Una mattanza nelle case di riposo
Basta con l’omertà, fuori le cifre

23/4/2020 – Perchè tanto ignobile silenzio sui morti delle case di riposo? Perchè le istituzioni locali, il sistema sanitario e soprattutto la Giunta regionale non rendono noto il numero dei decessi causati dal Covid nelle strutture per anziani dell’Emilia-Romagna, e la loro distribuzione? Di cosa si ha paura?

Domande che sorgono spontanee e fanno sorgere dubbi atroci, si spera non fondati, e come minimo fanno pensare al tentativo di nascondere le dimensioni della tragedia ai grandi media. I quali invece si occupano volengtieri della Lombardia, del Pio Albergo Trivulzio e talvolta del Piemonte. Ma in quelle Regioni, va detto, le Procure si muovono. Se sono attive anche qui, certo non lo fanno sapere.

Nondimendo, anche se nessuno ne parla, sui tema scottante dei morti nelle case di riposo è in atto la rivolta silenziosa dei famigliari degli anziani deceduti, dei positivi e degli ospiti ancora indenni. Rivolta che coinvolge le forze di opposizione: anche nelle ultime riunioni di commissione, in via Aldo Moro, hanno rilanciato la richiesta di chiarezza e trasparenza. Insomma, tirate fuori i dati: è vero o no, come afferma l’Istituto superiore di Sanità la tragedia emiliana ha assunto proporzioni superiori a quelle della Lombardia?

La Casa della carità San Giuseppe di Montecchio

Giova ricordare che a far scoppiare il bubbone delle case di riposo reggiane, mentre i rumors e le notizie non controllate circolavano da giorni, è stato Reggio Report rivelando per primo le dimensioni della strage avvenuta alla Casa della carità San Giuseppe di Montecchio, che è anche Casa del Clero dove sono assistiti i sacerdoti più anziani o disabili. Strage tenuta nascosta per settimane.

Successivamente, in una riunione di commissione del Comune di Reggio, sotto il fuoco di fila dei giornali e delle opposizioni, è emerso che al 6 aprile nelle strutture per anziani della provincia di Reggio erano morti 153 ospiti su 607 contagiati, e che l’incidenza dei decessi in Rsa e case di riposo era circa il 45% del totale dei morti per Covid in provincia

Infine da un’indagine nazionale, ma ancora parziale nella raccolta dati, è emerso che Reggio Emilia è la seconda in Italia nella tragica classifica dei morti nelle strutture per anziani.

Nel frattempo sono venute a gallale situazione delle strutture comunali di Correggio e di Scandiano, con molti morti, mentre continua il silenzio pubblico e privato sull’ecatombe avvenuta a Casina, dove si parla di 25 morti in una struttura.

Eppure di fronte a questa situazione sconvolgente, l’assessore alla Sanità Donini, il commissario all’emergenza sanitaria Venturi e il presidente Bonaccini non sentono ancora il dovere di rivelare le cifre aggiornate sui decessi nelle strutture. Un atteggiamento che si commenta da sè, e che infatti sta provocando una insurrezione politica con richiami, appelli, interrogazioni e altri atti ispettivi.

La casa protetta di Correggio

Dopo il silenzio ostinato registrato anche nelle riunioni della commissione regionale sanità, la Lega attraverso il consigliere Daniele Marchetti ha annunciato una ” richiesta di accesso agli atti per conoscere il numero totale dei decessi, quanti di questi presentavano sintomi riconducibili al Covid e quanti effettivamente sono stati registrati come Covid”. Aggiunge Marchetti: “Le cronache, le denunce di parenti e organizzazioni sindacali fanno pensare a un quadro ben diverso da quello dipinto dai pochi numeri ufficiali che circolano relativamente all’Emilia-Romagna. Visto che di risposte non ne arrivano dagli assessorati competenti, non ci resta che l’accesso agli atti”.

Severa anche la presa di posizione del senatore Stefano Corti, sempre della Lega: anche lui chiede diu fare luce su quanto accaduto nelle case di riposto dell’Emilia Romagna. :n”I dati dell’ultimo report dell’Istituto superiore di Sanità parlano chiaro: in Italia il 40,2% dei decessi nelle case di riposo ha interessato residenti contagiati dal Covid e il dato più alto in assoluto si registra in Emilia Romagna col 57,7%, davanti alla Lombardia col 53,4%.

Evitando drammatici paragoni, i  fatti dicono questo – afferma Corti – Le responsabilità vanno accertate, ma nessuno di noi si permette di chiedere il commissariamento di Bonaccini.Purtroppo assistiamo invece nei confronti del governatore della Lombardia, Fontana, ad un attacco costante e aprioristico, e parallelamente a complimenti incomprensibili nei confronti del governatore Pd emiliano-romagnolo. Tutto questo è triste e squallido in un momento simile”. E aggiunge: “Nelle case di riposo in tutta Italia si è consumato un dramma, in Emilia Romagna più che altrove con dati percentualmente peggiori rispetto alla Lombardia funestata come nessuna altra Regione dal virus. Si dovrà fare piena luce su questa vicenda”.

Anche il deputato 5 Stelle Davide Zanichelli invoca chiarezza, soprattutto sulle cifre reggianee richiama i Comuni alle loro responsabilità: “Sono ancora poco chiari i numeri dei contagi e dei decessi nelle case di riposo della provincia, che si sono rivelate essere il punto debole nei recenti contagi.
Ancora poche strutture hanno comunicato la loro situazione e le singole iniziative d’informazione, messe in atto da qualche sindaco o assessore, ci trasmettono un quadro troppo parziale”, dichiara il parlamentare di Guastalla.

“Appurato che le RSA hanno rappresentato il vero anello debole durante questa emergenza sanitaria, restituendoci il maggior numero di morti e di contagiati fra gli ospiti più fragili, come M5S auspichiamo un intervento chiarificatore da parte di tutti i Sindaci e della Provincia. Informare ora in modo trasparente – insiste Zanichelli – permetterà di monitorare con attenzione i focolai incontrollati all’interno delle strutture che potrebbero aggravare ulteriormente il triste bollettino che riguarda le persone più fragili: i nostri anziani e disabili ricoverati in nelle strutture delle ASP gestite dai comuni della provincia”.

Proprio oggi la Regione ha fatto sapere di un nuovo provvedimento per le case di riposo, che comprende anche lo sgombero delle strutture. Misure tardive, e ancora niente cifre. Ma se non ora, quando?

Pierluigi Ghiggini

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