle informazioni diffuse dal Sindacato Flai – Cgil in ordine al licenziamento, avvenuto la scorsa settimana, di un operaio e Rappresentante Sindacale Aziendale, Pregel intende confermare la correttezza del proprio operato, e di non aver mai tenuto alcun comportamento antisindacale in quanto il ruolo di rappresentanza del lavoratore, e l’attività dallo stesso svolta in tal ruolo, non ha nulla a che vedere con le contestazioni aziendali intervenute.
Gli sono stati infatti contestati comportamenti con rilievo disciplinare per aver messo a repentaglio importantissimi segreti industriali, con grave rischio per l’azienda e, di conseguenza, per i posti di lavoro dei colleghi, che fanno rientrare pienamente i motivi della scelta adottata da Pregel nell’ambito del licenziamento per giusta causa, così come normato dall’Articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori.
Pregel non ha mai, nel corso della sua storia, posto in essere attività di natura antisindacale: i sindacati di tutte le sigle, incluse quelle del settore alimentare, hanno sempre potuto svolgere in maniera indisturbata la loro azione all’interno dell’azienda.
L’azienda concorda sicuramente con FLAI – Cgil ove sostiene che “la collaborazione tra imprese e lavoratori è strumento indispensabile e imprescindibile per uscire dall’emergenza, l’unico idoneo a salvaguardare non solo la ripresa dell’attività produttiva ma, e soprattutto, la salute dei lavoratori e della comunità intera”, ma si oppone con decisione anche a ogni paventato collegamento tra il licenziamento ed eventuali comportamenti tenuti dal dipendente di mancata attenzione alla possibile diffusione del virus: anche questo è un motivo che non rientra tra quelli che hanno portato alla decisione dell’Azienda, che rimane comunque disponibile, al di là delle schermaglie mediatiche, a confrontarsi con il Sindacato per chiarire le ragioni del proprio operato”.

DIECI CONSIGLIERI COMUNALI DI MAGGIORANZA: NOTIZIA SCIOCCANTE, L’AZIENDA RIVEDA LA SUA POSIZIONE

Apprendiamo della notizia scioccante del licenziamento dell’unico rappresentate sindacale dell’azienda Pregel, comunicazione data dall’azienda il Sabato di Pasqua e nei tempi difficili del coronavirus.

Troviamo il licenziamento veramente discutibile e assommiamo i nostri pensieri a quelli delle forze sindacali. Licenziare un operario che ha “starnutito senza coprirsi la bocca” perché aveva le mani impegnate, che “ha chiesto informazioni su un macchinario” che dovevano usare lui e i suoi colleghi e che ha avuto l’ardire anni prima di aver “descritto le proprie mansioni in un annuncio di ricerca lavoro”.

Pensiamo che nessun lavoratore con la propria famiglia debba scoprire una notizia simile il Sabato di Pasqua soprattutto per il momento storico che stiamo vivendo ora al tempo della pandemia di coronavirus e anche perchè questo lavoratore con il suo stipendio mantiene tutta la famiglia.

Invitiamo la storica azienda reggiana con sede a Gavasseto che da lavoro a circa 300 persone a rivedere questa disposizione. Ora abbiamo bisogno di unità e responsabilità da tutti i fronti per affrontare questa crisi, non di licenziamenti mirati.

I consiglieri comunali Dario De Lucia (PD), Fabiana Montanari (PD), Christian Vergalli (PD), Cinzia Ruozzi (PD), Davide Corradi (PD), Marwa Mahmoud (PD), Matteo Braghiroli (PD), Paolo Burani  (Immagina Reggio), Giacomo Benassi (Più Europa). Palmina Perri (Reggio E’)

I 5 STELLE: INTOLLERABILE LICENZIARE NEL GIORNO DI PASQUA

” In un momento di crisi sociale come questa, non è tollerabile inviare lettere di licenziamento il giorno di Pasqua. Tra l’altro viene colpito l’unico rappresentante sindacale dell’azienda Pregel. Come rappresentanti reggiani del Movimento 5 Stelle invitiamo l’azienda con sede a Gavasseto di rivedere immediatamente questa scelta”: lo dichiarano in una nota il capogruppo M5S a Reggio Emilia Gianni Bertucci ed i consiglieri Paola Soragni e Fabrizio Aguzzoli.

SEN. GABRIELE LANZI (M5S): “PREGEL REALTA’ IMPORTANTE, SEGRETO INDUSTRIALE DECISIVO. NON TOCCA ALLA POLITICA DIRIMERE LA QUESTIONE”

“Pregel è una realtà multinazionale fiore all’occhiello del tessuto industriale Reggiano e italiano. Negli ultimi anni come parlamentari M5S abbiamo avuto modo di conoscere da vicino l’azienda confrontandoci più volte con la Proprietà sugli sviluppi futuri di una realtà che dà lustro a tutto il territorio con un indotto importante. Pregel fa del segreto industriale uno dei punti cardine attorno al quale ha costruito la propria posizione leader in Italia e nel Mondo nella produzione dei preparati per gelati per questo non  entriamo nel merito delle motivazioni addotte per giustificare il licenziamento di un dipendente. Rilevo però come questa decisione sia stata forse presa frettolosamente se soppesiamo la sanzione con quelli che sembrano i rilievi disciplinari evidenziati. Detto questo non sta alla politica dirimere una questione prettamente giuslavoristica e speriamo che tutte le forze politiche si astengano dallo sventolare questa o quella bandiera”.  E’ quanto afferma il senatore Gabriele Lanzi dei 5 Stelle,  membro della Commissione Industria di palazzo Madama.

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