Piccoli azionisti: “Il lockdown non vale per Iren. Assemblea online il 29: perchè tanta fretta?”

DI FRANCESCO FANTUZZI, CLAUDIO GUIDETTI E FABIO ZANI*

23/4/2020 – Mentre l’Italia intera è in quarantena, c’è chi non intende fermarsi.
Eppure, i termini per l’approvazione dei bilanci delle società sono stati prorogati al 30 giugno.
Eppure nel 2013, anno della nostra prima partecipazione come Piccoli azionisti, il bilancio di Iren fu approvato il 20 giugno, utilizzando anche i due mesi facoltativi.Dunque, perché tanta fretta?
Perché un’assemblea on line il 29 aprile che, di fatto, renderà assai impegnativo un libero confronto con i Soci?

Come Piccoli azionisti non possiamo che esprimere ferma disapprovazione per una scelta inopportuna e che si pone, purtroppo, come un ostacolo al nostro ruolo.
Non si risponda che anche Hera farà lo stesso: l’inopportunità non muta, anche se praticata da altri.

Avremmo voluto domandare conto al cda degli oltre 2,7 miliardi di indebitamento, della riduzione dei margini, di una politica di shopping che non sta evidentemente dando i risultati auspicati, delle solite consistenti e disinvolte sponsorizzazioni; ma sarà realmente arduo poter realizzare questo legittimo intento.

Perché dunque tanta fretta? A chi giova tutto questo? Si ritiene forse che incassare il dividendo nei termini tradizionali rassicuri i cosiddetti mercati?

Ebbene, noi non siamo affatto rassicurati.

*Piccoli azionisti Iren

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