La strage: in due mesi 352 morti nelle case di riposo dell’Emilia-Romagna
Oltre 150 decessi nelle strutture del reggiano

9/4/2020 – Secondo un rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità, nel periodo 1 febbraio-6 aprile 2020 in Emilia-Romagna sono avvenuti 352 decessi all’interno delle Residenze per anziani, dei quali ben il 50% (176 in cifra assoluta) ha manifestato la presenza del Covid-19 e sintomi simil-influenzali. Risulta inoltre che solo nelle strutture del Reggiano gli anziani morti siano non meno di 150, con oltre 600 ospiti contagiati.

Alla luce di quste tragiche cifre, i consiglieri regionali della Lega, con un’interrogazione a prima firma Michele Facci, chiedono alla Giunta Bonaccini di spiegare perché la situazione all’interno delle case di riposo del territorio emiliano-romagnolo sia “scappata di mano” e i numeri del contagio, così come dei decessi, siano così devastanti”.

I consiglieri ricordano come già lo scorso anno, nell’ambito di un atto ispettivo (interrogazione oggetto 8005 del 22.2.2019, a firma del consigliere Michele Faccindr) era stato evidenziato il livello di precarietà e di scarsa sicurezza nelle strutture per anziani, proprio a causa dell’eccessiva presenza di appalti al ribasso. 

“L’emergenza sanitaria conseguente alla diffusione Covid 19 ha messo a nudo le criticità del nostro sistema sanitario, oltre all’inefficacia delle varie procedure adottate (il numero degli operatori sanitari contagiati, così come di quelli purtroppo deceduti, ha assunto livelli drammatici), ed ha esposto proprio gli anziani degenti presso le strutture assistite ai rischi maggiori di contagio e di mortalità, a dimostrazione dell’estrema vulnerabilità delle predette strutture, dal punto di vista della sicurezza sanitaria, della qualità dell’assistenza e dei controlli da parte dei soggetti a ciò preposti” attaccano i consiglieri della Lega.

Le stesse organizzazioni sindacali hanno recentemente denunciato la drammaticità della situazione, per la mancanza di misure preventive (la mancanza di piani di emergenza regionali; la diffusa mancanza di Dispositivi di protezione individuali; l’erronea politica di controllo sanitario attraverso i tamponi su ospiti e operatori), ed un’evidente negligenza in relazione ad alcuni casi di avvenuto contagio e conseguente decesso.

E dunque, secondo quanto riportato nel “Survey nazionale sul contagio Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie” dell’Istituto Superiore di Sanità (Secondo report), nel periodo 1 febbraio-6 aprile 2020 in Emilia-Romagna vi sono stati 352 decessi all’interno delle Residenze per anziani, dei quali ben il 50% (176) ha manifestato la presenza del Covid-19 e sintomi simil-influenzali.

Pertanto, chiedono i consiglieri leghisti nell’atto ispettivo: “Per quale motivo i degenti nelle strutture assistite, così come tutto il personale a vario titolo a contatto con gli stessi, non sono stati tutelati con priorità, attesa la loro situazione di grave rischio di contagio e di mortalità?”. E concludono: “Il piano di emergenza regionale è stato correttamente e tempestivamente applicato anche alle strutture residenziali per anziani?”. 

L’interrogazione è firmata da Michele Facci, Matteo Rancan, Daniele Marchetti, Fabio Rainieri, Gabriele Delmonte, Emiliano Occhi, Stefano Bargi, Andrea Liverani, Massimiliano Pompignoli, Fabio Bergamini, Maura Catellani, Matteo Montevecchi, Valentina Stragliati e Simone Pelloni.

Di tenore analogo l’interrogazione di Michele Barcaiuolo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

“Dai dati aggiornati al 6 aprile forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, infatti, l’Emilia-Romagna risulta essere al terzo posto per numero di contagi e decessi all’interno delle strutture per anziani: dal 1° febbraio 2020 si sono riscontrati 352 decessi totali, 363 ospedalizzati i, circa 150 ospiti in regime di quarantena in struttura – scrive Barcaiuolo – Considerando che un focolaio in una casa di riposo può trasformarsi rapidamente in un dramma per gli anziani ricoverati, per i loro parenti e per gli stessi operatori socio-sanitari che li seguono ogni giorno, ho chiesto – con una interrogazione – alla Giunta se e in quale misura la Regione abbia predisposto la somministrazione di tamponi agli ospiti che presentavano una sintomatologia riconducibile al Covid-19, di fare chiarezza sulle politiche adottate per evitare la diffusione del contagio, se le strutture siano dotate di adeguanti dispositivi di sicurezza per ospiti e personale e con quali modalità vengano mantenuti e garantiti i rapporti con le famiglie degli ospiti”.

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. fausto Poli Rispondi

    09/04/2020 alle 17:16

    I medici stanbo diventando dei fenomeni. Curano chi gli pare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *