Non si ferma l’abbuffata delle nomine: così banchettano Pd e M5S in piena pandemia
Forse le nostre vite cambieranno, il Paese no

DI DARIO CASELLI

Dario Caselli

18/4/2020 – Potevano essere congelate per un anno. E invece no. Potevano essere un tavolo per riprendere un filo di dialogo con una opposizione che, volente o nolente rappresenta circa la metà del Paese. In passato lo si è fatto più volte sotto tutti i governi. E invece no.

Con il Paese chiuso da più di un mese, oltre ventimila morti e l’urgenza di mettere in piedi la fase due, i partiti di governo si sono riuniti e scontrati più volte sulla polpa del potere: le nomine nelle grandi aziende statali. Questa volta non è stato necessario sentire il parere degli esperti, nominare pletoriche commissioni: Conte, Pd, Italia Viva e 5 Stelle erano preparatissimi ed agguerritissimi.

Vincono il Pd e i renziani che ottengono la riconferma degli amministratori delegati delle maggiori aziende: Claudio Descalzi, Alessandro Profumo, Francesco Starace, Matteo Del Fante resteranno in sella rispettivamente a Eni, Leonardo, Enel e Poste. Li aveva nominati Matteo Renzi nel 2014, quando era presidente del Consiglio e segretario del Pd.

Complimenti al politico toscano, riesce ad avere più posti che voti.

Claudio Descalzi

I 5 Stelle prendono Terna a Terna, con Stefano Donnarumma, l’uomo di Acea, la multiservizi della Capitale e con Paolo Simioni (ora Ad dell’Atac) l’Enav, la società che gestisce il traffico aereo.

Alcune modeste considerazioni. Il moralismo dei grillini si molto, ma molto attenuato, visto che De Scalzi e Profumo sono indagati, anche se nessuno lo scrive. La storia la fa il potere. Per quando riguarda la competenza, non è che Acea ed Atac brillino, ma va bene visto che uno vale uno, vuol dire che va bene ognuno.

Sconfitti sulle nomine degli amministratori delegati i grillini si rifanno con le presidenze.

A Eni andrà Lucia Calvosa, ora consigliere di amministrazione di Tim e del Fatto quotidiano. E’ noto che nella sua storia Eni ha posseduto giornali, per condizionare la politica, ora è l’amministratrice di un giornale che condizionerà l’Eni.

Se la storia la fa il potere, non si può negare che il Fatto, sia per i grillini ciò che Repubblica è per il Pd, un potere, da tenere in gran conto. All’ Enel arriverà Michele Crisostomo, avvocato milanese. La presidenza di Leonardo è appannaggio di Luciano Carta, direttore dell’Aise, i servizi di sicurezza esterni, voluto supponiamo da Conte da cui i servizi dipendono. Ovviamente la torta è più vasta, ma non vogliamo annoiare nessuno, visto che il metodo è sempre uno a me uno a te.

Tutto questo mentre al Paese veniva consegnata la narrazione di una maggioranza che lavora per rimettere in moto il Paese. Si è sempre fatto, anche se con meno famelicità, ma pensavamo che visto che si rinviano le regionali, si potesse aspettare un po’, o si potesse agire con meno voracità. Passi per il Pd che è da sempre il partito del Deep State, in breve del potere, ma non volevamo credere che i 5 Stelle fossero meno avidi, inoltre essendo più forti si sono accontentati di Presidenze prestigiose, ma di campanello, cioè con poco potere, il che dimostra o poca furbizia o un eccesso di avidità. Si è sempre fatto, ma con l’uragano della crisi economica in arrivo, speravamo in qualche timido segnale di cambiamento, dopo la retorica del Paese che, dopo il Coronavirus, cambierà e con esso le nostre vite.

Forse le nostre vite cambieranno, il Paese no.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    18/04/2020 alle 13:25

    Certamente la politica va avanti. Andava avanti nella seconda guerra mondiale, figuriamoci adesso. Grazie per la stimolazione che da’ con questo articolo.

    E’ che i privilegi fanno rodere a chi non li ha.

    E quindi chi e’ nel giro se ne aprofitta.

    Saluti Poli Fausto

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