L’on. Incerti: me ne frego, il 25 aprile vado in piazza
I deputati M5S: “Arrogante, chi si crede di essere?”

DI MARIA EDERA SPADONI, DAVIDE ZANICHELLI, STEFANIA ASCARI, GABRIELE LANZI, SABRINA PIGNEDOLI*

23/4/2020 – Rimaniamo senza parole di fronte all’ arroganza istituzionale della parlamentare Antonella Incerti (Pd) che afferma che in barba a tutte le regole celebrerà in piazza la festa del 75°esimo Liberazione dal nazifascismo. Lei dovrebbe dare l’esempio non fare il contrario. Ma chi pensa di essere?

Ci sono staffette e partigiani che hanno rischiato la vita per la nostra libertà, che da tutta Italia celebreranno a casa, o inviando video online questo 25 aprile. Non sono loro le persone che meriterebbero di più di partecipare e porre una corona di fiori davanti ai cippi piuttosto di chi si sente al di sopra della legge? Eppure in maniera rispettosa, staranno a casa o invieranno commoventi video.

Antonella Incerti, depuitata Pd

Dovrebbe ben saperlo la parlamentare Incerti ex sindaco di Albinea visto che proprio il Comune che ha amministrato lo scorso 27 marzo per il 75° di Operazione Tombola, l’assalto anglo partigiano al comando tedesco della Linea Gotica ha visto il solo sindaco di Albinea Nico Giberti e un rappresentante di Anpi (2 persone quindi di cui la massima carica istituzionale del Comune) deporre una corona di fiori di fronte alla villa oggetto dell’evento dove morirono tre paracadutisti inglesi e trasmettere in rete la celebrazione.

E proprio l’amministrazione del Comune di Albinea ha promosso prima in Italia e probabilmente nel mondo l’idea delle celebrazioni online, con un video di saluti dei partigiani di quella operazione e saluti da tutto il mondo che in pochi giorni ha raggiunto migliaia di visualizzazioni. Un esempio quello delle celebrazioni virtuali che è stato poi lanciato in tutta Italia dall’Anpi.

Sabrina Pignedoli, eurodeputata M5S

Se la parlamentare Incerti vuole festeggiare degnamente e rispettosamente, stia a casa, mandi un video messaggio, o canti “Bella Ciao” in video o dal balcone come faranno tutti gli italiani seguendo l’appello dell’Anpi. Liberi dal fascismo e rispettosi delle regole che ci siamo dati. Regole che lei per prima, rappresentante del popolo italiano, dovrebbe rispettare dando l’esempio. Viva il 25 Aprile, viva la Resistenza, viva la Costituzione, abbasso l’arroganza”.

*Maria Edera Spadoni, deputata Movimento 5 Stelle, vice Presidente della Camera
Davide Zanichelli , deputato – Movimento 5 Stelle
Stefania Ascari, deputata- Movimento 5 Stelle
Maria Laura Mantovani, senatrice – Movimento 5 Stelle
Gabriele Lanzi, senatore – Movimento 5 Stelle
Sabrina Pignedoli, parlamentare europea – Movimento 5 Stelle

RANCAN (LEGA): “SI’ ALLE BANDIERE ROSSE IN PIAZZE DOPO STOP A MESSE E FUNERALI? FOLLE”

La Lega contesta la presenza dell’Anpi in piazza per il 25 aprile. “E’ folle- attacca il capogruppo del Carroccio in Regione Emilia-Romagna, Matteo Rancan– quando a migliaia di persone e’ stato negato di poter piangere i loro defunti, perche’ i funerali sono vietati, cosi’ come le chiese chiuse”. Proprio ieri il Governo ha risposto all’associazione partigiani, precisando che l’Anpi non e’ in alcun modo escluso dalle celebrazioni per il 75esimo anniversario della Liberazione, che potra’ quindi partecipare alle cerimonie pur nel rispetto delle misure restrittive e di sicurezza previste per l’emergenza coronavirus (quindi, niente assembramenti).

Anche in Emilia-Romagna i rappresentanti delle associazioni partigiane sono annunciati in diverse iniziative, a partire dal Sacrario dei caduti di Marzabotto col governatore Stefano Bonaccini o in piazza a Bologna col sindaco Virginio Merola e la vicepresidente della Regione, Elly Schlein. Ma il Carroccio non ci sta. 

Il capogruppo della Lega in Regione E-R, Matteo Rancan


“Pd e Anpi non si rendono conto che cosi’ facendo rischiano di rinfocolare il virus?- sostiene Rancan- forse per la sinistra esistono italiani di serie A (quelli con le bandiere rosse, i centri sociali e le sardine) che possono uscire di casa a prescindere dai divieti. E poi ci sono ‘gli altri’, i cittadini non allineati al pensiero unico, e dunque da considerare di serie B, per i quali invece i divieti valgono? In definitiva, per incrementare il tasso di antifascismo, anziche’ una sana battaglia culturale, la sinistra continua a scivolare consapevolmente nel piano inclinato di provvedimenti di tipo fascista o, se si preferisce, di veterocomunismo alla sovietica”, chiosa il capogruppo del Carroccio. 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *